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Decreto fiscale 2026, tutte le misure previste dalla riforma: dalle nuove norme sull’IVA alle agevolazioni per gli impatriati

Quali misure prevede il decreto fiscale 2026? Quali novità contiene? Ecco tutto quello che devi sapere.

decreto fiscale 2026
  • Il decreto fiscale 2026, in vigore dal 28 marzo 2026, è in fase di conversione in legge.
  • La riforma prevede una serie di misure che riguardano il tessuto produttivo italiano.
  • Tra le novità contemplate emergono, per esempio, l’introduzione del credito d’imposta per gli investimenti e l’aumento dell’imposta di bollo.

Il Decreto Legge n. 38 del 27 marzo 2026 (decreto fiscale 2026) è il principale provvedimento correttivo e integrativo che accompagna la Legge di Bilancio 2026, introducendo modifiche su imposte, incentivi e sanzioni per imprese e contribuenti. Le misure includono, per esempio, nuove norme IVA, agevolazioni per i lavoratori impatriati, fondi per la carta della disabilità, ritorno alla PEX, ecc.

In questo articolo ti spiego in maniera semplice e dettagliata tutte le novità contenute nel decreto fiscale 2026. Qualora avessi bisogno di maggiori informazioni sull’argomento, ti ricordo, inoltre, che puoi contattare uno degli avvocati tributaristi presenti su deQuo.

Credito d’imposta per gli investimenti e ritorno alla PEX

Una delle misure previste dal decreto fiscale 2026 è quella relativa al credito d’imposta per gli investimenti, ossia un contributo pari al 35% per le imprese esodate dal piano Transizione 5.0 ovvero quelle che avevano presentato domande valide, ma rimaste escluse per esaurimento fondi.

È anche previsto il ritorno alla PEX (Partecipation Exempion) dal 1° gennaio 2026. Si tratta di un regime agevolato che prevede l’esclusione dalle tasse per il 95% dei dividendi e delle plusvalenze. In tal modo, nel momento in cui un’azienda incassa degli utili dalla sua partecipazione in un’altra società oppure decide di vendere le proprie quote ottenendo un guadagno, gran parte di quell’importo non sarà conteggiato nel calcolo delle imposte sul reddito.

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Nuove regole per il calcolo IVA

Il provvedimento contempla, inoltre, nuovi parametri di calcolo dell’IVA in caso di permuta, cioè di scambio di beni o servizi tra le imprese.

Ciò significa che per tutti i contratti che saranno firmati o rinnovati dal 1° gennaio 2026, l’IVA non verrà più calcolata su una stima esterna, ma sulle spese effettivamente sostenute da chi cede il bene o il servizio. Si tratta di un criterio molto più semplice da dimostrare con le proprie fatture, riducendo il margine di errore e le possibili vertenze con il Fisco.

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Le agevolazioni per i lavoratori impatriati

Nel nuovo decreto fiscale sono contenute anche agevolazioni fiscali per coloro che decidono di trasferire la propria residenza in Italia, con nuove disposizioni che partiranno dal periodo d’imposta 2027.

Nello specifico, sono contemplati dei correttivi, come il divieto di cumulare il beneficio con altri bonus e il riordino delle diverse leggi sugli impatriati. Per coloro che rientrano nel corso del 2026 varranno le regole attuali, che prevedono uno sconto del 50% sulle tasse per 5 anni.

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Rinvio dei termini per spedizioni extra-UE e ritenute e aumento dell’imposta di bollo

Ulteriori importante novità riguardano:

  • il rinvio, al 1° luglio 2026, della tassa sui pacchi per le spedizioni di beni da Paesi extra-UE di valore inferiore a 150 euro;
  • l’aumento dell’imposta di bollo sui conti correnti e sui rendiconti finanziari da 100 a 118 euro per gli enti, le associazioni e le società.

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Fondi per la carta della disabilità e esenzione atleti dilettanti

La riforma ha, infine, confermato lo stanziamento di 1,6 milioni a favore della carta europea della disabilità per tutto il 2026. La disability card consente il riconoscimento alle persone disabili della propria condizione in tutti i Paesi UE che hanno preso parte al progetto, senza dover ogni volta presentare certificati medici cartacei o traduzioni legali.

Per sostenere le piccole associazioni sportive è, invece, contemplata l’esenzione dalle tasse sui premi vinti fino a un massimo di 300 euro complessivi dagli atleti dilettanti. L’agevolazione in questione rimarrà valida per tutto il 2026.

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Decreto fiscale 2026 – Domande frequenti

La riforma prevede aumenti generalizzati delle tasse?

No, il provvedimento non introduce aumenti generalizzati, ma mira a razionalizzare le procedure tributarie.

Cosa cambia per l’IRPEF?

Dal 1° gennaio 2026 l’aliquota scende IRPEF per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro scende dal 35% al 33%.

Quando scadono i termini per la dichiarazione dei redditi 2026?

Il termine per il modello 730 è il 30 settembre 2026, mentre per quello Redditi PF è il 31 ottobre 2026, salvo proroghe.

Cosa cambia per i pagamenti elettronici?

Dal 1° gennaio 2026 è obbligatoria l’integrazione tra i sistemi di pagamento(POS) e i registratori telematici (RT).

Cos’è il piano Transizione 5.0?

Si tratta di un piano che punta a sostenere la transizione digitale ed energetica delle imprese italiane mediante incentivi e crediti di imposta.

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