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Web Tax: cos’è, come funziona, come si calcola e chi deve pagarla

Che cos'è la Web Tax? Perché è diventata uno degli strumenti più discussi della fiscalità digitale? Come funziona questa imposta e quali regole devono rispettare le imprese che operano nel mercato digitale? Ecco tutto quello che devi sapere.

Web Tax
  • La Web Tax è un’imposta pensata per colpire i ricavi che le grandi multinazionali del settore tecnologico e digitale ottengono in un determinato Paese, anche senza avere una sede fisica in quel territorio.
  • Il suo obiettivo è garantire una maggiore equità fiscale e contrastare l’elusione fiscale.
  • La disciplina prevede specifiche regole e obblighi fiscali per le imprese che operano nell’economia digitale e superano determinate soglie di fatturato.

La diffusione dell’economia digitale ha modificato in maniera significativa il modo di fare impresa. Molte aziende, infatti, offrono servizi online e realizzano ingenti ricavi in diversi Paesi pur non avendo una presenza fisica stabile sul territorio. Ciò ha creato difficoltà nell’applicazione delle tradizionali regole fiscali, che si basano principalmente sul luogo in cui l’impresa è stabilita. Per rispondere a questa nuova realtà è stata introdotta la cosiddetta Web Tax, conosciuta anche come Imposta sui Servizi Digitali.

Nelle righe che seguono ti spiego in maniera più approfondita:

  • cos’è la Web Tax;
  • quale scopo persegue;
  • qual è il suo ambito applicativo;
  • come si calcola.

Cos’è la Web Tax

Quando si parla di Web Tax ci si riferisce a un’imposta attraverso la quale vengono tassati i ricavi ottenuti dalle grandi imprese che operano mediante servizi digitali. La finalità principale è garantire una maggiore equità fiscale, evitando che le multinazionali del settore digitale possano generare elevati profitti in uno Stato senza contribuire adeguatamente al sistema tributario di quel Paese.

L’imposta rappresenta, dunque, una misura che mira a contrastare i fenomeni di pianificazione fiscale aggressiva e a garantire che anche le imprese digitali contribuiscano al finanziamento dei servizi pubblici negli Stati in cui realizzano i propri ricavi.

In Italia la disciplina della Web Tax è stata introdotta con la Legge n. 145 del 2018 (Legge di Bilancio 2019) e successivamente modificata dalla Legge n. 160 del 2019, che ne ha definito il funzionamento attuale. L’imposta è entrata in vigore dal 1° gennaio 2020.

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Quali imprese sono soggette alla Web Tax?

La Web Tax non riguarda tutte le imprese digitali, ma soltanto quelle di grandi dimensioni. Sono soggetti passivi dell’imposta le imprese che, singolarmente oppure come gruppo societario, nell’anno precedente hanno realizzato contemporaneamente:

  • ricavi complessivi a livello mondiale pari o superiori a 750 milioni di euro;
  • ricavi derivanti da servizi digitali realizzati in Italia pari o superiori a 5,5 milioni di euro.

Conseguentemente, la maggior parte delle piccole e medie imprese digitali e delle startup non rientra nell’ambito di applicazione della Web Tax.

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Quali sono i servizi digitali tassati?

La Web Tax si applica esclusivamente ad alcune categorie di servizi digitali, ritenute particolarmente rappresentative dell’economia delle piattaforme, come:

  • la vendita di pubblicità mirata mediante piattaforme digitali;
  • la gestione di piattaforme online che permettono agli utenti di interagire tra loro o di concludere operazioni commerciali;
  • la trasmissione e vendita dei dati raccolti dagli utenti durante l’utilizzo delle piattaforme digitali.

Non vi rientrano, invece:

  1. la vendita diretta di beni attraverso il sito dell’impresa produttrice;
  2. i servizi di pagamento digitale;
  3. alcune piattaforme dedicate esclusivamente alla distribuzione di contenuti digitali.

