Pass per disabili (CUDE): cos’è, come funziona e come rinnovarlo
Chi ha diritto al pass per invalidi? Una persona invalida deve ripetere tutte le visite al momento del rinnovo del proprio pass per disabili? Ecco tutto quello che c'è da sapere sul cartellino per i soggetti disabili.
- Il pass per disabili è una delle agevolazioni previste dal Governo per supportare le persone con una disabilità.
- Si tratta di un tagliando con riportato su il simbolo grafico della disabilità che consente ai disabili di usufruire di facilitazioni nella sosta e nella circolazione di un veicolo.
- È indirizzato ai soggetti con problemi di deambulazione e ai non vedenti.
Il contrassegno invalidi — oggi ufficialmente denominato CUDE (Contrassegno Unico Disabili Europeo) — è una delle agevolazioni più importanti previste dal nostro ordinamento a favore delle persone con disabilità. Si tratta di un tagliando che consente a chi ha difficoltà di deambulazione o è non vedente di usufruire di facilitazioni nella sosta e nella circolazione stradale, non solo in Italia ma in tutti i Paesi dell’Unione Europea.
In questa guida troverai tutto quello che c’è da sapere: chi ha diritto al pass, come richiederlo, come funziona il rinnovo, come utilizzarlo correttamente e cosa si rischia in caso di uso improprio. L’articolo tiene conto delle novità introdotte dalla riforma del Codice della Strada (Legge n. 177/2024), entrata in vigore il 14 dicembre 2024.
Cos’è il contrassegno invalidi (CUDE)?
Il CUDE è un’autorizzazione rilasciata dal Comune di residenza che permette alle persone con disabilità di disporre di spazi riservati per la sosta e di accedere ad aree della città normalmente vietate agli altri veicoli.
Il contrassegno non viene rilasciato automaticamente: è necessario presentare apposita domanda, accompagnata da documentazione medica rilasciata dal medico legale della ASL competente, al fine di dimostrare il possesso dei requisiti richiesti.
Il pass per disabili è stato rinnovato nella sua forma europea il 15 settembre 2012: da quella data è in vigore il contrassegno blu di tipo europeo, che ha sostituito il precedente tagliando arancione (non più valido dal 15 settembre 2015). Sul CUDE sono riportati il nome e cognome del titolare, la foto, la firma, il numero di identificazione, la data di scadenza e i dati dell’ente che lo ha rilasciato.
A seguito della Direttiva UE 2024/2841, tutti i contrassegni attualmente in circolazione dovranno essere sostituiti entro il 5 dicembre 2029. Alcuni Comuni hanno già adeguato le proprie procedure di rilascio in vista di questa scadenza.
Potrebbe interessarti anche Come funziona l’assegno sociale INPS

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato
- +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
- Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
- Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere
A chi spetta il pass per disabili?
Il CUDE può essere rilasciato in forma permanente (validità 5 anni, rinnovabile) alle seguenti categorie:
- persone con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta o impedita in modo permanente (art. 381, comma 2, D.P.R. n. 495/1992);
- persone non vedenti, inclusi i soggetti con residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi (art. 12, comma 3, D.P.R. n. 503/1996);
- titolari di invalidità civile con indennità di accompagnamento, quando le disabilità psico-intellettive creano un impedimento nello svolgimento delle azioni quotidiane.
Il contrassegno temporaneo (di durata inferiore ai 5 anni) spetta invece a:
- persone con riduzione temporanea della capacità di deambulazione a causa di infortunio o altre patologie;
- persone con totale assenza di autonomia funzionale che necessitano di assistenza continua per recarsi in luoghi di cura.
La questione del rilascio del CUDE alle persone con disabilità intellettiva rimane un punto di incertezza interpretativa: la norma parla di “capacità di deambulazione ridotta”, che alcuni medici legali intendono in senso strettamente fisico, escludendo chi non è in grado di uscire autonomamente di casa pur non avendo impedimenti motori. Alcune Regioni hanno disciplinato la materia con proprie delibere per colmare questa lacuna.
Potrebbe interessarti anche Come funziona il parcheggio condominiale
Come funziona il CUDE: dove si può parcheggiare
Il contrassegno è strettamente personale: non è vincolato a un veicolo specifico, ma può essere utilizzato su qualsiasi mezzo che trasporti il titolare – sia esso di proprietà del disabile, di un familiare o di un amico. La condizione imprescindibile è che il titolare del CUDE sia fisicamente a bordo del veicolo.
Con il contrassegno è possibile:
- parcheggiare negli appositi spazi riservati ai disabili (strisce gialle);
- sostare sulle strisce blu senza pagare, anche senza verificare preventivamente la disponibilità degli stalli riservati (novità introdotta dall’art. 188, comma 3-bis del Codice della Strada, in vigore dal 14 dicembre 2024);
- sostare nelle zone a parcheggio a tempo senza limiti temporali e senza esporre il disco orario;
- accedere alle Zone a Traffico Limitato (ZTL) e alle aree pedonali urbane dove sia autorizzato l’accesso ad almeno una categoria di veicoli per servizi di pubblica utilità;
- circolare nelle corsie preferenziali riservate ai mezzi pubblici e ai taxi.
Non è invece consentito parcheggiare negli spazi ad personam, cioè riservati a uno specifico soggetto disabile identificato. Il contrassegno è valido in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea.
Scopri anche Cos’è l’assegno di inclusione

