Quanto tempo ho per denunciare una persona?
Denuncia e querela non sono la stessa cosa: i termini per agire cambiano in base al reato subito. Ecco cosa prevede il Codice penale e il Codice di procedura penale.
- La denuncia per reati perseguibili d’ufficio non ha un termine fisso per i privati, ma la prescrizione del reato decorre comunque dal giorno del fatto.
- La querela per reati perseguibili a istanza di parte va presentata entro 3 mesi in via ordinaria, ma i termini si allungano per reati come stalking, violenza sessuale e revenge porn.
- Per i reati commessi contro i minori, i termini decorrono dal compimento del diciottesimo anno di età della vittima.
Quando subisci un torto che pensi sia un reato, la prima domanda che ti fai è: ho ancora tempo per fare qualcosa? La risposta dipende da un elemento che spesso non è chiaro: stai parlando di una denuncia o di una querela? Sono istituti giuridici diversi, con regole diverse e conseguenze diverse. Vediamo subito in cosa differiscono e quali sono i tempi effettivi per poter denunciare un’altra persona.
Denuncia e querela: che differenza c’è?
La denuncia è l’atto con cui chiunque porta a conoscenza dell’autorità la notizia di un reato procedibile d’ufficio. Lo disciplina l’art. 333 del Codice di procedura penale. Per i privati cittadini è facoltativa: puoi farla, ma non sei obbligato. Quando la denuncia è facoltativa non è previsto alcun termine per la sua presentazione, mentre nei casi di denuncia obbligatoria, apposite disposizioni stabiliscono il termine entro il quale essa deve essere fatta. L’obbligo di denuncia riguarda i pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio (artt. 331 e 361 c.p.p., artt. 361-362 c.p.).
La querela, invece, è un atto diverso. Riguarda i reati procedibili a istanza di parte: quei fatti per cui la legge subordina l’avvio dell’azione penale alla tua volontà di essere tutelato. Non basta raccontare i fatti – devi anche manifestare espressamente la volontà di punire il responsabile. Lo prevedono gli artt. 120-126 del Codice penale e l’art. 336 del Codice di procedura penale.
L’esposto, invece, è un atto con cui il soggetto interessato si limita a segnalare un determinato accadimento all’Autorità di Pubblica Sicurezza, che a richiesta delle parti può intervenire per provvedere alla soluzione delle controversie. Non ha la stessa valenza giuridica della querela né della denuncia.
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Quanto tempo hai per presentare la querela?
Il termine ordinario è chiaro: l’art. 124 del Codice penale stabilisce che il diritto di querela non può essere esercitato decorsi tre mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce il reato. Non tre mesi dal momento in cui ti sei convinto che si trattasse di un reato, né dal giorno in cui hai parlato con un avvocato.
Il punto di partenza è la notizia del fatto. La Cassazione ha però precisato un aspetto rilevante: il termine decorre dal momento in cui la persona offesa acquisisce piena cognizione del fatto che costituisce reato e dei suoi requisiti costitutivi, tale da consentire di proporre fondatamente l’istanza punitiva.
Questo significa che non rileva la data di consumazione del reato, bensì il momento in cui il soggetto leso viene effettivamente a conoscenza, sulla base di elementi seri e concreti, della dimensione oggettiva e soggettiva del fatto reato, inclusa l’identificazione dell’autore.
In pratica: se vieni derubato ma non sai chi è il colpevole, i tre mesi non decorrono automaticamente dal giorno del furto, ma da quando ottieni elementi concreti per identificare il responsabile. La decorrenza del termine per la presentazione della querela è differita quando la persona offesa deve compiere accertamenti al fine di acquisire la consapevolezza della illiceità penale del fatto, ma tale differimento si protrae solo per il tempo strettamente necessario al compimento di tali verifiche. Non puoi restare nell’inerzia indefinitamente.
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Quali sono i termini per i reati gravi?
La legge prevede termini estesi per alcune categorie di reati, proprio perché riconosce che la vittima ha bisogno di più tempo per prendere una decisione. Vi rientrano:
- lo stalking – l’art. 612-bis c.p. stabilisce che il termine per presentare querela da parte della vittima è di 6 mesi (e non di 3 mesi come per la querela ordinaria). Anche per lo stalking la querela può essere rimessa – ritirata – ma solo davanti al giudice, non in sede stragiudiziale;
- il revenge porn – la diffusione illecita di contenuti sessualmente espliciti (art. 612-ter c.p.) segue lo stesso termine: 6 mesi;
- la violenza sessuale – è il caso in cui il legislatore ha introdotto la tutela più ampia. L’art. 609-septies c.p., così come modificato dalla Legge n. 69/2019 (c.d. Codice Rosso), estende a 12 mesi il termine per la proposizione della querela per il reato di violenza sessuale. In precedenza il termine era di 6 mesi. La querela per violenza sessuale è inoltre irrevocabile: una volta attivato il procedimento penale, essa non può essere ritirata. Tale meccanismo è volto a proteggere i soggetti querelanti da intimidazioni e minacce.
