Hai ricevuto una lettera per fare la revisione dell’auto? Potrebbe essere una truffa
Ricevere una lettera di revisione dell'auto direttamente nella buca delle lettere non è un buon segno: si tratta quasi sicuramente di una truffa. Ecco a cosa prestare attenzioni in casi simili.
L’invio di lettere cartacee o digitali che sollecitano la revisione dell’auto è una strategia sempre più diffusa per indurre i proprietari di veicoli a versare somme non dovute o a condividere dati sensibili. Sebbene il Codice della Strada preveda scadenze precise, le autorità competenti non inviano solleciti tramite posta ordinaria, rendendo queste comunicazioni parecchio sospette. Per tutelarsi è necessario verificare autonomamente la scadenza del proprio veicolo tramite il Portale dell’Automobilista e ignorare richieste di pagamento immediate tramite canali non ufficiali. Ma vediamo come funziona questa tipologia di truffa.
Lettera per la revisione dell’auto: perché si tratta di un rischio concreto
Negli ultimi mesi si è registrato un incremento di segnalazioni riguardanti comunicazioni che, utilizzando loghi contraffatti o nomi che richiamano enti istituzionali, avvisano il cittadino dell’imminente scadenza della revisione ministeriale. Spesso queste missive contengono minacce di sanzioni pecuniarie elevate, citando l’articolo 80 del Codice della Strada, che disciplina le revisioni.
La finalità di questi invii è duplice:
- da un lato esiste il tentativo di indirizzare l’utente verso centri di revisione specifici che operano in modo poco trasparente, applicando tariffe gonfiate;
- dall’altro, la truffa può evolvere in un tentativo di phishing (acquisizione fraudolenta di dati) qualora venga richiesto di inquadrare un QR code o cliccare su link per “prenotare” il servizio inserendo i dati della carta di credito.
Secondo le analisi dei flussi di comunicazioni fraudolente, il 65% delle vittime di truffe postali legate al mondo automotive dichiara di aver ricevuto una comunicazione che appariva “estremamente formale”, spesso includendo dati reali come la targa del veicolo, ottenuti illegalmente da database di terze parti o tramite tecniche di scraping sui registri pubblici.
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Come funziona la truffa della finta revisione
Il meccanismo è studiato per sfruttare l’ansia del conducente di incorrere in multe pesanti. La lettera solitamente presenta una struttura standard:
- intestazione con nomi verosimili, come “Ufficio Controllo Revisioni” o “Centro Notifiche Veicoli”, entità che non hanno nessun valore giuridico o istituzionale;
- indicazione della targa e del modello del veicolo, elementi che conferiscono alla lettera una parvenza di autenticità;
- avviso di scadenza imminente, spesso indicata entro pochissimi giorni per indurre a una reazione impulsiva;
- citazione della sanzione amministrativa, che ai sensi dell’articolo 80 comma 14 del CdS prevede il pagamento di una somma da 173 euro a 694 euro;
- invito a regolarizzare la posizione presso un determinato link o centro convenzionato per evitare il blocco amministrativo del mezzo.
È bene ricordare che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) non invia solleciti cartacei. La responsabilità della revisione è esclusivamente in capo al proprietario del veicolo.
Le scadenze ufficiali e la normativa di riferimento
Per non cadere in errore, potrebbe tornarti utile conoscere le tempistiche dettate dalla legge italiana. La revisione non è un evento discrezionale, ma segue una scansione temporale rigida stabilita dall’articolo 80 del CdS.
| Tipo di veicolo | Prima revisione | Revisioni successive |
| Autovetture e autocarri fino a 35 quintali | dopo 4 anni dalla prima immatricolazione | ogni 2 anni |
| Autocaravan (fino a 35 quintali) | dopo 4 anni dalla prima immatricolazione | ogni 2 anni |
| Motocicli e ciclomotori | dopo 4 anni dalla prima immatricolazione | ogni 2 anni |
| Veicoli con più di 9 posti o adibiti a servizio NCC/Taxi | ogni anno | ogni anno |
| Ambulanze | ogni anno | ogni anno |
La scadenza naturale della revisione corrisponde all’ultimo giorno del mese in cui è stata effettuata la precedente operazione o in cui è avvenuta la prima immatricolazione. Se la tua auto è stata immatricolata il 15 marzo 2022, la prima revisione dovrà essere effettuata entro il 31 marzo 2026.
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Altri tentativi di raggiro legati al mondo dei motori
La finta revisione non è l’unica insidia. Esistono varianti che colpiscono i proprietari di veicoli con la stessa modalità operativa, quali per esempio:
- la truffa del bollo auto arretrato: arrivano email o lettere che sollecitano il pagamento di tasse automobilistiche relative ad anni precedenti, spesso già prescritte. La prescrizione del bollo auto matura infatti dopo 3 anni (dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di scadenza);
- il falso rimborso assicurativo: la vittima viene contattata per un presunto credito da riscuotere a seguito di un ricalcolo del premio, ma per sbloccare la somma viene richiesto un “contributo spese” tramite bonifico istantaneo;
- le multe stradali contraffatte: si ricevono verbali via email o notifiche via SMS (smishing) con link che rimandano a siti clone della Pubblica Amministrazione. Una multa reale viene notificata esclusivamente tramite raccomandata AR o PEC (Posta Elettronica Certificata).

Come reagire e quali tutele legali attivare
Se ricevi una lettera sospetta, la prima azione da compiere è il controllo dei dati sul Portale dell’Automobilista, gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Inserendo la targa del veicolo nella sezione “Verifica Ultima Revisione”, è possibile visualizzare la data dell’ultimo controllo e il chilometraggio registrato.
Dal punto di vista legale, se sei stato vittima di un pagamento indebitamente estorto, puoi procedere come segue:
- sporgere querela presso la Polizia Postale o i Carabinieri per il reato di truffa, previsto dall’articolo 640 del codice penale, che punisce chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno;
- contestare l’addebito alla propria banca qualora il pagamento sia avvenuto tramite carta di credito, attivando la procedura di chargeback;
- segnalare l’accaduto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per pratica commerciale scorretta, qualora la lettera provenga da un centro revisioni reale che usa metodi ingannevoli per accaparrarsi clienti.
Secondo i dati dell’Osservatorio sulla Sicurezza, le segnalazioni per truffe legate a servizi automobilistici sono aumentate del 12% nell’ultimo biennio, segno che la digitalizzazione dei registri ha reso i truffatori più precisi nel colpire il target.
Consigli pratici per la sicurezza quotidiana
La prudenza è la migliore difesa contro l’ingegneria sociale applicata al settore legale e amministrativo. Ricorda che:
- nessun ente pubblico richiede pagamenti tramite ricariche di carte prepagate o bonifici verso conti esteri;
- le comunicazioni istituzionali presentano sempre un numero di protocollo verificabile;
- la targa della tua auto è un dato pubblico reperibile tramite visura PRA (Pubblico Registro Automobilistico), quindi la sua presenza in una lettera non garantisce che il mittente sia lo Stato;
- in caso di dubbi sulla validità di un atto, è opportuno rivolgersi a un avvocato o direttamente all’ufficio relazioni con il pubblico del proprio Comune.
Ignorare queste lettere non comporta nessuna sanzione. Se la tua revisione è effettivamente scaduta, recati presso un centro autorizzato di tua fiducia o presso la Motorizzazione Civile.
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