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Delitto di sostituzione di persona: quando è reato e come viene punito

Fingere di essere qualcun altro online o nella vita reale può integrare il reato previsto dall'art. 494 del Codice penale: ecco quando scatta la responsabilità penale e cosa si rischia.

reato di sostituzione di persona
  • La sostituzione di persona è un reato procedibile d’ufficio, punito con la reclusione fino a un anno.
  • Si configura non solo nella vita reale, ma anche online: creare un falso profilo social con i dati di un’altra persona rientra a pieno titolo in questa fattispecie.
  • Il reato richiede il dolo specifico: non basta l’inganno, serve anche la volontà di ottenere un vantaggio o di arrecare un danno.

Hai ricevuto una denuncia per sostituzione di persona, oppure qualcuno ha usato la tua identità senza consenso? Questo reato è molto più diffuso di quanto si pensi, soprattutto nell’era dei social network. L’articolo 494 del Codice penale esiste da decenni, ma la giurisprudenza lo ha progressivamente adattato ai comportamenti digitali, confermando che la norma si applica anche a fake account, email false e profili costruiti con dati altrui. In queste righe ti spiego quando si configura il reato e cosa fare per tutelarti.

Cosa dice l’art. 494 del Codice penale

La norma punisce chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induca taluno in errore sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona, oppure attribuendo a sé o ad altri un falso nome, un falso stato, o una qualità cui la legge ricollega effetti giuridici.

La pena prevista è la reclusione fino a un anno, salvo che il fatto non costituisca un altro delitto contro la fede pubblica – nel qual caso si applicano le norme più specifiche.

Un dettaglio importante: il concetto di vantaggio è intenzionalmente più ampio di quello di profitto economico. Non serve che si punti a un guadagno in denaro; è sufficiente qualunque utilità, anche di natura sentimentale, sociale o reputazionale. Questo amplia notevolmente il perimetro delle condotte punibili.

LEGGI ANCHE Profilo fake: cos’è, quando è reato e come denunciarlo alla Polizia Postale

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Quando si configura il delitto di sostituzione di persona?

La sostituzione di persona è un reato a forma libera, il che significa che può realizzarsi attraverso modalità molto diverse tra loro. Le situazioni più ricorrenti sono:

  • usare le generalità di un’altra persona (nome, cognome, documenti) spacciandosi per lei;
  • attribuirsi un nome di fantasia per ingannare qualcuno;
  • presentarsi come titolare di una qualifica professionale o di uno status cui la legge collega specifici effetti giuridici – per esempio fingersi medico, avvocato, ufficiale di polizia o notaio;
  • creare un profilo fake sui social network usando foto, dati anagrafici o immagini di un’altra persona.

Su quest’ultimo punto la Cassazione si è espressa in modo costante: integra il delitto di sostituzione di persona la condotta di chi crea e utilizza profili social e account internet servendosi dei dati anagrafici di altra persona, esplicitamente contraria, con lo scopo di far ricadere su quest’ultima l’attribuzione delle connessioni eseguite in rete (Cassazione penale, sez. V, n. 323/2022). La sentenza n. 25774/2014 della Cassazione aveva già stabilito che creare un profilo usando abusivamente.

Non integra invece il delitto chi si attribuisce una falsa qualifica professionale cui la legge non ricollega alcuno specifico effetto giuridico: la Cassazione (sez. II, n. 29636/2020) ha escluso il reato nel caso di imputati che si erano qualificati come marinaio e gioielliere nell’ambito di una truffa.

Quando si consuma il reato di sostituzione di persona?

Un punto che sorprende molti: il reato si consuma nel momento in cui si induce qualcuno in errore, indipendentemente dal fatto che il vantaggio venga poi effettivamente ottenuto. Non è necessario che l’inganno abbia successo fino in fondo.

