17 giu 2020
Diritto del Lavoro

Contratto di somministrazione: vantaggi e svantaggi

Quali sono le caratteristiche del contratto di somministrazione e le differenze tra il contratto a tempo determinato e quello a tempo indeterminato.

Cos’è
il contratto di somministrazione





Il contratto di somministrazione ha sostituito i vecchi contratti di lavoro interinale, che erano disciplinati dalla legge n. 196/97, attraverso il D.Lgs. 276/2003. In questa forma di inquadramento contrattuale un soggetto, chiamato utilizzatore, si può rivolgere a un altro soggetto, chiamato somministratore, al fine di usufruire del lavoro di una persona che non viene assunta in modo diretto, ma come dipendente del somministratore.





Il contratto di somministrazione sarà dunque formato:









In questa guida saranno presentate le caratteristiche principali del contratto di somministrazione, come per esempio la durata, lo stipendio e i divieti, oltre che vantaggi e svantaggi derivanti dall’attivazione di questa tipologia di contratto lavorativo.







I soggetti





Il
contratto di somministrazione sussiste grazie alla presenza di tre
soggetti:





  1. il somministratore, che è l’agenzia che si occupa di somministrare il lavoro;
  2. l’utilizzatore, ovvero il datore di lavoro;
  3. il lavoratore.




Le agenzie per il lavoro che stipulano i contratti di somministrazione, e che devono essere iscritte all’albo, possono essere:









contratto di somministrazione




I
contratti di somministrazione possono essere gestiti anche da:










In
situazioni particolari, possono inoltre essere autorizzati:





  1. i Comuni e le Provincie;
  2. gli Istituti di scuola secondaria di secondo grado, pubblici o paritari;
  3. le Associazioni dei datori di lavoro e del lavoratori;
  4. Enti Bilaterali;
  5. Ordine nazionale dei consulenti del lavoro.




I
casi in cui non si può attivare un contratto di somministrazione





In linea generale, i contratti di somministrazione si possono applicare a tutti i settori, ma esistono delle limitazioni da rispettare, come per esempio quella relativa al fatto che la Pubblica Amministrazione può stipulare soltanto contratti a tempo determinato.





Esistono poi delle situazioni ben precise nelle quali i contratti di somministrazione sono vietati. Si tratta nello specifico di:









Il
contratto di somministrazione a tempo indeterminato





In questa tipologia di contratto di somministrazione, i lavoratori vengono assegnati senza limiti all’utilizzatore. Si tratta di un contratto che si può sottoscrivere per i servizi di:









stipendio contratto di somministrazione




Il contratto di somministrazione a tempo determinato





Questa forma di tipologia contrattuale, ovvero quella a tempo determinato, può avere una durata massima di 24 mesi e può essere attivata:





  1. nel caso in cui si verifichino esigenze di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo;
  2. per esigenze di tipo temporaneo che rispettino le clausole dei contratti collettivi.




Nel caso di contratto di somministrazione a tempo determinato, vengono applicate le norme del contratto a termine, previsto dal D.Lgs 368/2001 con la differenza che:









Inoltre, l’utilizzatore ha facoltà di assumere direttamente il lavoratore al termine del contratto di somministrazione.





Per quanto riguarda la durata del contratto di somministrazione a tempo determinato è in genere pari a 24 mesi, con la possibilità di essere prorogato fino a 6 volte in questo intervallo di tempo. Sono possibili fino a 8 proroghe nei casi seguenti:









Caratteristiche
e stipendio





Il contratto di somministrazione deve essere stipulato in forma scritta e deve contenere al suo interno:









Per quanto riguarda il trattamento economico, i lavoratori dipendenti che hanno un contratto di somministrazione sono soggetti allo stesso stipendio previsto dai dipendenti che vengono invece assunti in modo diretto dalle aziende e che svolgono la stessa mansione.





I lavoratori dovranno ricevere sia lo stesso trattamento retributivo sia gli stessi contributi previdenziali. Nel caso in cui il somministratore non dovesse pagare il lavoratore, quest’ultimo potrà richiedere il pagamento all’utilizzatore.





Nel contratto a tempo indeterminato è previsto anche il pagamento di un’indennità nei periodi in cui i lavoratori non svolgono la propria attività lavorativa presso l’utilizzatore, per un importo che non può essere inferiore a 350 euro al mese.





Tale indennità di disponibilità:









I
vantaggi e gli svantaggi del contratto di somministrazione





A conti fatti, il contratto di somministrazione ha tutte le caratteristiche del contratto di assunzione diretta, anche a livello dell’indennità ordinaria di disoccupazione. A livello retributivo e di trattamento non ci sono differenze rispetto alle tipologie di contratto standard.





Il lavoratore somministrato ha anche diritto alle prestazioni pensionistiche, quindi sarà soggetto al versamento dei contributi come i lavoratori dipendenti presso l’assicurazione generale obbligatoria.





Nel
settore dell’edilizia, il somministrato non ha invece diritto né
all’indennità di mobilità né ai
trattamenti
speciali di disoccupazione.





Il
contratto di somministrazione – Domande frequenti





Quanto dura il contratto di somministrazione?

La durata del contratto di somministrazione dipende dalla tipologia di contratto stipulato, che può essere a tempo determinato o a tempo indeterminato.

Quali sono le caratteristiche del contratto di somministrazione?

Il contratto di somministrazione prevede la presenza di tre soggetti: un’agenzia che somministra il lavoro, un’azienda che necessità di lavoratori e un lavoratore.

Quante volte si può prorogare un contratto di somministrazione?

La regola generale prevede che il contratto possa essere rinnovato fino a un massimo di 6 volte, ma esistono delle eccezioni.