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Pensione opzione donna INPS: il 2026 dice addio al trattamento pensionistico anticipato per le lavoratrici

La Manovra finanziaria 2025 conferma le novità approvate in merito al trattamento pensionistico anticipato dedicato alle lavoratrici, il regime Opzione donna, già nel 2024. Rivediamo nel dettaglio quali sono.

opzione donna 2025
  • La manovra finanziaria 2025 aveva confermato il trattamento pensionistico anticipato noto come Opzione donna.
  • Si trattava di un regime con il quale le lavoratrici potranno accedere in via anticipata al trattamento pensionistico.
  • Il ricorso a opzione donna non è più possibile: non è stato infatti prorogato dalla legge di bilancio 2026.

La Manovra finanziaria 2026 ha introdotto alcune modifiche sul fronte pensioni: Opzione Donna e quota 103 non sono stati rinnovati. Tramite tale sistema, le lavoratrici potevano accedere al trattamento pensionistico in via anticipata rispetto agli ordinari limiti di età.

In più occasioni, il legislatore ha modificato questo regime, adeguando i requisiti anche all’aspettativa di vita media e alle esigenze comunitarie; l’Unione Europea, infatti, richiede agli Stati membri di avere un’età pensionabile media omogenea in tutta l’area comunitaria. Vediamo in cosa consisteva.

Riforma pensioni Opzione donna: come è cambiato

Con opzione donna si intendeva un regime pensionistico introdotto dall’art. 1, comma 9, della l. 243 del 2024. Questo regime consentiva alle lavoratrici di accedere al regime pensionistico in via anticipata rispetto agli ordinari limiti di età, ovvero 67 anni (requisito valido anche gli uomini).

In un primo momento, l’accesso a opzione donna era riservato alle lavoratrici con 35 anni di contributi e:

  • 57 anni di età, se dipendenti del settore pubblico o privato;
  • 58 anni di età, se lavoratrici autonome.

Come anticipato, l’istituto in questione è stato spesso modificato dal legislatore: la modifica più significativa risale al 2017, anno in cui è stata estesa la possibilità di accedere ad opzione donna alle lavoratrici che non avessero maturato, entro il 31 dicembre 2015, i requisiti normalmente richiesti. In particolare, si concedeva la possibilità alle lavoratrici che non avessero maturato una frazione di 3 mesi all’età anagrafica.

Nel 2019, invece, sono stati modificati i limiti anagrafici, ovvero sono stati mantenuti i 35 anni di contributi, ma è stata prevista un’età anagrafica pari o superiore a:

  • 58 anni per le lavoratrici dipendenti;
  • 59 anni per le lavoratrici autonome.

Opzione donna consentiva alle lavoratrici di accedere al trattamento pensionistico solo ad una condizione: scegliere di adottare il sistema di calcolo contributivo integrale.

LEGGI ANCHE Quali sono i requisiti per andare in pensione anticipata nel 2025?

Opzione donna cos'è e come è cambiato nel tempo
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Pensione opzione donna 2025: come funzionava

Anche nel 2025, alle lavoratrici desiderose di andare in pensione con Opzione donna era stata richiesta l’età di 61 anni, con la possibilità di ottenere la riduzione per figlio di uno o due anni, come segue:

  • 60 anni di età per donne con un figlio;
  • 59 anni di età per donne con più figli.

Gli anni di contributi richiesti era sempre pari a 35.

Si poteva accedere al trattamento con questi requisiti se si apparteneva a una delle seguenti categorie:

  1. essere caregiver e assistere, da almeno 6 mesi, una persona disabile (ai sensi della legge 104) convivente;
  2. avere un’invalidità civile riconosciuta pari o superiore al 74%;
  3. essere dipendente oppure essere stata licenziata da un’azienda che si trova in una situazione di crisi, con tavolo aperto presso il Ministero del Lavoro.

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Finestre temporali

Era possibile accedere al regime pensionistico Opzione donna decorsi:

  • 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso di trattamento pensionistico liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti;
  • 18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nell’ipotesi delle Gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi.

Di seguito una tabella ricapitolativa.

OPZIONE DONNA  
Soggetti interessatiEtàContributi al 31 dicembre Finestra mobile
lavoratrici subordinate  58 anni35 anniDopo 12 mesi dal  raggiungimento dei requisiti
lavoratrici autonome 59 anni35 anniDopo 18 mesi dal   raggiungimento dei requisiti
Opzione donna domanda online requisiti esempio

Nuova Opzione donna: calcolo pensione

Il regime di opzione donna prevedeva che ,per il calcolo dei contributi, si adottasse il sistema contributivo. Questo sistema comporta una riduzione dal 25 al 35% circa all’importo dell’assegno pensionistico.

In pratica, si considerano ai fini del raggiungimento del requisito per l’accesso al sistema pensionistico:

  • i contributi obbligatori da riscatto o da ricongiunzione;
  • i contributi volontari e figurativi. Per esempio si conteggiano i versamenti per il riscatto della laurea. 

Non si considerano, invece, i  contributi figurativi accreditati per malattia e disoccupazione dei lavoratori dipendenti privati.

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Opzione donna conveniva?

Considerate le diverse modifiche che sono state apportate ai requisiti di accesso a Opzione donna, nel corso degli ultima anni il numero di domande si è drasticamente ridotto. A questo cambiamento, legato ai paletti che sono stati adottati, ci sono altri motivi, c’è un altro motivo per il quale questa tipologia di pensione potrebbe non essere particolarmente conveniente. Si tratta della riduzione dell’assegno pensionistico, dovuta al fatto che il calcolo si basa sul sistema contributivo.

Ad ogni modo, non stupisce che siamo state abolite ben due misure per accedere alla pensione in anticipo: l’obiettivo del Governo è quello di alzare l’età pensionabile e convincere gli italiani a continuare a lavorare, nonostante siano stati raggiunti i requisiti di pensionamento.

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Avv. Clelia Tesone
Avvocato civilista
Laureatasi in Giurisprudenza con la votazione di 110 e Lode presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e con approfondita conoscenza delle materie del Diritto Civile e del Diritto Amministrativo. Ha brillantemente conseguito l’abilitazione alla professione di avvocato, a seguito dell’espletamento della pratica forense in diritto civile e il tirocinio ex art. 73 d.l. 69/2013 presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord.
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