Il delitto di sostituzione di persona è configurabile nella forma del tentativo quando l’agente abbia usato uno dei mezzi fraudolenti previsti dall’art. 494 c.p. senza riuscire nell’altrui induzione in errore. In questo caso la pena è ridotta rispetto a quella prevista per il reato consumato (Cassazione penale, sez. V, n. 5432/2020, conforme a Cass. n. 10362/2009)

Elemento soggettivo del reato di sostituzione di persona

L’elemento soggettivo del reato è il dolo specifico. Non è sufficiente sapere di stare ingannando qualcuno: serve anche la precisa intenzione di ricavarne un vantaggio o di causare un danno a terzi. Se l’inganno fosse frutto di un equivoco involontario, non ci sarebbero gli estremi del reato.

Questo significa che chi crea un profilo falso per scherzo, senza alcun obiettivo concreto, si trova comunque in una zona grigia: la giurisprudenza tende a valutare caso per caso la finalità concreta della condotta.

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Sostituzione di persona e altri reati: quando concorrono

Il delitto di sostituzione di persona, in virtù della clausola di riserva contenuta nella norma, è assorbito in altra figura criminosa solo quando ci si trovi in presenza di un unico fatto contemporaneamente riconducibile all’art. 494 c.p. e a un’altra norma posta a tutela della fede pubblica; se, invece, le azioni sono diverse e separate, si ha concorso materiale di reati (Cassazione penale, sez. V, n. 9407/2025).

Nella pratica:

  • se la sostituzione di persona è accompagnata da una truffa (art. 640 c.p.), i due reati concorrono, perché tutelano beni giuridici diversi – la fede pubblica il primo, il patrimonio il secondo;
  • se la sostituzione è attuata con la stessa condotta materiale che integra l’indebita utilizzazione di carta di credito, quest’ultimo reato assorbe il primo (Cass. n. 2625/2024);
  • il reato può concorrere formalmente con quello di trattamento illecito di dati personali, stante la diversità dei beni giuridici protetti (Cass. n. 26589/2020).

Competenza e procedibilità

La sostituzione di persona è di competenza del tribunale in composizione monocratica: il caso viene deciso da un giudice unico e non da un collegio. Si tratta di un reato procedibile d’ufficio, il che significa che le indagini partono senza bisogno di una querela della persona offesa.

La vittima può costituirsi parte civile nel processo penale per richiedere il risarcimento del danno subito – sia patrimoniale, sia non patrimoniale, incluso il danno alla reputazione e all’identità digitale.

Se hai subito una sostituzione di persona o sei stato denunciato per questo reato, è importante che tu ti rivolga a un avvocato penalista il prima possibile. I margini di difesa e le strategie processuali cambiano molto a seconda delle circostanze concrete: non aspettare che la situazione si complichi.

Reato di sostituzione di persona – Domande frequenti

Creare un profilo falso con un nome inventato è reato?

Dipende dall’uso che se ne fa. Se il profilo viene usato per ingannare qualcuno e ottenere un vantaggio, può configurarsi il reato anche senza usare i dati di una persona reale. La giurisprudenza valuta la finalità concreta della condotta.

Serve una querela per denunciare la sostituzione di persona?

No. È un reato procedibile d’ufficio: la polizia giudiziaria o il pubblico ministero possono avviare le indagini anche senza una denuncia formale della vittima.

Qual è la pena per la sostituzione di persona?

La reclusione fino a un anno. Se la stessa condotta integra anche altri reati (truffa, trattamento illecito di dati, ecc.), le pene possono sommarsi.

La vittima può chiedere i danni?

Sì. La persona offesa può costituirsi parte civile nel processo penale e chiedere il risarcimento del danno subito, incluso il danno all’identità e alla reputazione.

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Maria Vittoria Simoni
Esperta di diritto penale
Neo laureata in legge, sogna di diventare un giorno magistrato. Nel frattempo, scrive per la redazione di deQuo, condividendo le sue conoscenze giuridiche online.
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