08 apr 2021
Diritto di Famiglia

Separazione coppia di fatto: le tutele per i figli

Le tutele giuridiche introdotte dalla Legge Cirinnà a sostegno dei figli di una coppia di fatto che decida di separarsi: dal mantenimento all'affidamento, ecco come funziona.

Le coppie di fatto in Italia sono in continuo aumento, così come le tutele alle quali hanno diritto, che coinvolgono anche i figli nati fuori dal matrimonio





Vediamo di seguito tutto quello che c’è da sapere in merito, con un focus su quello che succede nel caso di una separazione per quel che riguarda il mantenimento dei figli. 







I figli di una coppia di fatto: cosa prevede la legge





I figli nati da una coppia di conviventi sono stati equiparati, grazie alla legge n. 2019 del 2021, in vigore dal 1° gennaio 2013, ai figli delle coppie sposate





Questi ultimi avranno dunque gli stessi diritti in materia di successione, ma anche eguale trattamento in relazione alla competenza processuale, che spetterà al Tribunale ordinario. 





Com’è noto, la separazione di una coppia non deve avvenire necessariamente in Tribunale, ma è sempre consigliabile rivolgersi al Tribunale per formalizzare eventuali accordi tra le parti





Ciò è necessario per il fatto che gli ex coniugi hanno il diritto di procedere con una semplice scrittura privata, la quale tuttavia non li obbliga dal punto di vista giuridico.





Gli unici provvedimenti vincolanti per le parti sono quelli del Tribunale, attraverso i quali sarà eventualmente possibile agire per ottenere quanto pattuito nel caso in cui l’altro non dovesse essere ottemperante. 





Separazione coppia di fatto con figli




Come funziona il mantenimento in caso di separazione





La legge Cirinnà, che ha portato a tutta una serie di novità rilevanti per i diritti delle coppie di fatto, presenta una lacuna per quel che riguarda il mantenimento in caso di separazione. In particolare, non è previsto l’assegno di mantenimento a favore del convivente che si trova nelle condizioni di maggiore disagio economico. 





Quest’ultimo avrà invece diritto agli alimenti in proporzione a quella che è stata la durata della convivenza. Nel caso del mantenimento dei figli nati durante la convivenza il discorso è ben diverso. 





I genitori hanno infatti l’obbligo di provvedere ai loro bisogni sulla base delle loro capacità reddituale ed economica: sarà il giudice a stabilire quale coniuge dovrà corrispondere all’altro l’assegno di mantenimento per i figli e il suo importo, per la quantificazione del quale si dovrà tenere conto del tenore di vita che i figli avevano durante la convivenza. 





Un altro elemento che dovrà essere regolarizzato in seguito alla separazione è rappresentato dalle spese straordinarie, che in genere sono pari al 50% per entrambi i genitori e serviranno a coprire le esigenze di crescita del bambino – le quali possono comprendere non solo le visite specialistiche, ma anche le attività ricreative. 





Separazione coppia di fatto con figli




L’affidamento dei figli





Per quanto riguarda, invece, l’affidamento dei figli, le regole sono le stesse dei figli nati durante il matrimonio, quindi viene applicato il principio di bigenitorialità in base al quale la potestà genitoriale dovrà essere esercitata da entrambi i genitori





In merito alla collocazione fisica del figlio, invece, per fare in modo di garantirgli l’equilibrio psico-fisico di cui ha bisogno si tende in genere a collocarlo presso l’abitazione del genitore che possa essere più presente rispetto alla sua attività lavorativa. 





Nonostante ciò, è sempre più diffuso da parte della giurisprudenza il fatto di incoraggiare il pernottamento di una o due notti a settimana presso il genitore non collocatario





La giurisprudenza in materia





Di seguito saranno elencate alcune delle sentenze più significative sul tema del mantenimento e l’affidamento dei figli di una coppia di fatto in caso di separazione. 





Sentenza n. 17856 del 9 settembre 2015 – Cassazione civile Sezione VI 





Giurisprudenza ormai consolidata di questa Corte (tra le altre Cass., n. 17195 del 2011; n. 3923 del 2012; 6855 del 2015) precisa che, ove la convivenza more uxorio si caratterizzi per i connotati della stabilità, continuità e regolarità, dando luogo ad una vera e propria “famiglia di fatto”, si rescinde ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza tra i coniugi, e con ciò ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno di separazione o di divorzio.





Sentenza n. 4539 del 26 febbraio 2014 – Cassazione civile Sezione VI





La convivenza more uxorio del coniuge, destinatario dell’assegno, tale da aver dato vita ad una vera e propria famiglia di fatto, può rendere inoperante o comunque può produrre una sospensione dell’assegno divorzile.





Sentenza n. 1277 del 22 gennaio 2014 – Cassazione civile Sezione I 





I doveri morali e sociali che nascono da una convivenza di fatto refluiscono sui rapporti di natura patrimoniale, nel senso di escludere il diritto del convivente di ripetere le eventuali attribuzioni patrimoniali effettuate nel corso o in relazione alla convivenza.