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Chi potrà richiedere il gratuito patrocinio

I chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate sul gratuito patrocinio porteranno molti degli attuali beneficiari a non poterne più usufruire. Vediamo di seguito come funzionerà il calcolo dei requisiti reddituali da possedere per farne richiesta.

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Il gratuito patrocinio – chiamato anche patrocinio a spese dello Stato – consiste in un supporto nei confronti chi ha un reddito basso nel caso in cui volesse fare una causa in Tribunale o avesse necessità di difendersi

La norma prevede, dunque, che l’avvocato venga pagato dallo Stato e sia, pertanto, gratuito. Lo sono anche i bolli e le imposte che si devono pagare nel corso del giudizio. 

Il gratuito patrocinio non è stato abolito nel nostro Paese, né si prevede una simile ipotesi: tuttavia, si tratta di un diritto che potrebbe essere privilegio di pochi. Ecco quali sono le ultime novità in merito. 

Gratuito patrocinio e reddito di cittadinanza

Una precisazione data di recente dall’Agenzia delle Entrate rischia di far diventare lo strumento del gratuito patrocinio appannaggio di pochi. Nella pratica è stato precisato che il reddito di cittadinanza sarà conteggiato nel calcolo del reddito da possedere per poter accedere al gratuito patrocinio. 

Questa decisione porterà molti dei beneficiari del gratuito patrocinio a non poter avere più la possibilità di usufruire di un avvocato gratuito pagato dallo Stato. Quali sono i requisiti che si devono rispettare?

La norma prevede che non debbano essere superati gli 11.746,68 euro l’anno, ovvero 978,69 euro al mese. Chiunque percepisca un assegno del RdC di 1.000 euro al mese e, dunque, abbia un reddito di 12.000 euro l’anno, dovrà pagare l’avvocato con i propri soldi, a prescindere dal fatto che il proprio reddito sia poi nella pratica davvero basso. 

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I chiarimenti del Fisco

Il Fisco ha praticamente dichiarato che il gratuito patrocinio spetta a “chi è titolare di un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a 11.493,82 euro”- 

Tale reddito “è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’istante”.

Viene stabilito tenendo anche conto:

  • delle eventuali esenzioni sull’imposta di reddito delle persone fisiche, ovvero l’Irpef;
  • dei casi in cui sia prevista la ritenuta alla fonte a titoli d’imposta, ovvero l’imposta sostitutiva.

In caso di convivenza, vengono sommati anche i redditi degli altri componenti che contribuiscono al reddito complessivo, anche qualora non fossero legati da vincoli di parentela o di affinità. 

Cassazione

Questa decisione è conforme a quanto era già stata stabilito in un’ordinanza della Corte di Cassazione, in base alla quale “si deve tener conto, nel periodo di imposta in cui sono percepiti, di tutti i redditi, anche se non sottoposti a tassazione, perché il legislatore, al fine di stabilire se la persona possa o meno fruire del patrocinio a spese dello Stato, non ha inteso limitarsi a prendere in considerazione i redditi dichiarati o comunque da dichiararsi in un determinato periodo di imposta, ma ha voluto prendere in considerazione tutti i redditi (persino quelli derivanti da attività illecita) dalla persona effettivamente percepiti o posseduti, anche se esclusi dalla base imponibile”.

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Cosa copre il gratuito patrocinio

Il gratuito patrocinio si può richiedere:

  • per le cause civili;
  • per le cause penali;
  • per le cause amministrative o tributarie;
  • per il primo grado, l’appello o il ricorso in Cassazione. 

Vi rientrano, per esempio, le cause per contestare una multa, di separazione o di divorzio, per annullare un contratto, per impugnare un licenziamento, per difendersi da una querela ingiusta, e così via. 

Il gratuito patrocinio non copre le semplici consulenze, i tentativi di conciliazione, le redazione di diffide, e via dicendo. Spetta, invece, sempre per i reati di stalking, violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia, reati contro i minori, pratiche di mutilazione degli organi genitali.

Nell’ipotesi in cui non si dovesse più rientrare tra i soggetti che hanno diritto a ricevere il gratuito patrocinio, sarà comunque possibile richiedere un consulto o un consiglio gratuito a un avvocato online. Su deQuo.it sarà sufficiente fare una domanda sull’argomento legale al quale si è interessati per ottenere, in pochissimo tempo e a costo zero, il parere di un professionista della legge

Gratuito patrocinio – Domande frequenti

Quali sono i requisiti per il gratuito patrocinio?

Sarà possibile accedere al gratuito patrocinio presentando un’apposita istanza al Consiglio dell’Ordine degli avvocati e con un reddito non superiore a 11.493,82 euro.

Quanto deve essere l’ISEE per il gratuito patrocinio?

L’ISEE per poter aver accedere al gratuito patrocinio non deve essere superiora alla cifra di 11.493,82 euro.

In che consiste il gratuito patrocinio?

Il gratuito patrocinio consiste nell’assistenza legale gratuita, ovvero a carico dello Stato, a favore dei non abbienti, quindi delle persone con un reddito ISEE inferiore a 11.493,82 euro.


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Maria Saia
Esperta di diritti delle donne
Ha respirato per più di 20 anni la stessa aria di Falcone e Borsellino e ne condivide, ancora oggi, il sogno utopico di un mondo senza mafie e ingiustizie. Non a caso, “È la giustizia, non la carità, che manca nel mondo” è una delle sue citazioni preferite. Su deQuo, scrive di bonus e agevolazioni statali e di diritti della persona - in particolare, di diritti delle donne.
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