Vai al contenuto

Maltrattamento di animali: cos’è il reato, come funziona e come denunciarlo

Picchiare, abbandonare, far soffrire un animale non è solo crudeltà: è un reato. Ecco cosa dice la legge italiana sul maltrattamento di animali e cosa puoi fare se sei testimone di un abuso.

Immagine profilo autore
Redazione deQuo
28 Marzo 2026
maltrattamento di animali cosa si rischia

Un cane lasciato senza acqua e cibo sul balcone in piena estate. Un gatto preso a calci per strada. Un animale da allevamento tenuto in condizioni igieniche disumane. Sono scene che capita di vedere – o di sentire raccontare – e che generano una reazione istintiva: qualcuno dovrebbe fare qualcosa. Quella “cosa” esiste, ed è la denuncia penale contro il maltrattamento di animali.

In Italia il maltrattamento di animali è un reato vero e proprio, disciplinato dagli artt. 544-bis e seguenti del Codice penale, introdotti dalla legge n. 189 del 2004. Non si tratta di una sanzione amministrativa o di una multa simbolica: chi maltratta un animale rischia il carcere. Eppure molte persone non denunciano, o non sanno come farlo. Questo articolo prova a colmare quella lacuna.

Quali comportamenti sono considerati maltrattamento

La giurisprudenza ha chiarito nel tempo che il maltrattamento di animali non si limita alle botte o alle lesioni fisiche evidenti.

Rientrano nel reato anche:

  • tenere un animale in spazi eccessivamente ristretti, senza possibilità di movimento;
  • privarlo di cibo, acqua o cure veterinarie in modo sistematico;
  • esporlo a temperature estreme senza riparo adeguato;
  • utilizzarlo per lavori sproporzionati alle sue condizioni fisiche;
  • abbandonarlo (che configura anche il reato autonomo di abbandono di animali, art. 727 c.p.);
  • sottoporlo a interventi chirurgici non necessari e non autorizzati (come il taglio delle orecchie o della coda a scopo estetico).

Non è necessario che l’animale riporti lesioni visibili: la sofferenza, anche psicologica, può essere sufficiente a integrare il reato.

maltrattamento di animali pena procedibilità
Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Reato di maltrattamento di animali: quando si configura

Il reato può essere commesso da chiunque, indipendentemente dal fatto che l’animale sia di sua proprietà. Anzi, la legge colpisce in modo particolare chi ha un obbligo di cura nei confronti dell’animale – il proprietario, il detentore, il responsabile di un allevamento – proprio perché la violazione di quel dovere di custodia rende la condotta più grave.

Anche i maltrattamenti commessi da minori possono avere conseguenze legali, che ricadono spesso sui genitori o sui tutori, sia sul piano della responsabilità civile sia su quello penale.

Oltre alle pene principali, il Codice penale prevede alcune conseguenze accessorie che possono colpire duramente chi viene condannato, ovvero:

  • la confisca degli animali oggetto del reato, che vengono affidati ad associazioni o enti di protezione;
  • la sospensione delle licenze legate all’attività svolta (allevamenti, negozi di animali, pensioni);
  • il divieto di detenere animali per un periodo determinato.

Le pene aumentano quando il fatto è commesso in presenza di minori, quando riguarda più animali contemporaneamente o quando è commesso da chi esercita professionalmente attività legate agli animali.

Ti potrebbe interessare Quali sono i reati contro gli animali previsti dal Codice penale italiano

Come funziona la denuncia

Chiunque assista a un episodio di maltrattamento può sporgere denuncia presso:

  • la stazione dei Carabinieri più vicina;
  • il commissariato di Polizia;
  • la Procura della Repubblica competente per territorio;
  • le Guardie zoofile (ENPA, LAV, WWF e altre associazioni riconosciute), che hanno poteri di polizia giudiziaria e possono raccogliere la denuncia e svolgere accertamenti in modo autonomo.

Il reato di maltrattamento di animali è procedibile d’ufficio. La denuncia può essere presentata anche in forma anonima, ma in quel caso le possibilità di seguito processuale si riducono. Meglio firmarla: chi denuncia non rischia nulla, a meno che la denuncia non sia palesemente calunniosa.

Per rendere la denuncia più solida è utile raccogliere, prima di presentarla:

  • fotografie o video della situazione (anche scattati con il telefono);
  • testimonianze di vicini o altre persone presenti;
  • referti veterinari, se l’animale è già stato visitato;
  • una descrizione dettagliata dei fatti, con date e luoghi precisi.
reato di maltrattamenti di animali

A chi rivolgersi e chi chiamare

Le associazioni riconosciute – ENPA, LAV, LNDC, WWF e altre – svolgono un ruolo prezioso non solo nella raccolta delle denunce, ma anche nel monitoraggio degli allevamenti, nell’assistenza alle vittime animali e nel supporto alle indagini delle forze dell’ordine. Contattarle è spesso il modo più rapido per sapere cosa fare in una situazione concreta, soprattutto quando non si sa da dove cominciare.