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Come si calcola

L’imposta in questione è pari al 3% dei ricavi imponibili derivanti dai servizi digitali soggetti alla stessa. Ciò significa che la Web Tax non viene calcolata sull’utile dell’impresa, ma direttamente sui ricavi prodotti dalle attività digitali imponibili.

Per stabilire se un ricavo è imponibile in Italia, bisogna verificare che il servizio sia stato utilizzato da utenti localizzati nel territorio italiano. La localizzazione viene determinata mediante criteri tecnici, quali l’indirizzo IP del dispositivo o altri sistemi di geolocalizzazione contemplati dalla normativa.

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Quali sono gli obblighi fiscali delle imprese digitali?

Le imprese soggette alla Web Tax devono rispettare specifici obblighi fiscali e amministrativi, cioè devono:

  • determinare correttamente i ricavi imponibili;
  • conservare una documentazione idonea a dimostrare il metodo di calcolo dell’imposta;
  • effettuare il versamento dell’imposta nei termini previsti dalla legge;
  • presentare la dichiarazione annuale all’Agenzia delle Entrate.

Tali adempimenti consentono all’Amministrazione finanziaria di verificare il corretto pagamento dell’imposta.

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Web Tax – Domande frequenti

La Web Tax si applica a tutte le imprese che vendono online?

No, la Web Tax riguarda solo le imprese che superano determinate soglie di fatturato previste dalla legge e che offrono specifici servizi digitali. Le piccole e medie imprese che svolgono attività di e-commerce, in linea generale, non sono soggette a questa imposta.

Perché la Web Tax è calcolata sui ricavi e non sugli utili?

L’imposta è applicata ai ricavi derivanti dai servizi digitali imponibili perché questi sono più facilmente individuabili nel Paese in cui il servizio viene utilizzato, mentre gli utili possono essere trasferiti tra Stati attraverso strategie di pianificazione fiscale.

La Web Tax sostituisce l’IRES o le altre imposte sulle società?

No, la Web Tax è un’imposta autonoma che si aggiunge alle imposte ordinarie dovute dalle imprese e non le sostituisce.

La vendita di prodotti tramite un e-commerce è soggetta alla Web Tax?

No, la semplice vendita online di beni non rientra, di regola, nell’ambito della Web Tax. L’imposta riguarda specifici servizi digitali, come la pubblicità online, le piattaforme di intermediazione e la trasmissione dei dati degli utenti.

La Web Tax è un’imposta permanente?

Sì, nell’ordinamento italiano è un’imposta stabile. Tuttavia, la sua disciplina potrebbe essere modificata in futuro in funzione degli accordi internazionali sulla tassazione dell’economia digitale.

Quali sono le conseguenze del mancato pagamento della Web Tax?

L’omesso versamento o il mancato rispetto degli obblighi dichiarativi può comportare l’applicazione di sanzioni amministrative e degli interessi previsti dalla normativa tributaria.

La Web Tax si applica anche alle imprese non residenti in Italia?

Sì, l’imposta può applicarsi anche alle imprese estere, purché realizzino in Italia ricavi derivanti da servizi digitali imponibili e superino le soglie di fatturato previste dalla normativa.

Riferimenti normativi

  • Legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge di Bilancio 2019), art. 1, commi 35-50, che ha introdotto l’imposta sui servizi digitali;
  • Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di Bilancio 2020), art. 1, commi 678-686, che ha modificato e reso operativa la disciplina della Web Tax;
  • Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 15 gennaio 2021, prot. n. 13185/2021, recante le disposizioni attuative dell’imposta sui servizi digitali;
  • Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 15 dicembre 2020, contenente le modalità applicative dell’imposta sui servizi digitali;
  • Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 3/E del 23 marzo 2021, con chiarimenti interpretativi sull’applicazione della Web Tax;
  • Modello OCSE/G20 sulla tassazione dell’economia digitale (Progetto BEPS – Pillar One e Pillar Two), quale principale riferimento internazionale per la riforma della fiscalità digitale.
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