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Quando la querela non serve affatto
Per i reati più gravi la legge non richiede la querela: il pubblico ministero può procedere d’ufficio. La querela non è necessaria se il delitto di violenza sessuale è stato commesso nei confronti di un minorenne o se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle proprie funzioni, in connessione con altro delitto perseguibile d’ufficio o in danno di un minore di anni 10. Rientrano nella procedibilità d’ufficio anche omicidio, rapina, estorsione, lesioni gravi o gravissime e numerosi altri reati.
Cosa cambia per i reati contro i minori
Se la vittima era minorenne al momento del fatto, i termini funzionano in modo diverso. Nel caso di particolari reati commessi nei confronti dei minori, l’individuazione del dies a quo viene determinata ex lege nel momento in cui viene compiuto il diciottesimo anno di età. Questo vale sia per la querela, sia per la prescrizione del reato: il tempo non decorre finché la vittima non raggiunge la maggiore età.
Cosa succede se presenti la querela in ritardo
Se il termine è scaduto, la querela è tardiva e il giudice o il pubblico ministero non possono procedere. La tardività determinerà l’improcedibilità dell’azione penale. Ove il Pubblico Ministero rilevi la tardività di proposizione in sede di indagini preliminari dovrà chiedere l’archiviazione del procedimento. Non esiste una sanatoria: il diritto si estingue definitivamente.
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Quando si prescrivono i reati?
La querela nei termini ti permette di avviare l’azione penale, ma non basta da sola. Il reato può estinguersi per prescrizione anche se la querela è stata presentata in tempo. Per i reati lievi (pena inferiore ai sei anni) la prescrizione si compie in sei anni. Per i reati più gravi il termine prescrizionale aumenta in correlazione alla pena edittale massima prevista dalla legge.
La prescrizione decorre in modo autonomo rispetto alla querela: nei reati procedibili a querela, il termine di decorrenza della prescrizione va computato dalla data del commesso reato e non da quello di presentazione della querela. Questo significa che presentare la querela in tempo non congela automaticamente i termini di prescrizione del reato.
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Dove si presenta denuncia o querela?
Puoi rivolgerti a:
- Polizia di Stato, Carabinieri o Guardia di Finanza (qualsiasi ufficio di polizia giudiziaria);
- Procura della Repubblica;
- un agente consolare all’estero (per la querela, ai sensi dell’art. 337 c.p.p.).
La querela può essere presentata oralmente o per iscritto. Quando è orale, l’ufficiale di polizia giudiziaria redige verbale e la fa sottoscrivere. La denuncia deve contenere l’esposizione dei fatti ed essere sottoscritta. Hai il diritto di ricevere l’attestazione della ricezione.
I termini per agire penalmente sono rigidi e, una volta scaduti, non si recuperano. Se hai subito un reato o pensi di averlo subito, il consiglio è uno solo: rivolgiti subito a un avvocato penalista. Solo un professionista può valutare la tua situazione concreta, stabilire quale tipo di atto presentare e verificare che i termini siano ancora aperti.
Quanto tempo ho per denunciare – Domande frequenti
Dipende da quando hai avuto effettiva conoscenza del fatto e del suo autore. Se hai acquisito oggi, per la prima volta, elementi concreti e seri sulla truffa e su chi l’ha commessa, il termine di tre mesi potrebbe decorrere da oggi. La valutazione, però, va fatta caso per caso con un avvocato.
In via ordinaria sì, fino alla sentenza definitiva. La remissione della querela è disciplinata dall’art. 340 c.p.p. Per la violenza sessuale la querela è irrevocabile. Per lo stalking la remissione è possibile solo davanti al giudice, non fuori dal processo.
Ha una valenza limitata. Le autorità possono tenerne conto come spunto investigativo, ma non produce gli stessi effetti di una denuncia firmata.
Puoi presentare la querela, ma il procedimento penale si chiuderà per estinzione del reato. La prescrizione è una causa di improcedibilità che il giudice rileva d’ufficio.
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