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Detrazioni coniuge a carico 2026: quali sono e a chi spettano

Guida alle detrazioni IRPEF per il coniuge a carico nel modello 730/2026: ecco quali sono i limiti di reddito e quanto si risparmia sull'imposta lorda.

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  • Con la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e il D.Lgs. 192/2025, le detrazioni per familiari a carico si sono notevolmente ridotte: i figli over 30 non disabili escono dal perimetro e gli “altri familiari” si limitano agli ascendenti conviventi.
  • Il coniuge a carico rimane detraibile con regole invariate, a condizione che il suo reddito annuo non superi 2.840,51 euro.
  • Le detrazioni si ottengono direttamente in busta paga, sulla rata pensionistica o tramite il modello 730/2026.

Ogni anno, in prossimità della stagione delle dichiarazioni dei redditi, il tema delle detrazioni per i familiari a carico torna prepotentemente d’attualità. Nel 2026 le regole cambiano in modo rilevante rispetto al passato, soprattutto per quanto riguarda i figli e gli “altri familiari”.

Il riferimento normativo principale rimane l’art. 12 del TUIR (D.P.R. 917/1986), ma la Legge 207/2024 e il successivo D.Lgs. n. 192 del 18 dicembre 2025 – il cosiddetto “decreto correttivo IRPEF-IRES” – hanno ridisegnato la platea di chi può essere dichiarato a carico. In questa guida trovi tutto quello che ti serve sapere per compilare correttamente il 730/2026 in relazione alle detrazioni per coniuge a carico, ma anche figli e altri familiari.

Cosa significa familiare a carico?

Ai sensi dell’art. 12 del TUIR, sono considerati fiscalmente a carico i familiari che possiedono un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro. Per i soli figli di età non superiore a 24 anni, il limite reddituale è innalzato a 4.000 euro.

Nel calcolo di questo limite rientrano quasi tutti i redditi del familiare, ma con alcune eccezioni. Non concorrono alla soglia:

  • le borse di studio, dottorato e corsi di specializzazione in medicina e chirurgia;
  • gli assegni di ricerca conferiti da università ed enti pubblici;
  • le borse Erasmus, a condizione che l’importo annuo non superi 7.746,85 euro;
  • le pensioni di invalidità civile e le indennità di accompagnamento;
  • le rendite INAIL;
  • i redditi soggetti a tassazione separata o a ritenuta alla fonte a titolo definitivo, come gli interessi su conti correnti, i premi e le vincite in Italia.

A seguito delle modifiche apportate all’art. 12 del TUIR dalla Legge di Bilancio 2025 e dal D.Lgs. n. 192/2025, le detrazioni si focalizzano su coniugi, figli tra 21 e 30 anni (o disabili senza limiti d’età) e ascendenti conviventi, mentre vengono eliminate le detrazioni per fratelli, sorelle, suoceri e nuore/generi.

Approfondisci l’argomento leggendo anche: Detrazioni IRPEF per affitto nel modello 730: quali sono

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Detrazione per il coniuge a carico 2026: quando si applica?

Le regole per il coniuge a carico non sono cambiate rispetto agli anni precedenti. La detrazione spetta se il coniuge ha avuto nel 2025 un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro. Non è richiesta la convivenza, ma deve esistere il vincolo matrimoniale in essere. Caf

La norma, al comma 1, lettera b) dell’art. 12 del TUIR, stabilisce che dall’imposta lorda si detraggono importi variabili in base al reddito del contribuente:

Reddito contribuenteImporto detrazione
Fino a 15.000 eurofino a 800 euro (formula: 800 – 110 × reddito/15.000)
Da 15.001 a 40.000 euro690 euro
Da 40.001 a 80.000 euro690 euro × (80.000 – reddito) / 40.000
Oltre 80.000 euronessuna detrazione

Sono previste anche alcune maggiorazioni per fasce di reddito specifiche comprese tra 29.000 e 35.200 euro, con incrementi che variano da 10 a 30 euro a seconda della fascia. Se il tuo reddito supera 80.000 euro, non hai invece diritto alla detrazione per coniuge a carico.

LEGGI ANCHE Indennità di accompagnamento invalidi civili INPS: requisiti e importo

A chi spetta la detrazione per coniuge a carico?

Possono beneficiare di questa detrazione:

  • il lavoratore dipendente;
  • il lavoratore autonomo (titolare di partita IVA);
  • il pensionato;
  • qualsiasi contribuente titolare di un reddito imponibile IRPEF.

