Vai al contenuto

Caso Bartolozzi: cosa rischia chi mente al pubblico ministero

Giusi Bartolozzi è finita nel registro degli indagati per aver mentito al PM durante il caso Almasri. Ma cosa prevede esattamente l'art. 371-bis del Codice penale e cosa rischia chiunque si trovi in quella situazione? Vediamolo.

Immagine profilo autore
Redazione deQuo
25 Marzo 2026
caso bartolozzi
  • Il caso Bartolozzi ricorda a tutti – non solo ai funzionari pubblici – che l’obbligo di dire la verità davanti al pubblico ministero non è una formalità.
  • Mentire, omettere o minimizzare nel corso di un’audizione investigativa non è una strategia difensiva: è un reato autonomo, che può costare fino a quattro anni di reclusione.
  • Giusi Bartolozzi è indagata per il reato di False informazioni al pubblico ministero o al procuratore della Corte penale internazionale.

Mentire al pubblico ministero durante un’indagine è un reato. Non è una questione di opportunità o di buona fede: chiunque venga convocato dal PM per rendere informazioni ha l’obbligo preciso di dire la verità. Il caso di Giusi Bartolozzi, ex capo di gabinetto del Ministero della Giustizia, finita nel registro degli indagati per il caso Almasri, è l’occasione giusta per capire di cosa si tratta e cosa rischia davvero chi si trova in quella situazione

Se vieni convocato dal PM come persona informata sui fatti, hai il diritto di essere assistito da un avvocato – ed è sempre consigliabile esercitarlo. Il difensore può aiutarti a capire cosa sei obbligato a dire, cosa puoi tacere legittimamente e dove si trovano i confini tra riservatezza e menzogna penalmente rilevante.

Cosa è successo: il caso Bartolozzi in breve

Giusi Bartolozzi, magistrata ed ex capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio, è stata iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di false informazioni al pubblico ministero, ai sensi dell’art. 371-bis del Codice penale. Il reato le viene contestato in relazione alle dichiarazioni rese al tribunale dei ministri in merito al caso Almasri – il cittadino libico arrestato in Italia e poi rilasciato e rimpatriato nel gennaio 2025, nonostante fosse ricercato dalla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra.

Secondo i giudici che hanno valutato le sue dichiarazioni, il racconto fornito da Bartolozzi sarebbe stato «sotto diversi profili inattendibile e, anzi, mendace». Un giudizio così netto da rendere, nelle parole degli stessi magistrati, l’iscrizione nel registro degli indagati pressoché obbligata.

Il caso ha una particolarità rilevante dal punto di vista giuridico: Bartolozzi non è indagata per quello che ha fatto nei giorni in cui Almasri venne arrestato e rimpatriato, ma per come ha raccontato quei fatti agli inquirenti. Si tratta quindi di un reato autonomo, che si aggiunge – e non si sovrappone – alla vicenda principale.

LEGGI ANCHE Una persona inferma di mente può testimoniare?

caso bartolozzi caso almasri
Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Cos’è il reato di false informazioni al pubblico ministero

L’art. 371-bis del Codice penale punisce chiunque, nel corso di un procedimento penale, richiesto dal pubblico ministero di fornire informazioni ai fini delle indagini, renda dichiarazioni false oppure taccia, in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali viene sentito. La pena prevista è la reclusione fino a quattro anni.

La norma è stata introdotta nel 1992 per colmare un vuoto legislativo preciso: fino ad allora, chi mentiva davanti al PM durante le indagini non rischiava nulla di specifico. Il reato è del tutto analogo alla falsa testimonianza prevista dall’art. 372 c.p., con la differenza che quest’ultima si applica nella fase dibattimentale – cioè durante il processo vero e proprio – mentre l’art. 371-bis si applica nella fase delle indagini preliminari.

Ciò che conta non è la difformità tra le dichiarazioni rese e la realtà oggettiva dei fatti, ma la difformità tra quello che la persona dichiara e quello che effettivamente conosce. Si tratta quindi di un cosiddetto falso soggettivo: si è responsabili non perché si è detto qualcosa di falso in assoluto, ma perché si è detto qualcosa di diverso da quello che si sapeva.

Chi può commettere questo reato

Il reato può essere commesso da chiunque venga convocato dal pubblico ministero per rendere informazioni nel corso di un procedimento penale: non solo imputati o indagati, ma anche testimoni, persone informate sui fatti, funzionari, dirigenti pubblici. È sufficiente essere stati convocati dal PM e aver reso dichiarazioni non veritiere o incomplete.

C’è però un limite importante: il reato non si configura se le false dichiarazioni vengono rese alla polizia giudiziaria, anche quando questa agisce su delega del pubblico ministero. Soggetto attivo del reato è solo chi sia stato richiesto direttamente dal PM di fornire informazioni. Una distinzione tecnica che in pratica può fare la differenza.