Se hai assistito a un maltrattamento, non serve essere esperti di legge per fare la cosa giusta: basta raccogliere le prove che si hanno a disposizione e sporgere denuncia. Se la situazione è complessa – un allevamento, una struttura che gestisce molti animali, un caso in cui temi ritorsioni – affidarti a un avvocato specializzato ti permette di presentare una denuncia solida, seguire l’iter processuale e, se ne hai diritto, costituirti parte civile per ottenere il risarcimento del danno. Gli animali non possono parlare: farlo al loro posto è già un atto concreto di tutela.

LEGGI ANCHE Divieto di animali domestici in condominio: possibile se è inserito in un regolamento contrattuale

Gli altri reati contro gli animali previsti dal Codice penale

Il legislatore ha costruito un sistema di tutela articolato su più livelli, con reati distinti a seconda della gravità della condotta. Si tratta di:

  1. uccisione di animali;
  2. spettacoli e manifestazioni vietate;
  3. combattimenti tra animali;
  4. abbandono di animali.

1. Uccisione di animali (art. 544-bis c.p.)

Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni. La parola chiave è “senza necessità”: la norma non colpisce, ad esempio, l’abbattimento veterinario di un animale gravemente malato, ma punisce chi uccide un animale per sadismo, per sfogo o per futili motivi.

2. Spettacoli e manifestazioni vietate (art. 544-quater c.p.)

Organizzare o promuovere spettacoli in cui gli animali vengono fatti combattere o sottoposti a trattamenti crudeli comporta la reclusione da tre mesi a tre anni e la multa da 50.000 a 160.000 euro.

3. Combattimenti tra animali (art. 544-quinquies c.p.)

È il reato più grave del sistema. Chi organizza o gestisce combattimenti tra animali rischia la reclusione da uno a tre anni e la multa fino a 160.000 euro. Le pene aumentano ulteriormente se il fatto è commesso in concorso con più persone o se viene favorita la partecipazione di minori.

4. Abbandono di animali (art. 727 c.p.

Chiunque abbandona animali domestici o tenuti in cattività è punito con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. La norma si applica anche a chi detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura o causa loro inutili sofferenze.

Approfondisci leggendo Reato di abbandono di animali: come viene punito

Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Immagine profilo autore
Redazione deQuo
Cerca
Effettua una ricerca all'interno del nostro blog, tra centinaia di articoli, guide e notizie
Ti serve il parere di un Avvocato sull'argomento?
Prova subito il nostro servizio di consulenza online. Più di 3000 avvocati pronti a rispondere alle tue richieste. Invia la tua richiesta.
Richiedi Consulenza

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter settimanale per ricevere informazioni e notizie dal mondo legal.

Decorazione
Hai altre domande sull'argomento?
Se hai qualche dubbio da risolvere, chiedi una consulenza online a uno dei nostri Avvocati
Richiedi Consulenza

Altro su Guide

Approfondimenti, novità e guide su Guide

Leggi tutti
bonus isee sotto 15.000 euro quali sono
29 Maggio 2026
Con un ISEE non superiore a 15.000 euro puoi accedere nel 2026 a una serie di agevolazioni economiche: bonus bollette, carte prepagate, assegno unico, supporto al reddito e contributi per la salute. Molte misure sono automatiche e non richiedono domanda, ma è indispensabile avere un ISEE aggiornato e in corso…
Spese di lite
28 Maggio 2026
Le spese di lite costituiscono l'insieme dei costi sostenuti per affrontare un giudizio in Tribunale. Esse comprendono le spese vive (o giudiziali), cioè i tributi legati all'attività degli organi giurisdizionali (per esempio, contributo unificato, marche da bollo, diritti di notifica, ecc.), e le spese legali, vale a dire gli onorari…
supporto per la formazione e il lavoro inps
28 Maggio 2026
Il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) è un'indennità mensile di 500 euro riservata a persone disoccupate e occupabili, con ISEE familiare non superiore a 10.140 euro. La misura è condizionata alla partecipazione attiva a corsi di formazione, percorsi di riqualificazione o altre politiche attive del lavoro; Chi…
assistenza stragiudiziale
27 Maggio 2026
L'assistenza stragiudiziale è l'attività legale che l'avvocato svolge fuori dal tribunale: lettere di diffida, contratti, consulenze, negoziazione e mediazione. Costa molto meno di una causa civile, che secondo i dati disponibili può arrivare facilmente tra i 2.000 e i 15.000 euro solo di spese legali, senza contare i tempi -…
quanto tempo ho per denunciare
27 Maggio 2026
La denuncia per reati perseguibili d'ufficio non ha un termine fisso per i privati, ma la prescrizione del reato decorre comunque dal giorno del fatto. La querela per reati perseguibili a istanza di parte va presentata entro 3 mesi in via ordinaria, ma i termini si allungano per reati come…
PDND cosa vuol dire
26 Maggio 2026
La Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) è un progetto che facilita lo scambio sicuro di informazioni tra Pubbliche Amministrazioni, migliorando l'efficienza e l'interoperabilità dei dati. Il servizio in questione è gestito dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio mediante PagoPA. La PDND offre numerosi vantaggi per tutti…