Come funziona la detrazione delle spese d’intermediazione immobiliare nel 2026?
Scopriamo quando spetta la detrazione della provvigione corrisposta all’agente immobiliare nel modello 730/2026: come si calcola, quali sono i limiti e i documenti da conservare.
- La provvigione dovuta all’agente immobiliare è detraibile solo se riferita all’acquisto dell’abitazione principale.
- La detrazione è pari al 19% su un importo massimo di spesa di 1.000 euro per ciascun contribuente.
- Tra la documentazione specifica che occorre conservare ci sono la fattura dell’agenzia e l’atto di acquisto che conferma la destinazione a prima casa.
Se stai acquistando casa avvalendoti delle prestazioni di un’agenzia immobiliare devi sapere che la legge ti riserva un’importante agevolazione fiscale. Potrai infatti portare in detrazione nel modello 730/2026 le provvigioni che hai versato o dovrai versare per il servizio di mediazione.
L’acquisto di una casa rappresenta un passo importante e spesso, oltre al prezzo dell’immobile, bisogna mettere in conto i costi del professionista che ti ha aiutato nella ricerca della casa. La buona notizia è che queste spese accessorie danno diritto ad uno sconto sull’IRPEF in fase di dichiarazione dei redditi.
In questo articolo vedremo quando puoi avere diritto alla detrazione, come deve essere calcolata e quali sono i documenti da conservare.
Quali spese per la mediazione immobiliare si possono detrarre?
La normativa fiscale prevede, per il contribuente che si avvale della consulenza di un agente immobiliare, di poter detrarre una parte della provvigione che è stata versata per la sua prestazione.
Il compenso riconosciuto al mediatore, per poter essere detratto deve essere stato corrisposto per l’acquisto dell’immobile o per l’acquisizione di un diritto reale di godimento su di esso (si pensi al caso dell’usufrutto). Questo sta a significare che non sono ammesse al beneficio fiscale le provvigioni per la ricerca di un immobile da affittare.
Inoltre, non potrà mai fruire dell’agevolazione il contribuente che vende l’immobile in quanto la possibilità di scaricare la spesa sul 730 spetta unicamente all’acquirente. Il venditore che per trovare un acquirente si sia avvalso del mediatore non ha diritto alla detrazione.
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Quali sono i requisiti per detrarre la provvigione?
Affinché l’acquirente possa portare in detrazione i costi della provvigione sono necessari i seguenti requisiti:
- l’immobile acquistato con l’intermediazione deve essere destinato ad abitazione principale non essendo sufficiente che si tratti di immobile residenziale. Per la legge, l’abitazione principale è quella presso la quale il contribuente o il suo nucleo familiare dimorano abitualmente. La residenza anagrafica deve essere trasferita entro 12 mesi dalla data di acquisto dell’immobile;
- devono essere rispettate le modalità di pagamento del compenso che sono indicate dalla legge. A partire dal 1° gennaio 2020 non è ammesso l’uso del contante. È necessario pagare il servizio ricevuto utilizzando dei mezzi di pagamento tracciabili come il bonifico ordinario, istantaneo, carta di credito o assegno non trasferibile e questo aspetto costituisce un vincolo insormontabile;
- deve essere stata emessa una regolare fattura, che contenga i dati volti a identificare il mediatore il quale deve risultare iscritto nel Registro delle imprese. La fattura deve essere intestata all’acquirente dell’immobile.
Come calcolare la detrazione
Per poter determinare l’ammontare della detrazione IRPEF occorre applicare l’aliquota del 19% alla spesa sostenuta per le prestazioni del mediatore. Esiste un tetto massimo di spesa che si può indicare nella denuncia dei redditi che è pari a 1.000 euro. Questo vuol dire che si potrà portare in detrazione una somma non superiore a 190 euro per ogni singolo immobile.
In caso di comproprietà dell’immobile la detrazione verrà ripartita in base alle quote di possesso e per ciascun comproprietario il limite massimo di spesa sarà pari a 500 euro. Il limite di spesa non è riferito al titolare ma all’immobile.
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Chi è escluso dal beneficio fiscale?
Per poter beneficiare dell’agevolazione fiscale è necessario essere persone fisiche assoggettati all’IRPEF e si deve procedere con l’acquisto di un immobile destinato a divenire abitazione principale. Sono esclusi i titolari di seconde cose, i terreni, nonché di pertinenze che sono state acquistate separatamente dall’abitazione principale. Stessa esclusione per i proprietari di abitazioni che vengono concesse in affitto.

Quali documenti devi conservare per accedere alla detrazione?
Per poter beneficiare della detrazione, in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate che possono essere effettuati nei successivi 5 anni, devi assolutamente essere in possesso di alcuni documenti.
In particolare, sono richiesti:
- la fattura originale rilasciata dall’agenzia immobiliare, nella quale deve essere chiaro l’oggetto della prestazione; deve essere intestata all’acquirente e deve contenere la partita iva del mediatore e il numero di iscrizione REA o registro delle imprese;
- le ricevute di pagamento, ovvero il bonifico, l’estratto conto della carta o l’assegno, come prova del pagamento avvenuto con mezzi tracciabili;
- la copia del rogito notarile o della dichiarazione sostitutiva, che permette di collegare l’acquisto dell’immobile alla provvigione corrisposta al mediatore.
Dal 2025 non è più necessario riportare nell’atto notarile l’ammontare della provvigione, per motivi di riservatezza. Basterà indicare nell’atto pubblico il numero della fattura con dichiarazione da parte del mediatore volta a confermare la corrispondenza alla spesa effettivamente sostenuta dall’acquirente.
Come si compila il modello 730/2026?
Venendo alla parte più operativa, sappi che, per portare in detrazione le provvigioni, devi compilare correttamente il modello 730/2026 che fa riferimento all’anno di imposta 2025 – e dunque alle spese sostenute in quell’anno.
Gli importi dei compensi del mediatore dovranno essere inseriti nel Quadro E- Oneri e spese detraibili, compilando i righi da E8 a E 10, denominati Altre spese. Nella Colonna 1, invece, dovrai riportare il codice 17, mentre nella Colonna 2 inserire la cifra pagata.
Qualora ci si avvalga della dichiarazione 730 precompilata, la spesa in questione potrebbe già comparire nel modello predisposto direttamente dall’Agenzia delle Entrate.
Detrazioni provvigioni agenzia immobiliare – Domande frequenti
Sì, purché tu trasferisca la residenza entro 12 mesi dall’acquisto. Se non rispetti il termine, l’Agenzia delle Entrate può contestare la detrazione.
Sì. Conta la data del pagamento, che deve comunque avvenire nel 2025 per essere inserita nel 730/2026.
No. La detrazione spetta solo all’intestatario della fattura, indipendentemente dalla quota di proprietà dell’immobile.
Solo se hai effettivamente pagato una provvigione a un agente immobiliare che ti ha assistito nella procedura e hai una fattura che lo attesta.
Sì, ma solo se il box o la pertinenza è acquistato insieme all’abitazione principale o comunque destinato a essa.
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