Diritto del Lavoro

Contratto a chiamata: cos’è, come funziona e quanto dura

Quali sono i costi del contratto a chiamata e come funziona la loro attivazione da parte del datore di lavoro.

Cos’è
il contratto a chiamata





Il contratto a chiamata è una tipologia di prestazione lavorativa nella quale un lavoratore è disponibile a svolgere una determinata attività su chiamata da parte del datore di lavoro. È disciplinato dal Dlgs n. 81/2015, agli articoli che vanno dal 13 al 18.





Viene chiamato anche job on call o contratto di lavoro intermittente proprio per il suo carattere discontinuo che può avere durata settimanale, mensile o annuale. Nello specifico, esistono due tipologie di lavoro a chiamata:





  1. la prima prevede il vincolo di rispondere alla chiamata che si riceve da parte dell’azienda, in base alla quale si riceverà un’indennità di disponibilità;
  2. la seconda non prevede alcun obbligo di risposta, pertanto il lavoratore riceverà un compenso unicamente sulle giornate effettivamente lavorate.




Analizziamo di seguito quali sono le caratteristiche del contratto a chiamata in termini di età, costi, durata, licenziamento, TFR, disoccupazione, ferie e malattia.







Età
e regole generali





Il
contratto a chiamata:









Il contratto a intermittenza è attivabile in presenza di ipotesi soggettive per lo svolgimento di qualsiasi attività, ma solo per i soggetti:









contratto a chiamata cos'è




Le prestazioni possono avvenire anche in presenza di ipotesi oggettive e nel rispetto delle disposizioni contenute nei contratti collettivi nazionali o territoriali, oppure per periodi predeterminati, quali le vacanze natalizie, le ferie estive, i weekend.





In via sperimentale, il contratto a chiamata può essere stipulato dai lavoratori in stato di disoccupazione o inoccupazione di lunga durata che abbiano:









La
durata del contratto a chiamata





Ad esclusione dei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo, il lavoro a intermittenza può essere svolto per un periodo non superiore a 400 giornate di lavoro effettivo in 3 anni solari. Superato tale limite non si può parlare più di lavoro a chiamata, ma si tratterà di lavoro a tempo pieno o indeterminato.





Il contratto a chiamata deve essere redatto in forma scritta e al suo interno dovranno essere indicati i seguenti elementi:









Quando
non si può attivare un contratto a chiamata





Il
job on call è vietato:









Cos’è
l’indennità di disponibilità





L’indennità di disponibilità è prevista soltanto nella tipologia di contratto a chiamata nella quale il lavoratore garantisce sempre la propria presenza nel momento in cui riceve una chiamata dal datore di lavoro. Nel periodo in cui il dipendente riceve l’indennità non potrà dedicarsi ad altre attività lavorative.





L’indennità
ha svantaggi e vantaggi per il datore di lavoro:





  1. da un lato si avrà la garanzia di poter disporre della disponibilità da parte del lavoratore in qualsiasi momento;
  2. dall’altro, si dovrà pagare il costo fisso dell’indennità che non è presente nelle forme di contratto a chiamata senza vincoli.




Qualora un dipendente che percepisca l’indennità di disponibilità si rifiutasse di rispondere alla chiamata senza giustificato motivo, allora potrebbe essere licenziato e, al contempo, essere costretto a restituire l’indennità relativa al periodo successivo al suo rifiuto.





La
retribuzione relativa all’indennità di disponibilità





La
cifra relativa all’indennità di disponibilità è stabilita dai
contratti collettivi:









Nel caso in cui il lavoratore fosse temporaneamente impossibilitato a rispondere alla chiamata, dovrà informare il datore di lavoro e specificare la durata del suo impedimento. Qualora non dovesse farlo, perderebbe l’indennità per un periodo di 15 giorni.





La
comunicazione della chiamata





Tra gli obblighi spettanti all’azienda, c’è anche quello di comunicare l’assunzione di un lavoratore con un contratto a chiamata al Centro per l’Impiego: per farlo è sufficiente inviare telematicamente il modello Unilav entro 24 ore dal giorno precedente a quello in cui viene avviato il rapporto di lavoro.





Tale comunicazione dovrà essere inviata una sola volta, nel momento in cui si stipula il contratto e non per ogni singola chiamata. Deve essere invece inviata di volta in volta la durata della singola prestazione nel caso in cui sia inferiore a 30 giorni: la comunicazione deve essere inoltrata all’Ispettorato territoriale del lavoro competente.





contratto a chiamata come si attiva




Nella comunicazione saranno contenuti i dati identificativi del lavoratore e dell’azienda, oltre che la data di inizio e di fine della prestazione. Le modalità di invio del modello apposito sono le seguenti:









Nel caso di mancato invio della comunicazione è prevista una sanzione amministrativa che va da un minimo di 400 euro fino a un massimo di 2.400 per ogni singolo dipendente assunto con contratto a chiamata.





Altre
regole per il datore di lavoro che utilizza il contratto a chiamata





Al fine di tutelare al massimo il lavoratore che fornisca la propria prestazione tramite un contratto a chiamata ci sono altre regole importanti che devono essere rispettate dal datore di lavoro.






Fra
queste rientrano:









Contratto
a chiamata e NASPI: sono compatibili?





Ci sono alcuni casi nei quali la disoccupazione NASPI spetta anche ai lavoratori che sono impegnati in un contratto a chiamata. È opportuno fare distinzione fra il contratto con obbligo di disponibilità e quello senza vincolo, quindi quello nel quale non è prevista l’indennità di disponibilità.





Nella prima ipotesi, è possibile il cumulo delle prestazioni solo nel caso in cui il proprio reddito, nel quale deve essere conteggiata anche l’indennità di disponibilità, sia inferiore agli 8.000 euro oppure quando la prestazione lavorativa abbia durata non superiore ai 6 mesi.





Nel secondo caso, invece, la disoccupazione NASPI resta sospesa nei giorni in cui si lavora, mentre può essere erogata durante i periodi in cui il lavoratore è fermo. Resta da rispettare il requisito reddituale degli 8.000 euro o il fatto che la prestazione non debba superare i 6 mesi.





Contratto
a chiamata – Domande frequenti









Quanto viene pagato un contratto a chiamata?

La retribuzione dipende dalla tipologia di contratto sottoscritto e dall’eventuale presenza di un’indennità di disponibilità che rappresenta un vincolo per il lavoratore.

Come attivare il contratto a chiamata?

La comunicazione deve essere inoltrata dal datore di lavoro che ha a sua disposizione diversi mezzi per poterla inviare: ecco quali sono e qual è il modello da utilizzare.

Quante ore si possono fare con un contratto a chiamata?

Il contratto a chiamata può avere una durata massima di 400 giornate lavorative effettive nel corso di 3 anni solari, ma ci sono alcuni settori per il quali sono previste delle eccezioni.