Truffa e reati online: come riconoscerli e denunciarli con il supporto delle Autorità (e di un avvocato)
Cosa s’intende per truffa online? Quali sono i reati informatici più diffusi? Ecco una guida completa per aiutarti a capire cosa puoi rischiare e cosa fare per difenderti.
- I reati informatici sono crimini compiuti con l’utilizzo di un PC o verso sistemi protetti all’interno di un computer.
- Per evitare di essere vittime di truffe e reati online è bene stare attenti a non agire frettolosamente aprendo messaggi o link sospetti, ma non è sempre facile perché i truffatori sono molto astuti.
- Chi subisce una truffa o un reato online può rivolgersi alla Polizia Postale o, in generale, alle Forze dell’ordine per presentare la denuncia.
Navigare su internet è diventato indispensabile oggigiorno, al punto che immaginare di condurre una vita fuori dal web è diventato praticamente impossibile. Il lavoro a distanza è diventato la norma e strumenti come l’home-banking e gli e-commerce sono il nostro pane quotidiano.
Purtroppo, anche se da un lato il mondo online ha permesso la semplificazione di molte attività, c’è da dire che dall’altro significativa è stata la crescita di illeciti commessi sul web, quali truffe e reati online.
In questa guida ti spiego quali sono i principali illeciti informatici commessi sul web, come riconoscerli e in che modo agire per difenderti.
Cosa sono i reati informatici
Per reati informatici si intendono gli illeciti commessi mediante l’utilizzo di un computer o verso sistemi protetti all’interno di un PC.
Vi sono crimini informatici che possono essere commessi soltanto online (per esempio, il reato di accesso abusivo ad un sistema informatico, che è regolato dall’art. 615 ter c.p.), e altri che possono essere compiuti anche offline, come la violazione di copyright – i quali vengono considerati reati informatici quando sono compiuti su internet oppure attraverso internet.
Infatti, è opportuno precisare che reato informatico non equivale sempre a reato commesso a mezzo internet, in quanto il PC non è solo lo strumento mediante il quale il crimine informatico viene compiuto, ma può essere anche l’oggetto che subisce l’illecito (si pensi, per esempio, al furto di dati presenti sul device).
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Le tipologie di reati informatici
I reati informatici si distinguono nelle seguenti tre categorie:
- danneggiamento di hardware, software e dati;
- detenzione e diffusione di software e/o attrezzature informatiche, che sono utili per la commissione dei reati appartenenti alla precedente categoria;
- violazione dell’integrità dei documenti informatici e della relativa gestione mediante la falsificazione di firma digitale elettronica.
Vediamo adesso quali sono i principali e più ricorrenti reati informatici.
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1. Accesso abusivo ad un sistema informatico
L’accesso abusivo ad un sistema informatico (o telematico) è l’illecito commesso da un soggetto che, senza autorizzazione, si introduce in un computer o in un sistema di computer oppure che, sebbene il suo accesso sia stato autorizzato, vi permane abusivamente.
Questa introduzione può avvenire sia da remoto, attraverso l’uso di un dispositivo diverso dall’elaboratore, sia mediante un contatto diretto con il sistema. Ai fini della configurazione del reato in questione non occorre che l’agente venga a conoscenza dei dati contenuti nel sistema, ma è sufficiente la violazione delle barriere di protezione che ne regolano l’accesso.
Il reato di accesso abusivo ad un sistema informatico contempla una serie di circostanze aggravanti. Una di queste concerne l’accesso abusivo da parte di un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio; in tali situazioni la pena è più severa, in quanto il soggetto attivo, abusando della sua posizione, accede al sistema violando i doveri riguardanti la sua funzione.
2. Frode informatica
La frode informatica (art. 640 ter c.p.) si configura nel momento in cui viene alterato un sistema informatico per trarne profitto in maniera illegittima.
Un esempio di frode informatica è rappresentato dal phishing, che viene commesso attraverso email: in pratica, il mittente corrisponde al nome della posta o dell’istituto di credito presso cui si ha il conto corrente; alla vittima viene comunicata l’esistenza di un problema sul conto e viene sollecitata ad accedere allo stesso mediante un link che richiede dati personali e password.
