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Class action: cos’è e quando si può proporre

Cosa si intende per class action? Come è possibile esercitare l'azione collettiva? Chi e quando può proporla? Nelle prossime righe daremo una risposta a queste e altre domande in materia.

class action
  • La class action è un’azione collettiva disciplinata dal Codice del consumo, all’art. 140 bis.
  • Può essere esercitata dal consumatore singolo o da un’associazione di categoria, oppure da un comitato.
  • Uno dei più noti esempi di class action è quello esercitato contro Autostrade italiane per il crollo del ponte Morandi a Genova nel 2018.

La class action è un istituto introdotto nel 2008, con la legge Finanziaria: ha, quindi, quindici anni di vita, ma non ha trovato ampia applicazione nel tempo. È un’azione che tutela gli interessi individuali dei consumatori, purché omogenei.  

Le ragioni dell’insuccesso dell’istituto sono in realtà dovute da un lato, all’ambito applicativo circoscritto, dall’altro dalla poca chiarezza dell’iter per aderire a un’azione di classe. Tra il 2021 e il 2022, per esempio, sono state introdotte solo 8 azioni, di cui una inammissibile e una seconda prescritta. 

A soli dieci anni dall’introduzione, cioè nel 2019, infatti, la class action è stata riformulata dalla L. 12/04/2019, n. 31, con l’introduzione del titolo VIII-bis al IV libro del c.p.c.

Tale riforma ha consentito l’applicazione della disciplina anche nei confronti di imprese ed enti gestori di servizi pubblici o di pubblica utilità, da parte delle organizzazioni ed associazioni iscritte nell’apposito elenco del Ministero della giustizia.

Nel presente articolo, cercheremo di spiegarti ciò che c’è da sapere su come si aderisce alla class action e quando può essere esercitata.

Class action: cos’è

La class action è stata inserita nell’ordinamento italiano dalla Legge Finanziaria 2008, con la quale il legislatore ha introdotto l’art. 140 bis del Codice del consumo

L’azione di classe è tesa a proteggere interessi individuali omogenei di più consumatori, accomunati dalla medesima situazione pregiudizievole. Permette di ottenere l’accertamento della responsabilità dell’autore del danno e la sua condanna al risarcimento del danno o alla restituzione.

Tale azione, quindi, consente la risarcibilità del danno subito dal singolo, anche se è esercitata in forma collettiva. 

Possono accedere all’azione di classe:

  1. il singolo consumatore;
  2. le associazioni o i comitati che agiscono come enti rappresentativi della categoria.

Nel primo caso, il consumatore agisce in proprio, al fine di ottenere la condanna dell’impresa convenuta al ristoro dei danni subiti. Nella seconda ipotesi, invece, si riconosce in maniera indifferenziata il diritto di proporre azione all’associazione quando a questa è conferito mandato per rappresentare la categoria in giudizio. Non necessariamente l’associazione deve avere una rappresentanza nazionale

La class action, dunque, non può essere esercitata da un soggetto che sia professionista, non consumatore. La posizione di convenuto è, invece, assunta solo da imprese, sia commerciali sia agricole di qualsiasi dimensione. Queste possono svolgere attività di produzione o di scambio di beni o di servizi. Inoltre, l’azione può essere promossa anche contro la pubblica amministrazione

class action come funziona
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Class action: esempi

Uno dei casi di class action in Italia più famoso è stato quello contro Autostrade italiane. L’azione ha riguardato il noto evento del crollo del ponte Morandi del 14 agosto 2018, che causò la morte di 43 persone.

L’azione collettiva fu intrapresa da 11 mila cittadini della Liguria. L’azione fu affidata allo studio dell’ex parlamentare Mattia Crucioli, che calcolò un danno di quasi 3.000 euro per ciascun cittadino aderente. 

Tra gli altri casi degni di nota di class action, si ricorda l’azione posta in essere contro la nota marca di telefoni Samsung, la quale aveva ad oggetto alcuni difetti riguardanti smartphone e tablet. 

È stata poi intrapresa una class action anche contro la Volkswagen, quando furono emessi alcuni modelli di autoveicoli truccati. L’azione è stata esercitata da oltre 63 mila consumatori.

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Class action: quando si può fare?

La class action può essere esercitata solo quando siano lesi diritti omogenei ed identici di una pluralità di consumatori e utenti. Quindi, il primo requisito che il legislatore richiede per esercitare l’azione è la configurabilità di una situazione tutelabile, cioè la lesione di diritti in capo ad una pluralità di soggetti.

Tramite l’azione possono essere fatte valere tre categorie di diritti. La prima categoria sono i diritti contrattuali. Il legislatore si è curato di tutelare i diritti che abbiano la loro fonte in un atto negoziale, cioè il contratto. Sono escluse tutte quelle situazioni giuridiche soggettive derivanti da illecito extracontrattuale. Ha incluso anche i contratti conclusi ai sensi degli artt. 1341 e 1342 c.c., quindi quelli che fanno ricorso a moduli e formulari.

quando fare una class action

La seconda categoria ha ad oggetto i diritti identici spettanti ai consumatori finali di un prodotto rispetto al produttore, anche a prescindere dalla conclusione del contratto.

La norma, quindi, non richiede che il prodotto sia stato acquistato direttamente dal soggetto leso. Tuttavia, il consumatore che agisce in giudizio deve essere il fruitore finale di tale prodotto.

