ISCRO partita IVA 2026: cos’è, requisiti, a quanto ammonta, durata, domanda
Quali sono le novità più significative della ISCRO per il 2026? Vediamo quali sono i requisiti di accesso e cosa bisogna fare per presentare la relativa domanda.
- ISCRO è l’acronimo di Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa.
- È stata introdotta dall’articolo 1, commi 386-400, legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di Bilancio 2021).
- Si rivolge ai lavoratori e alla lavoratrici autonome che hanno effettuato l’iscrizione alla Gestione separata INPS.
L’ISCRO, ovvero l’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa, può essere definita come una sorta di cassa integrazione dedicata ai lavoratori autonomi che hanno subito un calo del proprio fatturato.
In un primo momento, era stata introdotta in via sperimentale per il triennio 2021-2023, ma è stata successivamente confermata, diventando una misura strutturale (ai sensi dei commi dal 142 al 155 dell’art. 1 della legge 213/2023).
L’indennità può essere richiesta una sola volta dai lavoratori e dalla lavoratici autonomi/e iscritti/e alla Gestione separata INPS. Ha una durata di 6 mesi, che decorrono dal primo giorno successivo a quello di presentazione della richiesta.
Nelle prossime righe, ci dedicheremo all’analisi di:
- requisiti di accesso;
- caratteristiche del beneficio;
- presentazione della domanda.
ISCRO 2026: requisiti
I requisiti per accedere alla ISCRO sono i seguenti:
- non essere titolari di trattamento pensionistico diretto;
- non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie;
- non essere beneficiari dell’assegno di inclusione (decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 2023, n. 85);
- avere prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei 2 anni che precedono l’anno precedente alla presentazione della domanda;
- aver dichiarato, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 12.000 euro, importo che viene annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto all’anno precedente;
- autocertificare i redditi prodotti per ogni anno di interesse, se non sono già a disposizione dell’INPS.
Si deve inoltre essere in regola con i contributi previdenziali obbligatori e avere la partita IVA da almeno 3 anni al momento della presentazione della domanda, in relazione all’attività per la quale ci si è iscritti alla gestione previdenziale in corso.
Puoi richiedere il contributo se non lo hai mai fatto nel 2024 o nel 2025, oppure qualora in passato la tua domanda sia stata respinta o revocata. Se, invece, ne hai già usufruito in quegli anni, non puoi più farne richiesta.
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Come si calcola la ISCRO?
Per quanto riguarda, invece, il calcolo della ISCRO, l’indennità corrisponde al 25% (su base semestrale) delle media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati nei 2 anni precedenti a quello che precede la presentazione della domanda.
Il contributo viene erogato per un massimo di 6 mesi e va:
- da un minimo di 250 euro;
- a un massimo di 800 euro al mese.
Facciamo un esempio: nel 2022 hai guadagnato 5.000 e nel 2023 6.000 euro. Per prima cosa, fai la media tra i due redditi: 5.000 euro + 6.000 euro = 11.000 euro/2 = 5.500 euro. Dividi il risultato per due, in modo da avere un valore semestrale. Moltiplica questo importo, cioè 2.750 euro per 25%. Il risultato ottenuto, 687,50 euro, corrisponderà alla tua indennità.
L’indennità ISCRO non è fiscalmente esente: concorre, infatti, alla formazione del reddito in base a quanto previsto dal TUIR, ma non si traduce in un accredito di contribuzione figurativa.
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ISCRO e compatibilità
L’ISCRO non è compatibile con:
- l’assegno di inclusione;
- le pensioni dirette;
- la NASpI e la DIS-COLL;
- cariche elettive e/o politiche per le quali siano previsti compensi.
Nel momento in cui si presenta la relativa domanda, si devono autocertificare i redditi prodotti per gli anni di proprio interesse, che sono oggetto di verifica da parte dell’INPS. I dati dei beneficiari vengono poi comunicati dall’INPS all’Agenzia delle Entrate, che procede a un’ulteriore controllo dei requisiti reddituali.
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ISCRO e percorsi di aggiornamento professionale
L’ISCRO prevede che il lavoratore dipendente che voglia presentare domanda frequenti attività formative o di aggiornamento professionale. Questo obbligo è stato oggetto di critica in quanto per i dipendenti non è in vigore nessun vincolo formativo.
Si prevede che:
- la domanda per ricevere l’ISCRO corrisponda alla DID, dichiarazione di immediata disponibilità e venga immediatamente trasmessa all’ANPAL;
- entro 30 giorni dalla presentazione della domanda, il lavoratore debba contattare un centro per l’impiego per stipulare il patto di servizio. In caso contrario, è il centro per l’impiego a mettersi in contatto con lui entro 90 giorni.
In concomitanza all’erogazione dell’indennità, quindi, ci sono dei percorsi volti al mantenimento e all’aggiornamento delle proprie conoscenze, oppure all’acquisizione di un livello di abilità e competenze superiore a quello iniziale.
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ISCRO: come fare domanda
La domanda per ricevere l’indennità ISCRO deve essere presentata all’INPS, entro il 31 ottobre 2026 dell’anno di fruizione. L’istanza può essere inoltrata dal sito dell’INPS.
Puoi accedere tramite SPID, CIE o CNS da una di queste due pagine.
- punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche;
- pagina dedicata alla Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa.
In alternativa, puoi fare domanda con il supporto di un patronato, oppure al telefono:
- al numero verde gratuito da rete fissa 803 164;
- al numero 06 164164, a pagamento in base alla tariffa applicata dal proprio operatore mobile.
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ISCRO: quando decade
Ai sensi della legge 213/2023, ci sono alcuni casi in cui si perde il diritto a ricevere la ISCRO, cioè:
- se la partita IVA cessa durante l’erogazione del contributo;
- se si diventa titolati di un trattamento pensionistico;
- in caso di iscrizione ad altre forme previdenziali obbligatorie;
- nell’ipotesi di ricezione dell’assegno di inclusione.
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ISCRO – Domande frequenti
La ISCRO relativa al 2025 può essere richiesta nel periodo compreso tra il 1° agosto e il 31 ottobre 2025.
I titolari di partita IVA iscritti alla gestione separata INPS in difficoltà economica rispetto agli anni precedenti possono richiedere l’indennità ISCRO: scopri quali sono i requisiti di accesso e come fare domanda per il 2025.
L’ISCRO può essere richiesta dai lavoratori che hanno la partita IVA da almeno 3 anni, in possesso di specifici requisiti: leggi la nostra guida sull’ISCRO 2025 per conoscere quali sono.
- Fonti: Guida scro 2026 INPS e ISCRO 2026
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