redazione dequo
16 gen 2020
Diritto di Famiglia

Affidamento esclusivo: cosa comporta e come ottenerlo

In determinate cause di divorzio il giudice può predisporre l'affidamento esclusivo alla madre o al padre. Quali sono i presupposti, le conseguenze e come ottenerlo.

Affidamento esclusivo o condiviso?





Quando una coppia si separa o chiede il divorzio, al giudice spetta il compito di occuparsi dell’affidamento dei figli minori. La regola prevede l’affidamento condiviso per entrambi i genitori che sono responsabili della cura e dell’educazione dei figli e che si occupano di prendere le decisioni relative alla scuola e alla salute.





Il giudice ha il dovere di stabilire dove il figlio andrà ad abitare:









L’affidamento condiviso si basa sul principio di bigenitorialià, per il quale il bambino ha il diritto di mantenere un rapporto stabile con entrambi i genitori. In altri casi, il giudice predispone invece l’affidamento esclusivo. Di cosa si tratta di preciso? Quali sono i casi nei quali è previsto e come è possibile, invece, riuscire a ottenerlo? Di seguito sono elencate le risposte a tutti questi interrogativi.







Affidamento esclusivo: cos’è





In base a quanto stabilito dalla legge, in presenza di motivazioni molto gravi per le quali uno dei due genitori non dovesse risultare idoneo al ruolo che dovrebbe svolgere, è possibile richiedere al giudice l’affidamento esclusivo al padre o alla madre.





A sensi dell’articolo 337 del Codice Civile il giudice “valuta prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitori oppure stabilisce a quali di essi i figli sono affidati“, ma qualsiasi provvedimento nei confronti della prole viene preso “con esclusivo riferimento all’interesse morale e materiale di essa“.





La sola motivazione alla base della decisione presa dal giudice in relazione all’affidamento di un minore è il suo interesse:





  1. il genitore al quale viene affidato deve essere in grado di garantirgli un adeguato sviluppo psico-fisico e di permettergli di vivere in un ambiente sano, nel quale vengano soddisfatte tutte le sue necessità, materiali e affettive;
  2. l’affidamento esclusivo può essere applicato anche nel caso dei figli di genitori non sposati.




Affidamento esclusivo alla madre




Affidamento esclusivo: presupposti





L’affidamento esclusivo di un figlio minore, che può avvenire anche in modo consensuale tra le parti coinvolte, potrebbe essere una soluzione qualora:









L’affidamento esclusivo può essere richiesto anche:





  1. per mancato mantenimento;
  2. nel caso in cui uno dei coniugi facesse uso di sostanze stupefacenti o fosse riconosciuto come incapace di intendere e di volere;
  3. nel caso di carattere aggressivo o di strumentalizzazione del figlio che viene messo contro l’altro genitore;
  4. nel caso di sparizione dalla vita del figlio o di assenza nel momento in cui è avvenuta la separazione, quando avrebbe potuto rivendicare il suo diritto all’affidamento condiviso.




Affidamento esclusivo: quando non viene concesso





Esistono, poi, una serie di casi nei quali l’affidamento esclusivo non viene concesso, ovvero:









Affidamento esclusivo: come ottenerlo





Per ottenere l’affidamento esclusivo di un figlio è necessario presentare l’apposita domanda a un giudice, in qualsiasi momento, anche nel caso in cui il giudice abbia già stabilito di procedere con l’affido condiviso dei figli.





La richiesta di affidamento esclusivo deve essere motivata; nel caso in cui uno dei due genitori facesse richiesta per motivi di ricatto o legati a una vendetta personale, il giudice potrà:





  1. ritenere la richiesta manifestamente infondata;
  2. scegliere di estromettere il genitore in questione dall’affidamento e affidare il minore a quello che non ha effettuato la richiesta;
  3. condannarlo al risarcimento del danno perché ha agito in mala fede o con colpa grave.




Il giudice accoglierà la domanda di affidamento esclusivo dopo un’attenta valutazione che avrà lo scopo di garantire unicamente l’interesse del minore. Nel caso in cui la richiesta di affidamento esclusivo venga inviata da entrambi i genitori, è sempre il giudice a stabilire a quale partner sarà affidato il minore.





A tal proposito, nelle motivazioni del giudice devono essere presentati per legge:









Affidamento esclusivo al padre




Affidamento esclusivo: quali sono le conseguenze





Il genitore al quale sarà affidato il figlio in modo esclusivo:





  1. dovrà occuparsi di ogni responsabilità legata al minore;
  2. non dovrà opporsi al diritto di visita dell’altro genitore, che dovrà essere esercitato nei tempi e nei modi stabiliti dal giudice, oltre che alla sua partecipazione nelle decisioni più importanti riguardanti il figlio.




A proposito dell’ultimo punto, il giudice può anche scegliere di limitare o azzerare il diritto di visita del genitore non affidatario, nel caso in cui si fosse di fronte a una delle situazioni seguenti:









In generale, il giudice ha il diritto di ridurre il tempo che il genitore non affidatario può trascorrere con il figlio, stabilire il luogo nel quale si debbano svolgere gli incontri fra i due, fare in modo che tali incontri si verifichino solo in presenza di terzi, che avranno il ruolo di sorveglianti (come per esempio di fronte a un assistente sociale).





Affidamento esclusivo: il ruolo di genitore affidatario e non affidatario





Nonostante le interpretazioni errate diffuse sulla questione, l’affido esclusivo non comporta la fine della responsabilità genitoriale per il genitore al quale non è stato affidato il minore, ma solo una sua limitazione:









Il minore deve continuare a ricevere cura, educazione e istruzione da tutti e due i genitori: le decisioni di maggiore interesse per la vita del figlio devono pertanto essere prese di comune accordo da entrambi i coniugi, anche nel caso di affidamento esclusivo.





I due devono quindi mettersi d’accordo e confrontare le loro idee su tutto ciò che riguarda la scuola, le cure mediche, lo sport e così via, ovvero su ciò che ha a che fare con la crescita e l’educazione del minore. Per le decisioni che riguardano la vita di ogni giorno, il genitore affidatario potrà invece scegliere in maniera del tutto autonoma, sempre favorendo l’interesse del figlio.





Affidamento esclusivo – Domande frequenti





Cosa vuol dire avere l’affido esclusivo?

L’affidamento esclusivo consiste nell’affidare un figlio minore a uno solo dei due genitori in caso di separazione o divorzio: l’affidamento esclusivo non fa decadere la potestà genitoriale sul genitore non affidatario. Ciò significa che le decisioni più importanti sulla vita del figlio devono comunque essere sempre prese da entrambi.

Come si può togliere la patria potestà?

Nel caso in cui i genitori – uno o entrambi – non rispettino i doveri stabiliti dalla legge, il giudice minorile può decidere di sospendere in modo temporaneo la responsabilità genitoriale o di farla decadere, se si incorre nel rischio di provocare un danno psicofisico al figlio minorenne.

Chi esercita la patria potestà?

Per definizione, il termine patria potestà indica il compito da parte del padre di occuparsi della cura, dell’educazione e dell’istruzione di un figlio minore, al fine di curarne gli interessi. In presenza di due genitori, si parla di potestà genitoriale, che è applicabile sia sui figli nati da genitori sposati sia al di fuori del vincolo matrimoniale.

I genitori possono accordarsi per l’affidamento esclusivo?

L’affidamento esclusivo può essere stabilito unicamente dalla decisione di un giudice che ha il compito di analizzare le motivazioni alla base della richiesta di uno o di entrambi i genitori per decidere chi tra i due sarà in grado di garantirne la protezione e l’assistenza morale e materiale.