02 ott 2020
Diritto Penale

Reati di sospetto: gli articoli 707 e 708 del Codice Penale

Cosa sono i reati di mero sospetto e quali sono stati gli sviluppi più importanti della giurisprudenza.

I reati senza condotta





Una parte della dottrina ha sostenuto l’esistenza dei cosiddetti reati senza condotta, conosciuti anche come reati di sospetto: si tratta dei reati in cui sono previste delle sanzioni anche nel caso in cui il soggetto non abbia commesso il fatto





Vi rientrano, in particolare, l’articolo 707 c.p., che punisce chi viene colto in possesso di chiavi alterate o di grimaldelli, e l’articolo 708 c.p., che invece sanzionava chiunque venisse trovato in possesso ingiustificato di valori, e che è stato dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale. 





Concentriamoci, nello specifico, sui due reati di sospetto citati e sull’evoluzione della Giurisprudenza in merito nel corso del tempo. 







L’articolo 707 c.p.





L’articolo 707 del Codice Penale sul possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli stabilisce che “Chiunque, essendo stato condannato per delitti determinati da motivi di lucro, o per contravvenzioni concernenti la prevenzione dei delitti contro il patrimonio, o per mendicità, o essendo ammonito o sottoposto a una misura di sicurezza personale o a cauzione di buona condotta, è colto in possesso di chiavi alterate o contraffatte, ovvero di chiavi genuine o di strumenti atti ad aprire o a sforzare serrature, dei quali non giustifichi l’attuale destinazione, è punito con l’arresto da sei mesi a due anni”.





La funzione dell’articolo è quella di prevenire che vengano commessi dei reati, incriminando il verificarsi di una situazione che potrebbe portare al compimento di un vero e proprio reato. Si tratta, a tutti gli effetti, di un reato di mero sospetto





Qual è il principale problema che lo caratterizza? Nella pratica, la presenza di una simile forma di incriminazione è discutibile in quanto si basa sull’inversione dell’onere della prova, che non potrà essere facilmente sostenuta dai soggetti che si trovano in condizioni di inferiorità economica o sociale. 





reati di sospetto




L’articolo 708 c.p.





L’articolo 708 c.p. disciplinava il possesso ingiustificato di valori, in base al quale “Chiunque, trovandosi nelle condizioni personali indicate nell’articolo precedente, è colto in possesso di denaro o di oggetti di valore, o di altre cose non confacenti al suo stato, e dei quali non giustifichi la provenienza, è punito con l’arresto da tre mesi ad un anno”.





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L’incostituzionalità dei reati di sospetto





L’articolo 708 c.p. è stata dichiarato costituzionalmente illegittimo dalla Corte di Cassazione per due motivazioni:









Inoltre, nel reato in realtà esiste una condotta, che è rappresentata dal possesso dei valori: si potrebbe parlare di reato senza condotta qualora il legislatore decidesse di punire le intenzioni, ma non è questo il caso.





La sentenza n. 265/2005





Ad occuparsi dell’articolo 707 c.p. è stata, invece la sentenza n. 265 del 23 giugno 2005 – 7 luglio 2005 della Corte Costituzionale, che ha sollevato dubbi sulla legittimità costituzionale di tale articolo: il motivo è proprio il fatto che il reato non punisce una condotta o un comportamento lesivo rispetto a un bene giuridico, ma un mero sospetto





Inoltre, anche in questo caso non si potrebbe parlare di reato senza condotta in quanto ve ne sarebbero addirittura due: il possesso degli arnesi ai quali fa riferimento l’articolo e la mancata giustificazione del perché li si possiede





La Corte ha infatti sottolineato che il reato di cui all’articolo 707 c.p. “presuppone una necessaria condotta, di cui il possesso attuale di determinate cose che, quoad personam, inducono al sospetto, non è che una conseguenza”.





Ha inoltre aggiunto che “il possesso concreta già una condotta o, comunque, fa seguito ad una condotta, tanto è vero che se il possesso non è volontario, il reato non sussiste”.





reati di sospetto




I reati di sospetto, in pratica, prevedono l’anticipazione della tutela penale dei beni giuridici: non viene, infatti, sanzionata una condotta che può ledere un bene, ma il pericolo che possa verificarsi una situazione pericolosa per il bene. 





Sia l’articolo 707 sia il 708 c.p. sono contrari all’articolo 25 della Costituzione, nel quale viene stabilito il principio di responsabilità per il fatto commesso, e all’articolo 27, nel quale viene stabilito invece il principio di responsabilità per fatto proprio del colpevole.





L’esito





La conclusione alla quale si è giunti in merito all’articolo 707 c.p. è che se un soggetto viene trovato in possesso di determinati strumenti, potrebbe essere in procinto di commettere un reato contro il patrimonio, come per esempio un furto: in questo senso, la norma è legittima in quanto ha la funzione di tutelare un interesse penalmente rilevante, sulla base del requisito dell’offensività in astratto





Spetta poi al Giudice di studiare il singolo caso e di indagare su quali sono i motivi per i quali:









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