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Cessione del quinto della pensione: cos’è e come funziona

I pensionati possono ottenere prestiti da banche e intermediari finanziari, rimborsabili attraverso la cessione di un quinto della pensione. Scopri come funziona questo strumento nella nostra guida.

cessione quinto pensione
  • La cessione del quinto della pensione può essere chiesta da tutti i titolari di una pensione, con le eccezioni previste dalla legge.
  • La durata del prestito non può superare i dieci anni ed è prevista una copertura assicurativa obbligatoria per il rischio vita.
  • Avvalersi della cessione del quinto dello stipendio può essere una soluzione vantaggiosa per alcuni aspetti, ma ci sono anche degli svantaggi da considerare.

La cessione del quinto della pensione è una particolare forma di prestito garantito, erogata da banche o intermediari finanziari. Il pagamento delle rate per il rimborso del prestito viene operato da parte dell’INPS – difatti, questo tipo di prestito è anche chiamato Cessione del Quinto INPS – che trattiene direttamente l’importo dal cedolino mensile con il quale viene erogata la pensione.

L’importo della cessione non può superare il 20%, cioè un quinto della pensione netta percepita e la durata massima del prestito può variare da un minimo di 2 anni ad un massimo di 10. Scopriamo più nel dettaglio come funziona la cessione del quinto dello stipendio per i pensionati italiani.

Dopo aver parlato delle condizioni da possedere per poter accedere a questa forma di finanziamento, faremo una lista dei benefici e degli svantaggi, perché chi sceglie di richiedere la cessione del quinto della pensione ottiene sicuramente dei vantaggi, ma va anche incontro ad alcuni rischi.

A chi è rivolta la cessione del quinto della pensione?

La cessione del quinto della pensione può essere chiesta da chiunque sia titolare di una pensione, a eccezione di:

  • i titolari di assegni e pensioni sociali;
  • gli invalidi civili;
  • i beneficiari di assegni mensili per l’assistenza ai pensionati per inabilità;
  • i beneficiari di assegni di sostegno al reddito (VOCRED, VOCOOP, VOESO, CRED27, COOP28);
  • chi percepisce assegni al nucleo familiare;
  • i pensionati con contitolarità per la quota parte non di pertinenza del soggetto richiedente la cessione;
  • i percettori di prestazioni di esodo ex art. 4, commi 1-7 ter, legge 28 giugno 2012, n. 92;
  • chi percepisce l’APE Sociale.
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Cessione del quinto per i pensionati: fino a che età

L’età massima entro la quale si può ottenere e continuare a beneficiare del prestito varia a seconda dell’istituto di credito o intermediario finanziario a cui si richiede il prestito, ma è generalmente compresa tra gli 80 e gli 85 anni – in casi più rari fino a 88 anni.

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cessione del quinto della pensione

Come si richiede la cessione del quinto della pensione?

Il primo adempimento che il pensionato deve effettuare per ottenere un prestito con cessione del quinto della pensione è la richiesta di comunicazione di cedibilità della pensione, un documento in cui viene indicato l’importo massimo della rata del prestito, richiedibile presso qualsiasi sede INPS. Generalmente, la comunicazione di cedibilità della pensione viene effettuata dall’INPS entro 30 giorni dalla richiesta.

Una volta ottenuta la comunicazione, questa va consegnata alla banca o alla società finanziaria alla quale si intende chiedere il prestito. Dopo aver completato tutte le attività necessarie per la stipula del contratto con l’istituto finanziario e avvenuta notifica relativa alla cedibilità del quinto, l’INPS provvede a versare la quota stabilita trattenendola ogni mese sul cedolino paga della pensione.

La rata del prestito, ovviamente, dipende dall’importo della pensione. L’importo cedibile è calcolato al netto delle trattenute fiscali e previdenziali. Per avere maggiori dettaglio in merito e conoscere come funziona di preciso il calcolo del quinto della pensione, è sempre bene rivolgersi a un commercialista o, in alternativa, a un avvocato competente in materia previdenziali o bancaria.

LEGGI ANCHE Cessione del quinto: che succede se vengo licenziato?

Quanto dura la cessione del quinto della pensione?

