17 nov 2020
Giurisprudenza

Come funziona l’eutanasia in Italia

Tutto quello che dovreste sapere sull'eutanasia in Italia: dalla legge sul testamento biologico al suicidio assistito, ecco quali sono le norme in vigore e cosa è legittimo fare.

Negli ultimi anni il dibattito tra il “diritto di un essere umano a morire dignitosamente” e il diritto alla vita si è fatto sentire di più, soprattutto dopo l’approvazione della legge 219 del 2017 sul biotestamento e le disposizioni anticipate di trattamento (dat). 





Come funziona l’eutanasia in Italia, ma soprattutto è legale? Qual è il suo significato e qual è la differenza tra eutanasia attiva e passiva? In questa guida tratteremo l’iter che ha portato alle attuali norme in vigore nel nostro Paese. 







Significato di eutanasia





Il termine eutanasia deriva dal greco ed è formato dall’unione tra “eu”, che vuole dire bene, e “thànatos”, che significa morte. Letteralmente ha quindi il significato di “buona morte”. 





Viene utilizzata per indicare la procedura che porta alla morte di un essere umano, facendo però in modo che il decesso non gli provochi alcuna sofferenza. 





La dottrina distingue diverse forme di eutanasia, ovvero:









eutanasia




Differenza tra eutanasia attiva e passiva





A proposito dell’eutanasia terapeutica, è presente una distinzione tra:









Si tende a distinguere anche tra forma commissiva e omissiva, oppure tra forma volontaria, nella quale si ha il consenso del paziente, e involontaria, che avviene a prescindere dalla volontà di morire espressa dal paziente. 





L’eutanasia assistita in Italia





Se in Paesi quali la Svizzera o il Canada il diritto di morire si lega a una volontà espressa manifestata dal paziente malato, in Italia è riconosciuto unicamente il diritto da parte del paziente di rifiutare le cure, anche nel caso in cui esse siano life-sustaining





Attualmente in Italia non esiste una disciplina esplicita in materia di eutanasia. Nel 2017 è stata introdotta la legge 219 che contiene “norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”





Tale legge ha permesso di regolare il rapporto tra medico e paziente e ha esplicitato il diritto del paziente di rifiutare sia gli accertamenti diagnostici sia le cure, e anche quello di interrompere eventuali trattamenti già iniziati. 





La legge sul testamento biologico





La legge sul testamento biologico è in vigore in Italia dal 31 gennaio 2018: prevede di poter decidere in anticipo quali saranno gli esami, le scelte terapeutiche e i trattamenti sanitari ai quali dare o non dare il proprio consenso nel caso in cui non si dovesse più avere la capacità di intendere o di comunicare. 





Questa possibilità avviene per mezzo delle Dat, ovvero le disposizioni anticipate di trattamento. Rientrano tra i trattamenti sanitari che si possono rifiutare anche la nutrizione e l’idratazione artificiale. 





Alla base delle Dat troviamo il consenso informato del paziente, che ha diritto a “conoscere le proprie condizioni di salute e di essere informato in modo completo, aggiornato e comprensibile” su diagnosi, prognosi, benefici e rischi di esami e trattamenti medici, sulle alternative disponibili e sulle conseguenze in caso di rifiuto di un trattamento sanitario





Il paziente potrà anche designare una persona di fiducia che parlerà con i medici e presterà il consenso al suo posto: il nome di questa persona sarà registrato nel fascicolo sanitario elettronico del paziente. 





La legge sul testamento biologico permette dunque al paziente malato di rifiutare le cure e di lasciarsi morire, e di ricevere anche una terapia del dolore per non sentire troppo male. Quando vengono redatte le Dat viene anche indicata la persona di fiducia che avrà il compito di interagire con i medici quando il paziente non sarà più nelle condizioni di poterlo fare. 





eutanasia




Il suicidio assistito





Sulla base di quanto detto finora in Italia l’eutanasia attiva, ovvero quella nella quale viene praticato il suicidio da parte del medico, non è legale





La legge sul testamento biologico non prevede infatti la possibilità di poter chiedere a un medico di essere aiutati a suicidarsi senza commettere così un reato





Tuttavia, in seguito al caso di Dj Fabo, paziente cieco e tetraplegico che ha premuto con i denti il pulsante contenente l’iniezione letale per suicidarsi, la situazione è leggermente cambiata. 





L’eutanasia attiva, nella quale un medico somministra una sostanza letale su richiesta del paziente, è tuttora illegale, ma viene contemplato il cosiddetto “suicidio assistito”, nel quale il paziente può essere aiutato a suicidarsi, lasciandogli la responsabilità di compiere l’atto finale





L’eutanasia in Europa





Per quanto riguarda gli altri Stati europei, l’eutanasia attiva è legale in:









Il suicidio assistito viene praticato invece in Germania, Austria, Finlandia e Svizzera. 





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