Ti potrebbe interessare Reato di falsa testimonianza: procedibilità, pena, prescrizione

per cosa è indagata giusi bartolozzi

Si può rimediare? La ritrattazione

La legge prevede una via d’uscita per chi si rende conto di aver mentito: la ritrattazione, cioè la possibilità di tornare sulle proprie dichiarazioni e correggerle prima che sia troppo tardi. Il procedimento penale per false informazioni al PM, salvo il caso di rifiuto di rispondere – per il quale la procedibilità è immediata – resta sospeso fino a quando nel procedimento principale non viene pronunciata una sentenza di primo grado o il procedimento viene definito con archiviazione o con sentenza di non luogo a procedere. Questa sospensione è pensata proprio per dare alla persona la possibilità di ritrattare, correggere o integrare le proprie dichiarazioni senza subire immediatamente le conseguenze penali.

Il nodo politico-giuridico: è un reato ministeriale?

Nel caso Bartolozzi si è aperto un ulteriore fronte di discussione, tipico delle vicende che coinvolgono funzionari pubblici di alto rango: il reato contestatole rientra tra i reati ministeriali? La risposta, secondo la Procura di Roma, è no. Bartolozzi non è indagata per qualcosa che ha fatto nell’esercizio delle sue funzioni di Governo nei giorni della vicenda Almasri, ma per come ha descritto quei fatti agli inquirenti in un momento successivo.

Si tratta quindi di un reato comune, che non richiede le procedure speciali previste dalla Legge Costituzionale n. 1/1989 per i reati commessi dai ministri nell’esercizio delle loro funzioni.

Questo aspetto è tutt’altro che secondario: se si trattasse di reato ministeriale, la competenza spetterebbe al tribunale dei ministri e sarebbe necessaria l’autorizzazione parlamentare a procedere. Trattandosi invece di reato comune, la Procura ordinaria può procedere autonomamente.

Per approfondire il tema dei processi ai politici italiani, leggi anche il nostro articolo sul Caso Santanchè: falso in bilancio, truffa all’INPS e bancarotta

Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Immagine profilo autore
Redazione deQuo
Cerca
Effettua una ricerca all'interno del nostro blog, tra centinaia di articoli, guide e notizie
Ti serve il parere di un Avvocato sull'argomento?
Prova subito il nostro servizio di consulenza online. Più di 3000 avvocati pronti a rispondere alle tue richieste. Invia la tua richiesta.
Richiedi Consulenza

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter settimanale per ricevere informazioni e notizie dal mondo legal.

Decorazione
Hai altre domande sull'argomento?
Se hai qualche dubbio da risolvere, chiedi una consulenza online a uno dei nostri Avvocati
Richiedi Consulenza

Altro su News

Approfondimenti, novità e guide su News

Leggi tutti
nuovo redditometro cos'è e come funziona
14 Luglio 2026
Il redditometro, tecnicamente accertamento sintetico del reddito, scatta oggi solo con un doppio requisito. Uno scostamento del 20% e una differenza di almeno dieci volte l'assegno sociale annuo. Il Fisco sposta il baricentro dei controlli sulle indagini bancarie e sui conti correnti, ritenuti strumenti più efficaci per individuare l'evasione. Il…
mariti violentano le mogli
10 Luglio 2026
L'Europol (agenzia di polizia dell’Unione Europea) ha smantellato una rete internazionale di uomini che drogavano le mogli e le violentavano, con 57 arresti e 156 persone identificate. In Italia fatti simili configurano più reati insieme: violenza sessuale aggravata (art. 609-bis e 609-ter c.p.), violenza sessuale di gruppo (art. 609-octies c.p.)…
bonus hotel e strutture ricettive
09 Luglio 2026
Il termine per completare gli investimenti finanziati dal FRI-Tur slitta dal 30 giugno al 31 agosto 2026, per effetto del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 107. Il bonus "hotel e strutture ricettive" combina un contributo a fondo perduto fino al 35% della spesa e un finanziamento agevolato di Cassa Depositi…
bonus librerie under 36
08 Luglio 2026
Il bonus librerie under 35 2026 mette a disposizione 4 milioni di euro complessivi, ripartiti tra piccoli comuni e resto del territorio nazionale. Il contributo a fondo perduto arriva fino a 24.000 euro per l'avvio dell'attività, con un'aggiunta fino a 1.000 euro per la formazione. La domanda va inviata via…
quattordicesima pensionati inps
02 Luglio 2026
La quattordicesima è una mensilità aggiuntiva che viene elargita anche ai pensionati. La quattordicesima pensionati viene accreditata nel mese di luglio o nel mese di dicembre, ai sensi di quanto previsto dalla legge 3 agosto 2007, n. 127. Viene erogata a luglio (o a dicembre) di ogni anno, solo a…
Salario giusto
30 Giugno 2026
Il salario giusto è il principio introdotto nel Decreto Lavoro 2026, secondo cui la retribuzione di un lavoratore non può essere inferiore a quanto stabilito dai CCNL. Uno degli obiettivi del salario giusto è contrastare il fenomeno dei cosiddetti "contratti pirata". Mentre il salario minimo stabilisce un importo unico per…