La durata del contratto di prestito non può superare i dieci anni ed è obbligatoria la copertura assicurativa contro il rischio vita. In caso di morte del beneficiario, la polizza vita copre il debito residuo del finanziamento. In questo modo, l’estinzione del debito residuo sarà a carico della compagnia assicurativa e non di eventuali eredi del pensionato.

finanziamenti con cessione del quinto

Cessione del quinto della pensione: quando conviene

La cessione del quinto dello stipendio presenta vantaggi e svantaggi per chi sceglie di avvalersene. Vediamo in particolare i vantaggi:

  • i tassi di interesse sono più bassi e sono fissi: questo perché la garanzia della cessione del quinto della pensione rende il prestito più sicuro per le banche e gli intermediari finanziari;
  • i tempi di concessione del prestito sono brevi;
  • non è richiesta alcuna garanzia (come per esempio la garanzia su di un immobile), né la presenza di un garante;
  • la concessione del prestito è ottenibile più facilmente rispetto ad altre forme di finanziamento;
  • non sono previsti vincoli d’uso alle somme erogate con il prestito.

Ti consigliamo di leggere anche Prestiti infruttiferi tra parenti: cosa sono e come funzionano i finanziamenti tra privati

Quali sono i rischi della cessione del quinto della pensione

Ci sono, tuttavia, anche degli svantaggi da tenere in considerazione se si è interessati a richiedere un finanziamento con la cessione del quinto della pensione.

Ricordiamo per esempio:

  • la necessità di sottoscrivere una polizza vita, il cui premio assicurativo può essere alto;
  • liberi professionisti, autonomi, lavoratori atipici e con contratti di collaborazione non possono beneficiare del prestito;
  • non possono richiedere questa tipologia di prestito neanche coloro che percepiscono una pensione di invalidità oppure uno dei sussidi sopra descritti;
  • se si desidera richiedere un rinnovo del prestito, è necessario aspettare che sia stato rimborsato per lo meno il 40% delle rate (fatta eccezione per i prestiti quinquennali);
  • in caso di licenziamento, il datore di lavoro o il Fondo pensione sono obbligati a trattenere il TFR e versarlo alla banca per sanare il debito rimasto insoluto.

Se hai dubbi o perplessità sulla cessione del quinto della pensione, perché, per esempio, la tua richiesta è stata rifiutata, potrebbe essere utile richiedere una consulenza legale online a un avvocato esperto in diritto del lavoro e della previdenza sociale.

Cessione del quinto della pensione – Domande frequenti

Come si determina il tasso di interesse della cessione del quinto della pensione?

Il tasso di interesse per la cessione del quinto della pensione si determina in base all’importo del prestito e all’età del pensionato, con tassi più bassi per importi superiori e per pensionati più giovani. L’INPS pubblica periodicamente i tassi medi e i tassi soglia usura, che rappresentano il limite massimo del tasso di interesse per evitare pratiche abusive.

Qual è l’età massima per richiedere la cessione del quinto per i pensionati?

Dipende dalla banca o istituto finanziario a cui si richiede il prestito, ma generalmente l’età massima per richiedere la cessione del quinto della pensione è compresa tra gli 80 e gli 85 anni, salvo rari casi in cui si può arrivare agli 88 anni.

Qual è il reddito minimo per ottenere la cessione del quinto della pensione?

Per ottenere la cessione del quinto della pensione è necessario che, al netto delle trattenute, il trattamento pensionistico mensile non sia inferiore a 589,61 euro, considerato dall’INPS il “trattamento minimo vitale”.

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Avv. Rossella Russo
Esperta di diritto del lavoro e della previdenza sociale
L’Avv. Rossella Russo ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Napoli Federico II nel dicembre 2018 ed è iscritta all’albo degli Avvocati del Foro di Santa Maria Capua Vetere dal 2022. Nel 2023, ha frequentato il Master di II livello in diritto del lavoro presso l’Università degli Studi di Roma – La Sapienza. Si dedica principalmente al diritto del lavoro e della previdenza sociale e ha collaborato con studi legali operanti nel settore in ambito nazionale ed internazionale. Si occupa inoltre di diritto civile, con riferimento in particolare alla contrattualistica, risarcimento danni e tutela dei consumatori.
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