Iperammortamento 2026: cos’è, come funziona e chi può richiederlo
Cosa si intende per iperammortamento? Chi può richiederlo? Quali sono le novità della maxi deduzione nel 2026? Ecco una guida completa che ti illustra tutto quello che devi sapere.
- Quando si parla di iperammortamento ci si riferisce a una maxi deduzione fiscale che permette alle imprese di dedurre una quota maggiore del costo dei beni strumentali nuovi acquistati, ottenendo in tal modo un risparmio di tasse.
- La misura in questione si applica a tutti gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
- Possono accedere all’iperammortamento 2026 le imprese operanti nel territorio italiano, tranne qualche eccezione.
L’iperammortamento è una maggiorazione del costo fiscale dei beni che riduce le tasse direttamente sul reddito ed ha come destinatari tutte le imprese (esclusi professionisti e forfettari), con investimenti in Italia.
Nel 2026 la maxi-deduzione fiscale consente alle imprese di maggiorare il costo d’acquisto di beni strumentali nuovi 4.0, riducendo l’imponibile IRES/IRPEF, nonché di dedurre fino al 180% del costo per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, incentivando l’innovazione tecnologica.
Nelle righe che seguono ti spiego in maniera semplice e dettagliata come funziona il nuovo piano 2026.
Come funziona l’iperammortamento nel 2026?
L’iperammortamento è stato introdotto dalla manovra 2026 con l’obiettivo di eliminare l’imponibile fiscale delle imprese che investono in digitalizzazione e sostenibilità. Si tratta di una maggiorazione del costo fiscale dei beni acquistati, dunque non è un contributo in denaro.
Nello specifico, l’impresa può dedurre dalle tasse una quota molto alevata rispetto alla spesa effettiva, riducendo l’utile tassabile e, conseguentemente, l’IRPEF o l’IRES dovuta. La misura parte da un minimo del +50% fino ad arrivare a un massimo del +180% delle spese ammesse.
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Quali sono le aliquote e i tetti di spesa?
L’agevolazione si applica a tutti gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. La maggiorazione del costo – ai fini IRES/IRPEF – è articolata in tre scaglioni annuali:
- +180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
- +100% per la quota oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro;
- +50% per la quota oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro.
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Quali sono le spese ammesse e i beni agevolabili?
Sono ammesse all’iperammortamento 2026 le spese per:
- i macchinari automatizzati e intelligenti (robot, macchine per il taglio, la stampa 3D e il confezionamento, a condizione che siano controllate da sistemi computerizzati);
- i software avanzati (gli hardware per l’intelligenza artificiale, come server GPU), nonché quelli per l’elaborazione e la gestione dei grandi dati;
- gli impianti di autoproduzione di energia, come pompe di calore e pannelli fotovoltaici.
Quanto ai beni agevolabili, la misura concerne solo le seguenti tipologie di beni strumentali nuovi:
- beni “paradigma 4.0”, che comprendono macchinari, robot e impianti interconnessi ai sistemi gestionali aziendali, nonché software, sistemi di IA e piattaforme per la sicurezza informatica o l’efficienza energetica;
- beni per l’autoproduzione di energia rinnovabile, come impianti per l’autoconsumo (anche con stoccaggio).
Sono esclusi i software erogati in modalità “as-a-service” (SaaS) attraverso canoni di abbonamento. Ti preciso che tutti i beni devono essere nuovi di fabbrica e interconnessi, ossia in grado di dialogare con i sistemi informatici dell’azienda.
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La soppressione del vincolo UE
Il MEF, con nota del 12 marzo 2026, ha comunicato la rimozione del requisito UE. Con specifico decreto, infatti, sarà eliminata la clausola secondo cui si può beneficiare dell’agevolazione limitatamente ai beni prodotti in Europa o nello Spazio Economico Europeo.