La terza categoria è formata da due componenti:

  1. situazioni giuridiche lese da pratiche commerciali scorrette;
  2. diritti danneggiati da comportamenti anticoncorrenziali.

Come si fa una class action?

Molto spesso, il consumatore viene a conoscenza di una class action tramite una pubblicità su Internet. Può aderire all’azione di classe tramite istanza da presentare alla cancelleria del tribunale via PEC o a mezzo fax

L’istanza deve contenere:

  • ​l’elezione di domicilio del consumatore o dell’utente interessato;
  • l’indicazione degli elementi che costituiscono il diritto che viene fatto valere, accompagnato dalla relativa documentazione a prova di quanto sostenuto.

In questo caso, il giudice competente per materia è il Tribunale ordinario, indipendentemente dal valore della controversia. Con riferimento, invece, alla competenza per territorio, la norma la radica innanzi al tribunale del luogo dove ha sede l’impresa. 

Il soggetto aderisce alla class action così come è presentata, cioè non può partecipare alle scelte assunte, neanche del difensore. È una sorta di mandato all’associazione. La sentenza, che poi definisce il giudizio, fa stato ad ogni effetto tra le parti per espressa previsione normativa. 

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procedimento class action

Class action: come funziona

La disciplina relativa al procedimento è contenuta nei commi da 5 a 13 dell’art. 140 bis del Codice del consumo. Il giudizio si compone di due fasi:

  1. la prima fase è a carattere necessario, in cui l’indagine si incentra sull’ammissibilità stessa dell’azione promossa;
  2. la seconda, eventuale, in cui si accerta la fondatezza delle richiesta risarcitoria.

L’atto introduttivo del giudizio è l’atto di citazione. L’atto deve contenere le ragioni in fatto e in diritto a fondamento della domanda. Se l’azione è presentata dall’associazione o dal comitato, questo dovrà autoreferenziarsi, cioè dimostrare di essere il soggetto idoneo ad agire per conto della categoria. 

Al termine della fase istruttoria, il processo giunge a definizione con la pronuncia. La sentenza può essere di mero accertamento e non prevedere la liquidazione del danno, cioè semplicemente affermare l’esistenza dei fatti costitutivi del diritto. Non è titolo esecutivo.

In alternativa, la sentenza può avere ad oggetto il risarcimento del danno. In predetta evenienza, può essere o di accoglimento o di rigetto. 

Il procedimento della class action pone una serie di interrogativi ai quali risponderemo di seguito:

  • 1) Quali sono gli effetti della pronuncia;
  • 2) Quanto costa fare una class action;
  • 3) Quanto dura una class action;

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effetti class action

1) Quali sono gli effetti della pronuncia

La pronuncia può produrre due principali effetti:

  1. inibitorio, cioè si chiede al giudice di adottare un provvedimento con cui si richiede la cessazione o si dispone il divieto di reiterazione della condotta;
  2. compensativo, cioè finalizzato a rimediare al pregiudizio subito con il pagamento di una somma di denaro o la riparazione, il rimborso o anche la risoluzione del contratto.

Prima della definizione della causa, le parti possono anche depositare una proposta transattiva. In questo caso, il giudice provvede a pagare un’indennità agli altri consumatori aderenti.

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2) Quanto costa fare una class action

Per quanto riguarda i costi connessi alla class action, questi sono variabili. Infatti, dipendono anche dalla complessità della questione. Infatti, più è difficile la controversie e maggiore sarà anche il compenso richiesto dall’avvocato.

A ciò si aggiungono le ulteriori spese processuali, che in caso di perdita del giudizio gravano sulla parte che ha esercitato l’azione.

Qualora dovesse essere vinta la controversia, invece, le spese graveranno sul convenuto, cioè l’impresa contro la quale è esercitata l’azione. Questa sarà anche chiamata a pagare:

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class action costi e durata

3) Quanto dura una class action?

La class action, a circa quindici anni dall’introduzione, non si è rivelata un’azione particolarmente utile per il consumatore. 

In parte, ciò dipende dalla durata del procedimento. Questo, mediamente, è di quattro anni, tuttavia, non sono rare le ipotesi in cui durino anche otto anni

In Italia, per esempio, un caso molto noto è quella dell’azione intrapresa dal Codacons verso la Voden Merdical Istruments, che è durato ben otto anni, all’esito del quale sono stati risarciti solo 14 euro per i test medici sull’influenza suina risultati ingannevoli per il consumatore.

Class Action – domande frequenti

Qual è il significato di class action?

La class action è un’azione collettiva che è esercitata dal consumatore o un’associazione di categoria a tutela di interessi individuali omogenei ad una categoria.

Quando si può fare la class action?

La class action può essere esercitata per tutelare un diritto contrattuale, del consumatore finale o derivante da pratiche scorrette, quando c’è una pluralità di soggetti lesi.

Chi propone la class action?

La class action può esercitata dal singolo consumatore, associazione o comitato, contro l’impresa o società oppure la pubblica amministrazione.

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Avv. Clelia Tesone
Avvocato civilista
Laureatasi in Giurisprudenza con la votazione di 110 e Lode presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e con approfondita conoscenza delle materie del Diritto Civile e del Diritto Amministrativo. Ha brillantemente conseguito l’abilitazione alla professione di avvocato, a seguito dell’espletamento della pratica forense in diritto civile e il tirocinio ex art. 73 d.l. 69/2013 presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord.
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