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Bonus ZES unica Mezzogiorno: cos’è e come funziona

Il Bonus ZES unica è un'agevolazione fiscale rivolta alle imprese nella Zona Economica Speciale del Mezzogiorno. Ecco tutti i dettagli su come funziona e su come si accede a questo beneficio.

  • Il Bonus ZES unica è un esonero contributivo rivolto a datori di lavoro operanti nelle aree svantaggiate del Mezzogiorno per assunzioni a tempo indeterminato.
  • Le risorse stanziate per il 2026 sono pari a 2.300 milioni di euro.
  • Il beneficio in questione è cumulabile soltanto con alcune agevolazioni statali, come gli aiuti de minimis.

Il Decreto Sud, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 19 settembre 2023, ha istituito la cosiddetta ZES unica con lo scopo di promuovere lo sviluppo economico e la coesione sociale delle aree più svantaggiate d’Italia.

Fanno parte della ZES unica le seguenti Regioni:

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sicilia;
  • Sardegna.

Il Bonus ZES Unica per il Mezzogiorno è una misura che prevede un esonero contributivo per assunzioni a tempo indeterminato, attivabile tramite INPS. Si tratta di un aiuto rivolto ai datori di lavoro che operano nelle Regioni elencate, con l’obiettivo di sostenere la crescita economica del Mezzogiorno, incrementando l’occupazione e gli investimenti. La Legge di Bilancio 2026 ha prorogato questa misura per il triennio 2026-2028.

Se hai un impresa al Sud e vuoi conoscere in maniera dettagliata come funziona questo beneficio e come si accede allo stesso, ti invito a leggere le righe che seguono.

Cos’è il Bonus ZES unica Mezzogiorno

Il Bonus ZES unica Mezzogiorno è un esonero contributivo in favore dei datori di lavoro del Meridione che, nel periodo che va dal 1° settembre 2024 al 31 dicembre 2025, hanno assunto personale non dirigenziale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

L’esonero è pari al 100% dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro, con l’unica esclusione di premi e contributi INAIL; il beneficio in questione è riconosciuto fino a un massimo di 650 euro mensili per ogni lavoratore incentivato e può durare complessivamente fino a 24 mesi.

Nello specifico, l’esonero può essere riconosciuto con riferimento:

  • alle assunzioni con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato di personale non dirigenziale che, alla data dell’assunzione, abbia compiuto 35 anni di età e sia disoccupato da almeno 24 mesi;
  • ai soggetti che, alla data dell’assunzione incentivata, sono stati occupati a tempo indeterminato alle dipendenze di un diverso datore di lavoro che ha beneficiato parzialmente dell’esonero in questione.

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A quali datori spetta il beneficio?

Possono accedere al Bonus ZES unica:

  • i datori di lavoro che hanno assunto, presso una sede o unità produttiva ubicata in una delle regioni della Zona Economica Speciale unica per il Mezzogiorno, personale nelle medesime Regioni;
  • i datori di lavoro privati, indipendentemente dal fatto che assumano o meno la natura di imprenditore, compresi i datori di lavoro del settore agricolo;
  • i datori di lavoro che, nel mese di assunzione, occupino fino a 10 dipendenti.

Sono esclusi dal beneficio i datori di lavoro del settore domestico.

Nelle ipotesi di spostamento della sede di lavoro al di fuori di una delle Regioni per le quali è previsto il beneficio, l’agevolazione non spetta a partire dal mese di paga successivo a quello del trasferimento.

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Le risorse stanziate per il triennio 2026-2028

La Legge di Bilancio 2026 ha prorogato il Bonus ZES unica Mezzogiorno per il triennio 2026-2028. I fondi stanziati sono pari a:

  • 2.300 milioni di euro per il 2026;
  • 1.000 milioni di euro per il 2027;
  • 750 milioni di euro per il 2028.

Gli operatori sono tenuti a comunicare le spese ammissibili all’Agenzia delle Entrate tra il 31 marzo e il 30 maggio di ogni anno di riferimento.

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Quali sono gli interventi ammessi

Sono agevolabili gli investimenti, realizzati dal 1° gennaio 2026 al 15 novembre 2028, che riguardano:

  • l’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nella ZES unica;
  • l’acquisto di terreni e l’acquisizione, la realizzazione ovvero l’ampliamento di immobili strumentali agli investimenti ed effettivamente utilizzati per l’esercizio dell’attività nella struttura produttiva.

Non sono agevolabili i progetti di investimento al di sotto di 200.000 euro.

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Cumulo con altri incentivi

Vista l’entità della misura di esonero, pari al 100% della contribuzione dovuta dal datore di lavoro, il Bonus ZES unica non è cumulabile con:

  • l’incentivo all’assunzione dei lavoratori disabili;
  • l’incentivo all’assunzione di beneficiari del trattamento NASpI;
  • la riduzione contributiva prevista per i datori di lavoro agricoli che occupano personale nei territori montani o nelle singole zone svantaggiate;
  • le riduzioni contributive previste per il settore dell’edilizia.

Risulta, invece, essere compatibile con:

  • il credito d’imposta per investimenti 4.0;
  • il piano Transizione 5.0;
  • gli aiuti de minimis.

Il totale non deve comunque superare l’intensità massima di aiuto consentita dalla normativa europea.

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Come si accede al Bonus ZES unica Mezzogiorno

Ai fini dell’accesso al beneficio nel 2026, gli interessati devono comunicare all’Agenzia delle Entrate, dal 31 marzo 2026 al 30 maggio 2026, l’ammontare delle spese ammissibili sostenute dal 1° gennaio 2026 e quelle che prevedono di sostenere fino al 31 dicembre 2026.

Gli operatori economici inviano dal 3 gennaio 2027 al 17 gennaio 2027 all’Agenzia delle Entrate una comunicazione integrativa che attesta l’avvenuta realizzazione, entro il termine del 31 dicembre 2026, degli investimenti indicati nella comunicazione presentata.

L’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa devono essere certificati da un revisore legale dei conti.

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