La detrazione spetta quando ricorrono tutte queste condizioni:

  • il contribuente è titolare di un reddito complessivo soggetto a IRPEF;
  • il coniuge non è legalmente ed effettivamente separato;
  • il coniuge ha un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro nell’anno d’imposta.

Approfondisci l’argomento leggendo anche: Modello 730: sanzioni e come rimediare in caso di errori

Convivenze e unioni civili

Con l’entrata in vigore della Legge 20 maggio 2016, n. 76 (c.d. “Legge Cirinnà”), il concetto di famiglia si è ampliato anche sul piano fiscale. Il comma 76 di quella legge ha equiparato gli uniti civilmente ai coniugi in tutte le disposizioni che fanno riferimento alle parole “coniuge” o termini equivalenti. La conseguenza pratica è chiara: la detrazione per coniuge a carico spetta anche per l’unito civilmente, ma non per i conviventi di fatto. Le coppie non sposate e non unite civilmente rimangono escluse da questo beneficio fiscale.

Scopri di più su Scioglimento dell’unione civile: guida completa su come funziona, quanto costa e cosa fare

detrazioni per coniuge a carico 2024

Detrazione per i figli a carico 2026: tabella

Questo è il campo dove le novità 2026 sono più significative. Con la Legge 207/2024, è stato introdotto un limite massimo di età di 30 anni per considerare i figli fiscalmente a carico ai fini delle detrazioni IRPEF. Dal periodo d’imposta 2025 (dichiarazione 730/2026), un figlio può essere considerato a carico solo se ha meno di 30 anni di età e un reddito nei limiti di legge.

Il quadro completo per fascia d’età è questo:

Età del figlioSituazioneBeneficio
Età figlioCasisticaBeneficio
Sotto i 21 anniNon disabileSolo Assegno Unico Universale (nessuna detrazione IRPEF)
Sotto i 21 anniDisabile (L. 104/92)Assegno Unico maggiorato + detrazione IRPEF
Tra 21 e 29 anniNon disabile, reddito ≤ 4.000€ (under 24) o ≤ 2.840,51€ (24-29)Detrazione IRPEF di 950 euro (teorica)
30 anni e oltreNon disabileNessuna detrazione per carichi di famiglia
30 anni e oltreDisabile (L. 104/92)Detrazione IRPEF spettante senza limiti d’età

Sono inclusi anche i figli del coniuge deceduto, a condizione che convivano con il coniuge superstite.

Come si calcola la detrazione per i figli?

La detrazione di 950 euro è teorica: nella pratica si riduce progressivamente all’aumentare del reddito del genitore, fino ad azzerarsi. La formula ufficiale stabilita dall’art. 12 del TUIR è: detrazione spettante = 950 × (95.000 – reddito complessivo) / 95.000.

In presenza di più figli a carico, la soglia di reddito di 95.000 euro viene incrementata:

Numero figliSoglia reddito
1 figlio95.000 euro
2 figli110.000 euro
3 figli125.000 euro
4 figli140.000 euro

Alle detrazioni base si aggiungono due maggiorazioni: 400 euro per ciascun figlio con disabilità certificata, e 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo, per i contribuenti con più di tre figli a carico.

La detrazione può essere ripartita tra i genitori al 50% ciascuno, oppure al 100% a uno solo (se l’altro ha reddito zero o vi rinuncia). La percentuale va indicata nel 730.

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coniuge a carico quali detrazioni spettano

Quali sono le detrazioni per altri familiari a carico nel 2026?

Qui la riforma ha tagliato in modo netto. Con le modifiche introdotte dalla Legge 207/2024 e dal D.Lgs. 192/2025, per i familiari diversi dal coniuge e dai figli il beneficio è limitato agli ascendenti conviventi. In pratica, dalla dichiarazione 2026 puoi portare in detrazione solo genitori e nonni che convivono con te nella stessa abitazione.

Sono invece definitivamente esclusi:

  • fratelli e sorelle;
  • suoceri, generi e nuore;
  • qualsiasi altro familiare non convivente (salvo il caso degli assegni alimentari volontari).

Per gli ascendenti conviventi la detrazione è di 750 euro, calcolata con la formula: 750 × (80.000 – reddito complessivo) / 80.000.

FamiliareRichiesta convivenza?Importo detrazione
Genitore convivente750 euro (formula progressiva)
Nonno convivente750 euro (formula progressiva)
Fratello/sorellaNon spetta piùNessuna
Suocero/suoceraNon spetta piùNessuna
Genero/nuoraNon spetta piùNessuna

Il D.Lgs. n. 192/2025 ha chiarito che, quando una disposizione fiscale rinvia all’art. 12 del TUIR, si considerano inclusi anche tutti i soggetti individuati dall’art. 433 del Codice civile. Questo significa che, anche se un familiare non dà diritto alla detrazione fissa, potresti comunque detrarre le spese sanitarie, universitarie o di altro tipo sostenute per lui – le due categorie non viaggiano più sullo stesso binario.