Le imprese italiane, dunque, potranno accedere alle migliori tecnologie e considerare le offerte a livello globale conservando il diritto alla maggiorazione fiscale del costo.
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Chi può richiedere l’iperammortamento 2026?
I destinatari dell’iperammortamento 2026 sono tutte le imprese che operano in Italia, comprese le stabili organizzazioni di persone non residenti, a prescindere dal settore economico e dalla forma giuridica o dal settore economico.
Non possono accedere alla maxi deduzione:
- i professionisti non titolari di reddito di impresa;
- i contribuenti forfettari;
- le imprese in liquidazione, fallimento o coinvolte in procedure concorsuali;
- le società destinatarie di sanzioni interdittive (Dlgs n. 231/2001);
- le società che non rispettano le norme sulla sicurezza sul lavoro o gli obblighi contributivi e previdenziali.
Il nuovo piano concerne gli acquisti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. Entro il 31 dicembre 2027 l’ordine deve però risultare accettato dal venditore e deve essere stato versato un acconto pari ad almeno il 20% del costo totale del bene.
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Come richiedere l’Iperammortamento 2026?
Per richiedere l’iperammortamento 2026 bisogna inviare una comunicazione preventiva telematica attraverso il portale del GSE, nonché presentare il progetto (tipologia di macchinari, software, ecc.) e allegare la documentazione richiesta dal sistema. Per esempio, è necessaria una perizia asseverata di un tecnico per gli investimenti sopra i 300.000 euro.
Nonostante la previsione dell’avvio dell’agevolazione a partire dal 1° gennaio 2026, il portale del GSE per l’invio delle comunicazioni è ancora in fase di apertura definitiva, pertanto sarà possibile procedere solo dopo l’attivazione.
Soltanto a seguito dell’accoglimento della richiesta da parte del GSE, l’azienda può procedere e, se ottiene l’ok, deve versare entro 30 giorni un acconto pari ad almeno il 20% del costo totale dell’investimento. La stessa ha poi 60 giorni di tempo per inviare una seconda comunicazione per confermare l’avvenuto pagamento dell’acconto e la validità del contratto di acquisto. Una volta concluso l’investimento, entro il 15 novembre 2028, occorre inviare l’ultima comunicazione, dopodiché avviene il recupero fiscale e l’azienda può iniziare a godere dello sconto.
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Come gestire il carico burocratico
Il decreto attuativo ha introdotto una quinta comunicazione obbligatoria per assicurare un controllo serrato dei flussi di spesa. Mentre il vecchio schema ne contemplava tre (preventiva, conferma acconto 20% e completamento), il nuovo piano prevede anche la presentazione di una comunicazione di fine anno (per il monitoraggio delle risorse) e di una comunicazione per il monitoraggio dei flussi di spesa.
Quest’ultimo adempimento troverà applicazione esclusivamente per gli investimenti effettuati nel 2027 e 2028. Le imprese dovranno inviare telematicamente i dati attraverso la piattaforma del GSE, cui si accede con SPID o CIE.
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Iperammortamento 2026 – Domande frequenti
No. L’iperammortamento consente di maggiorare fiscalmente il costo del bene aumentando le quote deducibili e riducendo subito l’imponibile su cui si calcolano le imposte, mentre il credito d’imposta permette di recuperare una parte della spesa per gli investimenti tramite un credito da compensare nel modello F24.
Sì, con altri incentivi, purché non si finanzi lo stesso costo, ma non è compatibile con il credito d’imposta Industria 4.0 o 5.0.
La misura si applica sui canoni di leasing finanziario.
Nessuno. Il MEF ha confermato l’eliminazione della clausola che impone la produzione del bene nell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo.
Alla cessione o spostamento all’estero consegue la perdita del beneficio, a meno che il bene non venga sostituito con uno analogo.
Il bene locato a terzi, non è un bene strumentale, salvo che l’attività principale dell’azienda sia proprio la locazione o il noleggio operativo.
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