La frode informatica differisce dal reato di truffa per il fatto che, mentre la truffa prevede l’induzione in errore della vittima con raggiri e artifizi, la frode informatica richiede l’alterazione di un sistema informatico, oppure l’intervento senza autorizzazione su dati o programmi.

3. Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici
L’art. 635 bis c.p. disciplina il reato di danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici. L’illecito in questione si configura quando un soggetto distrugge, deteriora, cancella, altera o sopprime informazioni, dati o programmi informatici altrui.
Se il fatto è commesso con violenza o minaccia, oppure abusando della propria qualità di operatore informatico, si applica un aggravamento di pena.
LEGGI ANCHE: Reato di danneggiamento: cos’è, procedibilità, quando è aggravato e cosa si rischia
Altre tipologie di reati informatici
Vi sono reati informatici che diventano tali quando vengono commessi utilizzando la rete web.
I più ricorrenti sono:
- revenge porn, che si ha quando un soggetto condivide pubblicamente immagini o video intimi di terze persone mediante internet, senza il loro consenso;
- cyberbullismo, ossia una forma di bullismo che avviene attraverso tecnologie digitali, quali chat e social media, caratterizzato da molestie, diffamazione ed esclusione sociale, perpetrati online;
- violazione del copyright, che si ha quando si utilizza, riproduce, modifica, plagia o distribuisce un’opera creativa (per esempio, immagini o video) senza il consenso del titolare;
- pedopornografia, che si realizza quando il web viene utilizzato per il traffico di pedofilia.
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Come riconoscere le truffe e i reati online
Per riconoscere una truffa online, l’atteggiamento più adeguato è non rispondere o cliccare su link frettolosamente o d’impulso, ma di prendersi del tempo per leggere attentamente il messaggio.
In particolare è opportuno:
- controllare sempre se l’indirizzo e-mail da cui proviene il messaggio è l’indirizzo ufficiale di un’azienda, una banca o un ente con cui si hanno rapporti;
- controllare se la mail è scritta correttamente: se ci sono errori di grammatica o la lingua sembra artefatta come se fosse stato usato un traduttore automatico, se ci sono errori di grammatica o di ortografia;
- verificare se l’oggetto dell’e-mail e il contenuto sono coerenti fra di loro;
- non rispondere mai a e-mail che avvisano del blocco del proprio conto corrente o della propria carta e che richiedono dati personali o credenziali di accesso.
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Come difendersi
In queste situazioni è importante fare uso di specifici accorgimenti, come:
- gestire con cura le proprie password e modificarle spesso;
- non inserire dettagli personali o lavorativi;
- utilizzare blocchi d’accesso, come PIN;
- tenere sempre aggiornato l’antivirus;
- eseguire regolarmente un backup completo;
- controllare regolarmente l’estratto conto e i movimenti sul conto corrente con l’home banking: in tal modo si potranno segnalare immediatamente all’istituto di credito eventuali transazioni che non si riconoscono;
- in caso di furto di dati bancari, bloccare i servizi coinvolti nella truffa (bancomat, carta di credito, ecc.).
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Come denunciare le truffe e i reati online
Chi subisce un illecito online, deve innanzitutto avvisare il provider, in quanto quest’ultimo, quando è messo a conoscenza della commissione di un illecito che riguarda i suoi contenuti, assume un ruolo attivo e di responsabilità nel rimuoverli.
Successivamente è possibile presentare denuncia alla Polizia Postale, che può essere fatta anche online e poi confermata entro 48 ore in presenza, portando il numero di protocollo assegnato nella procedura effettuata dal sito. Per la denuncia ci si può rivolgere anche ai Carabinieri e alla Polizia di Stato.
Inoltre, occorre denunciare una truffa online entro 3 mesi da quando ne si ha conoscenza; infatti, è importante agire subito se si ha perso denaro o vi sono prove evidenti di frode, per aumentare le possibilità di recupero e per avviare un processo penale (la truffa aggravata è invece procedibile d’ufficio).
Se sei vittima di una truffa online (o di un altro reato informatico) e hai bisogno dell’assistenza di un avvocato per una consulenza legale o per sporgere denuncia, non esitare a contattare uno degli avvocati esperti in reati informatici presenti su deQuo.
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