Familiari residenti all’estero

È prevista la cancellazione totale delle detrazioni IRPEF per i familiari residenti all’estero, con un’eccezione: il beneficio rimane riservato ai cittadini italiani e a quelli di Stati UE o aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo (SEE).

Ti consigliamo di leggere anche Detrazioni e sconti fiscali 2026: quali sono e cosa cambia

Qual è l’ordine delle detrazioni?

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito in circolare che le detrazioni si applicano nel seguente ordine di priorità:

  • coniuge;
  • figli;
  • altri familiari.

Questo ordine può essere derogato e la detrazione attribuita a un contribuente in posizione più bassa nella lista, se ha un reddito complessivo più elevato o se sostiene effettivamente il carico economico del familiare.

Le regole sulle detrazioni per familiari a carico cambiano con frequenza e le variabili individuali (reddito, composizione del nucleo familiare, età dei figli) possono fare una differenza significativa sull’importo spettante. Prima di compilare il 730/2026, rivolgiti a un commercialista o a un avvocato tributarista per verificare la tua situazione specifica e non perdere detrazioni a cui hai diritto.

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Come si ottiene la detrazione

Nella maggior parte dei casi, la detrazione si applica direttamente in busta paga, sulla base del reddito da lavoro dipendente presunto per l’anno d’imposta. Per i pensionati, si applica sulla rata mensile in considerazione del reddito annuo stimato. Chi ha una partita IVA, invece, calcola e ottiene la detrazione in sede di presentazione del modello Redditi Persone Fisiche o del modello 730.

La detrazione è calcolata sul reddito complessivo del contribuente – regola che vale anche nel caso di applicazione del regime forfettario, dove il reddito d’impresa o professionale entra comunque nel computo.

Nel 730/2026, i familiari a carico vanno indicati nel Prospetto “Familiari a carico” nel frontespizio, con codice fiscale, mesi a carico, percentuale di spettanza e, se applicabile, il flag di disabilità.

Per approfondire l’argomento ti consigliamo anche di leggere: Cosa succede se il 730 è sbagliato? Sanzioni e come rimediare in caso di errori

Detrazioni coniuge a carico 2026 – Domande frequenti

Cosa significa familiare a carico?

Un familiare è fiscalmente a carico quando il suo reddito complessivo annuo non supera 2.840,51 euro (4.000 euro per i figli under 24). In questo caso, chi lo mantiene può beneficiare di una riduzione dell’imposta lorda IRPEF.

Qual è il limite di reddito per il coniuge a carico?

Il coniuge deve avere avuto nel 2025 un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro. Il vincolo matrimoniale deve essere in essere: non valgono le convivenze di fatto.

I figli over 30 possono ancora essere dichiarati a carico?

No, salvo il caso di disabilità certificata ai sensi dell’art. 3 della Legge 104/1992. Per i figli senza disabilità, la detrazione fissa si azzera al compimento dei 30 anni.

Posso detrarre mio fratello che vive con me?

No. Dal 730/2026, le detrazioni per “altri familiari” spettano solo agli ascendenti (genitori e nonni) conviventi con il dichiarante. Fratelli, sorelle, suoceri, generi e nuore sono stati esclusi dalla Legge 207/2024.

Spetta la detrazione a chi applica il regime forfettario?

Sì, ma con una limitazione: la detrazione non può essere applicata al reddito in regime forfettario, che sconta un’imposta sostitutiva. Può però ridurre l’IRPEF dovuta su eventuali altri redditi del contribuente.

Come si ottiene la detrazione per il coniuge a carico?

Direttamente in busta paga (per i lavoratori dipendenti) o sulla rata mensile (per i pensionati), oppure tramite dichiarazione con modello 730 – anche nella versione precompilata.

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Avv. Clelia Tesone
Avvocato civilista
Laureatasi in Giurisprudenza con la votazione di 110 e Lode presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e con approfondita conoscenza delle materie del Diritto Civile e del Diritto Amministrativo. Ha brillantemente conseguito l’abilitazione alla professione di avvocato, a seguito dell’espletamento della pratica forense in diritto civile e il tirocinio ex art. 73 d.l. 69/2013 presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord.
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