05 ott 2020
Diritto Penale

Reato di truffa: come difendersi e la differenza con la frode informatica

Cos'è il reato di truffa e cosa cambia nei casi di truffa aggravata.

Cosa si intende per truffa





La truffa è un’azione che si basa sul raggirare o ingannare un’altra persona facendogli credere qualcosa di falso, al fine di ottenere dei benefici ingiusti: si tratta di un reato disciplinato dall’articolo 640 del Codice Penale





Vediamo di seguito qual è il contenuto della legge, come viene punito, qual è la procedibilità prevista e la differenza esistente rispetto al reato di frode informatica







Il reato di truffa nel Codice Penale





La truffa è un delitto contro il patrimonio punito dall’articolo 640 del Codice Penale, nel quale la vittima viene indotta in errore tramite raggiri e artifici dai quali consegue un profitto ingiusto per la persona che la realizza





Nel c.p. è previsto che:





Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sè o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 51 euro a 1.032 euro.





La pena è della reclusione da 1 a 5 anni e della multa da 309 euro a 1.549 euro:





1) se il fatto è commesso a danno dello Stato o di un altro ente pubblico o col pretesto di far esonerare taluno dal servizio militare;





2) se il fatto è commesso ingenerando nella persona offesa il timore di un pericolo immaginario o l’erroneo convincimento di dovere eseguire un ordine dell’autorità;





2-bis) se il fatto è commesso in presenza della circostanza di cui all’art. 61, n. 5.





Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra taluna delle circostanze previste dal capoverso precedente o la circostanza aggravante prevista dall’art. 61, 1° comma, n. 7″.





Leggi anche: “Che differenza c’è tra delitto e contravvenzione“.





reato di truffa




Truffa aggravata e procedibilità





Come si evince da quanto contenuto nell’articolo 640 c.p., la truffa aggravata è quella commessa nei confronti dello Stato o di un altro ente pubblico, oppure al fine di far esonerare qualcuno dal servizio militare, o quando si provoca in un soggetto terzo il timore di un pericolo che non esiste o qualora si convinca la vittima a dover eseguire un ordine impartito dall’autorità. 





Oltre alla pena differente, che nel caso della truffa aggravata corrisponde alla reclusione da 1 a 5 anni e a una multa da 309 euro a 1.549 euro, quello che cambia è la procedibilità:









Gli elementi caratteristici della truffa





La truffa si contraddistingue per la presenza di alcuni elementi che la definiscono in modo univoco e in presenza dei quali si configura il reato. In particolare, si tratta:









L’elemento soggettivo della truffa è il dolo generico, che può essere diretto o indiretto: chi porta avanti una truffa a danno di un’altra persona lo fa in modo consapevole, con la volontà di utilizzare raggiri o artifici per indurre l’altro in errore, provocargli un danno e ottenere un profitto ingiusto. 





reato di truffa




Cos’è la truffa ai danni dello Stato





La truffa è un reato che può essere realizzato con modalità differenti e ai danni di soggetti di diverso genere: per esempio, una truffa commessa per mezzo di un contratto prende il nome di truffa contrattuale.





Una particolare tipologia di truffa è quella realizzata ai danni dello Stato. Ne sono esempi la produzione di certificati di laurea falsi con i quali si consegue una determinata abilitazione e si inizia a svolgere una certa professione, oppure un raggiro verso l’INPS al fine di ottenere l’indennità di disoccupazione





La truffa ai danni delle casse dello Stato rientra nelle ipotesi di truffa aggravata elencate nell’articolo 640 c.p. e può prevedere anche la confisca dei beni che costituiscono il profitto o il prezzo del reato, in base a quanto stabilito dall’articolo 640-quater c.p., o eventualmente di quelli che appartengono al reo. 





Bisogna prestare attenzione a non confondere questa tipologia di truffa con la “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”, disciplinata dall’articolo 640-bis c.p., il quale stabilisce che: 





La pena è della reclusione da due a sette anni e si procede d’ufficio se il fatto di cui all’articolo 640 riguarda contributi, finanziamenti, mutui agevolati ovvero altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunità europee”.





La differenza tra truffa e frode informatica





La truffa viene spesso confusa con il reato di frode informatica, disciplinato dall’articolo 640 ter del Codice Penale, nel quale si legge che:





Chiunque, alterando in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico o telematico o intervenendo senza diritto con qualsiasi modalità su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico o ad esso pertinenti, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 1.032.





La pena è della reclusione da uno a cinque anni e della multa da trecentonove euro a millecinquecentoquarantanove euro se ricorre una delle circostanze previste dal numero 1) del secondo comma dell’articolo 640, ovvero se il fatto è commesso con abuso della qualità di operatore del sistema.





La pena è della reclusione da due a sei anni e della multa da euro 600 a euro 3.000 se il fatto è commesso con furto o indebito utilizzo dell’identità digitale in danno di uno o più soggetti.





Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra taluna delle circostanze di cui al secondo e terzo comma o taluna delle circostanze previste dall’articolo 61, primo comma, numero 5, limitatamente all’aver approfittato di circostanze di persona, anche in riferimento all’età, e numero 7”. 





Per avere maggiori approfondimenti sul tema, leggi anche: “Come difendersi dalla frode informatica”. 





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