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Cos’è e cosa propone la nuova legge contro l’omofobia

Cosa cambia nella nuova proposta di legge contro l'omofobia rispetto al Ddl Zan, quali tutele introduce e perché la comunità LGBTQIA+ contesta l'assenza di riferimenti all'identità di genere.

nuova legge contro omofobia

Vi ricordate del Ddl Zan? Il disegno di legge firmato dall’onorevole Alessandro Zan, il cui obiettivo era quello di combattere l’omotransfobia, punendo chi istiga a commettere o commette atti discriminatori o violenti basati su genere, orientamento sessuale, identità di genere o disabilità, è stato bloccato in Senato anni fa.

In questi giorni, è arrivata una nuova proposta di legge promossa dal movimento Gay Conservatori & Liberali, la cui presidente onoraria è Francesca Pascale – la ricorderete forse per la fallita unione civile con Paola Turci, ma molto più probabilmente per il suo legame con Mr B. Cosa c’è che non va in questa nuova versione, che si propone di superare le “criticità” del precedente Ddl? Vediamolo. 

Cosa propone la nuova legge contro l’omofobia

Una legge che parte monca già dalla sua presentazione. Sì, perché le manca proprio un pezzo: quello che rappresenta la T dell’acronimo LGBTQIA+. Una parola che è invece presente nel Ddl Zan. La t delle persone transgender. 

La proposta di Francesca Pascale, attivista per i diritti civili esaminati da un punto di vista che guarda a destra, si fa portavoce di una lotta contro le discriminazioni che considera soltanto il sesso e l’orientamento sessuale. 

Nessuna traccia dell’identità di genere, zero riferimenti all’educazione sessuo-affettiva. Niente di nuovo sotto il sole. Il Ddl Valditara è stato appena approvato del resto, e la logica del vietare per risolvere, tanto cara a certa politica, avanza in prima linea. Il prossimo passo, probabilmente, sarà quello di impedire l’accesso ai social a chi ha meno di 15 anni.  

Approfondisci leggendo Disegno di legge Zan-Scalfarotto: il testo della proposta

alternativa al ddl zan
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Una proposta contro le discriminazioni che discrimina

La proposta di legge intitolata «Disposizioni in materia di contrasto alle discriminazioni fondate sul sesso e sull’orientamento sessuale» è stata quindi presentata come alternativa al Ddl Zan. 

Alternativa comoda, che ghettizza invece di accogliere alcune delle persone più fragili del sistema, quelle costantemente sotto attacco, più di altre. Un’alternativa che presenta discriminazioni nella sua stessa formulazione. 

Perché, analizzando le definizioni contenute nel suo art. 2:

  • il sesso viene definito come «sesso biologico o anagrafico delle persone»;
  • l’orientamento sessuale diventa «l’attrazione affettiva o sessuale nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso o di entrambi i sessi»;
  • l’identità di genere scompare. 

Scopri di più su Ddl disforia: quali sono le intenzioni del Governo

legge contro omofobia pascale

Una nuova norma nel Codice penale

L’obiettivo di questa riforma contro l’omofobia sarebbe quello di modificare gli articoli 604 bis e 604 ter del Codice penale (Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa) con l’aggiunta di una nuova aggravante, cioè la discriminazione basata sul sesso o sull’orientamento sessuale. 

Oltre a quanto detto fin qui, uno dei punti più instabili della proposta è la totale assenza di iniziative miranti a ridurre la violenza contro la comunità LGBTQIA+. Ci si limita a punire le conseguenze, in nome della difesa (sacrosanta) di una libertà di pensiero che però, in questo caso, non ha molto a che vedere con il confronto democratico. Rappresenta, piuttosto, una costola di un meccanismo che genera e incrementa i discorsi d’odio e la violenza contro queste persone. 

Nel testo è comunque presente anche un articolo “anti-outing”, il quale punisce

la divulgazione o la rivelazione pubblica, in assenza del consenso dell’interessato, di informazioni inerenti all’orientamento sessuale o ad aspetti della sfera privata idonei a determinarne l’esposizione sociale, personale o relazionale.

Pascale si è giustificata ribadendo la sua volontà di affrontare il concetto di identità di genere e disforia in un altro testo. Nell’attesa che questo succeda senza che siano versate troppe lacrime, faccio partire “Sei bella davvero”, una canzone di Motta dedicata proprio a una donna transgender. 

LEGGI ANCHE Cosa si intende con l’espressione “crimini d’odio”?

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Maria Saia
Esperta di diritti delle donne
Ha respirato per più di 20 anni la stessa aria di Falcone e Borsellino e ne condivide, ancora oggi, il sogno utopico di un mondo senza mafie e ingiustizie. Non a caso, “È la giustizia, non la carità, che manca nel mondo” è una delle sue citazioni preferite. Su deQuo, scrive di bonus e agevolazioni statali e di diritti della persona - in particolare, di diritti delle donne.
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