Come fare richiesta del CUDE
La procedura per ottenere il contrassegno si articola in due passaggi fondamentali.
Il primo è la visita medica: occorre recarsi presso la ASL di appartenenza ed essere sottoposti a visita da parte di un medico legale, che rilascerà un certificato attestante la cecità o la ridotta capacità di deambulazione. In alternativa, è possibile presentare il verbale della commissione medica INPS (che dal 2012, ai sensi della Legge n. 35/2012, deve indicare anche l’esistenza dei requisiti per il contrassegno), accompagnato da una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti la conformità all’originale e che le condizioni certificate non siano state revocate, sospese o modificate.
Il secondo passaggio è la domanda al Comune: bisogna presentare domanda di rilascio al sindaco del proprio Comune di residenza, utilizzando l’apposito modulo (disponibile presso lo sportello o sul sito del Comune), allegando il certificato medico e una foto formato tessera.
In caso di furto o smarrimento del contrassegno, è necessario presentare la relativa denuncia al Comune per ottenere un duplicato. Le procedure di richiesta si stanno progressivamente digitalizzando. Alcuni Comuni, come Roma, hanno già introdotto modalità di richiesta e rinnovo interamente online tramite SPID o CIE, con rilascio di un contrassegno provvisorio valido 60 giorni e spedizione del definitivo a domicilio.
LEGGI ANCHE Assegno funerario INAIL: cos’è e come viene erogato
Come si rinnova il pass per disabili?
Questa è una delle domande più frequenti. Il CUDE, anche quello cosiddetto “permanente”, ha una validità di 5 anni e deve essere rinnovato alla scadenza. Ma è necessario tornare all’ASL per una nuova visita? La risposta dipende dal tipo di contrassegno.
Per il rinnovo del CUDE permanente (disabilità permanente), non è necessaria una nuova visita medica specialistica all’ASL. È sufficiente rivolgersi al proprio medico di base, che rilascerà un certificato attestante il persistere delle condizioni sanitarie che hanno dato luogo al rilascio originario. Questo certificato va poi presentato al Comune per il rinnovo, preferibilmente un mese prima della scadenza. La base normativa è l’art. 381, comma 2, del Regolamento attuativo del Codice della Strada (D.P.R. n. 495/1992).
Per il rinnovo del CUDE temporaneo, invece, è necessario tornare all’ASL, che verificherà il persistere delle condizioni che hanno giustificato il rilascio originario.
Potrebbe interessarti anche Infortunio INAIL: come funziona l’assegno

Uso corretto e sanzioni: cosa si rischia
Come detto, il CUDE è personale e può essere utilizzato solo in presenza del titolare a bordo del veicolo. Non è quindi consentito usare il contrassegno di un familiare per fare commissioni in sua assenza, né lasciarlo sull’auto quando il disabile non è con voi.
La riforma del Codice della Strada (Legge n. 177/2024), in vigore dal 14 dicembre 2024, ha significativamente inasprito le sanzioni in materia. Chi occupa abusivamente uno stallo riservato ai disabili rischia:
- per ciclomotori e motoveicoli: da 165 a 660 euro;
- per automobili e altri veicoli: da 330 a 990 euro (il minimo è raddoppiato rispetto alla normativa precedente).
Per l’uso improprio del contrassegno da parte di chi non ne ha diritto, la sanzione va da 168 a 672 euro, con decurtazione di punti dalla patente e possibile revoca del contrassegno stesso. L’utilizzo di un contrassegno falso o contraffatto può inoltre configurare un reato penale.
Le stesse sanzioni si applicano anche a chi occupa abusivamente scivoli, rampe e corridoi di transito destinati alle persone con disabilità.
Potrebbe interessarti anche Come funziona l’accompagnamento in Italia?
Pass per disabili – Domande frequenti
Sì. Nonostante sia definito “permanente”, il CUDE ha una durata massima di 5 anni, al termine dei quali deve essere rinnovato presentando domanda al proprio Comune di residenza.
No. È sufficiente il certificato del proprio medico di famiglia, da richiedere circa un mese prima della scadenza.
Sì, è valido in tutti i Paesi dell’Unione Europea.
Tutti i contrassegni attualmente in circolazione dovranno essere sostituiti con un nuovo modello entro il 5 dicembre 2029. Alcuni Comuni stanno già rilasciando contrassegni con scadenza adeguata a questa data.
Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato
- +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
- Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
- Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere
Altro su Diritto della persona
Approfondimenti, novità e guide su Diritto della persona