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Congedo parentale per iscritti alla Gestione Separata INPS: come funziona?

I lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS godono, come i lavoratori subordinati, del congedo parentale. In questo articolo scopriamo di più sulle modalità di fruizione del congedo.

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  • Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro, di cui entrambi i genitori possono godere entro i primi 12 anni di vita del proprio figlio. Spetta anche gli iscritti alla Gestione separata INPS.
  • Ciascun genitore ha diritto a tre mesi di congedo indennizzato, con la possibilità di fruire di ulteriori tre mesi di congedo per uno solo dei genitori.
  • L’indennità è calcolata facendo riferimento al 30% del reddito annuale derivante da attività da progetto o assimilata.

In virtù di quanto previsto dalla Legge 335/1995, alcune categorie di lavoratori, tra cui i liberi professionisti per i quali non è stata prevista una specifica cassa previdenziale e i lavoratori parasubordinati, hanno l’obbligo di iscriversi alla Gestione Separata INPS.

In effetti, la Gestione Separata INPS è stata istituita al fine di garantire le prestazioni contributive e assistenziali a coloro che non sono lavoratori subordinati e non sono iscritti a casse previdenziali per le libere professioni.

Tra queste prestazioni rientra l’indennità percepita durante il congedo parentale, grazie alla quale anche gli iscritti alla Gestione Separata INPS possono godere di un periodo di astensione dal lavoro nei primi anni di vita del proprio figlio, percependo comunque degli emolumenti, come avviene per i lavoratori subordinati.

Tuttavia, le modalità di fruizione del congedo per gli iscritti alla Gestione Separata INPS presentano alcune peculiarità. In questo articolo analizziamo, pertanto, cos’è il congedo parentale e con che modalità possano fruirne gli iscritti alla Gestione Separata INPS.

Cos’è il congedo parentale?

Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro concesso ai genitori per prendersi cura del proprio figlio nei suoi primi anni di vita e soddisfarne i suoi bisogni affettivi e relazionali.

Il congedo spetta ai genitori anche in caso di adozione o affidamento, a partire dal momento dell’ingresso in famiglia o in Italia del figlio. In caso di affidamento non preadottivo, invece, le lavoratrici e i lavoratori iscritti alla Gestione Separata non possono fruire di maternità/paternità e di congedo parentale.

È possibile godere del congedo parentale entro i 12 anni di vita (o dall’ingresso in famiglia/Italia in caso di adozione o affidamento) del minore.

Per saperne di più, leggi Congedo parentale INPS 2025: come funziona, requisiti, durata, novità

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Come funziona il congedo parentale per gli iscritti alla Gestione Separata INPS?

In primo luogo, è opportuno osservare che il congedo parentale spetta a tutti i lavoratori iscritti alla Gestione Separata, purché non siano titolari di pensione, non siano iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie e abbiano versato la contribuzione maggiorata (0,72%) di cui all’articolo 59, comma 16, legge 27 dicembre 1997, n. 449.

Sono previste, inoltre, ulteriori condizioni per poter fruire del congedo parentale. In particolare, è necessario che:

  • i lavoratori siano iscritti alla Gestione Separata come lavoratori a progetto e categorie assimilate; oppure
  • siano iscritti alla Gestione Separata in qualità di professionisti, di cui all’articolo 2, comma 26, legge 8 agosto 1995, n. 335;
  • sussista un rapporto di lavoro ancora in corso di validità nel periodo in cui si colloca il congedo parentale;
  • sussista il requisito di almeno un mese di contribuzione effettivamente versata con aliquota maggiorata nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo di congedo parentale indennizzabile;
  • vi sia l’effettiva astensione dall’attività lavorativa.

Approfondisci leggendo Gestione Separata INPS: cos’è, iscrizione e aliquote contributive

chi ha partita iva ha diritto al congedo parentale

Quanto dura il congedo parentale per gli iscritti alla Gestione Separata?

Ognuno dei due genitori ha diritto a tre mesi di congedo parentale indennizzato, non trasferibile all’altro genitore. Come chiarito dall’INPS, inoltre, i genitori hanno diritto a ulteriori tre mesi indennizzati in alternativa tra loro (quindi solo uno dei due può fruire del periodo aggiuntivo), per un periodo massimo complessivo indennizzabile tra i genitori di nove mesi.

Ciò in quanto il Decreto Legislativo 105/2022 ha modificato la normativa previgente sui congedi parentali, estendendo il periodo massimo indennizzabile a 9 mesi per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata.

In caso di parto plurimo, il diritto al congedo parentale ha una durata di massimo di nove mesi per ciascun figlio. Nell’ipotesi di adozione e affidamento preadottivo, ciascun genitore ha ugualmente diritto a tre mesi di congedo parentale indennizzato, non trasferibile all’altro genitore e agli ulteriori tre mesi indennizzati in alternativa tra loro, per un periodo massimo complessivo indennizzabile tra i genitori di nove mesi.

Il congedo parentale può essere fruito continuativamente o in modalità frazionata a giorni, ma non in modalità oraria.

LEGGI pure Maternità e Gestione separata INPS: requisiti e come richiederla

come si calcola il congedo parentale nella gestione separata

Indennità di congedo parentale: a quanto ammonta?

Durante il periodo di congedo sopra descritto, i lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS godono per ogni giorno di un’indennità calcolata in misura pari al 30% di 1/365 del reddito derivante da attività di lavoro a progetto o assimilata, percepito negli stessi 12 mesi presi a riferimento per l’accertamento del requisito contributivo.

Il pagamento dell’indennità di congedo parentale è effettuato direttamente dall’INPS. Il diritto all’indennità si prescrive entro un anno dalla fine del periodo indennizzabile, a meno che l’avente diritto non presenti all’INPS atti scritti di data certa, come richieste scritte di pagamento o solleciti, validi a interrompere la prescrizione.

I periodi di astensione dall’attività lavorativa per i quali è corrisposta l’indennità per congedo parentale sono inoltre coperti da contribuzione figurativa. Ciò vuol dire che vi sarà un effettivo accreditamento di contributi anche se la prestazione lavorativa è sospesa dal congedo.

Se hai dubbi sulle modalità di fruizione del congedo parentale per gli iscritti alla Gestione Separata INPS, rivolgiti a un avvocato esperto in diritto del lavoro.

Congedo parentale gestione separata INPS – Domande frequenti

Quando fare domanda per il congedo parentale per gli iscritti alla gestione separata INPS?

La domanda va presentata prima dell’inizio del periodo di congedo richiesto. Se viene presentata dopo, l’INPS riconoscerà l’indennità per i soli giorni di congedo successivi alla data di presentazione della stessa.

Come fare domanda di congedo parentale con la partita IVA?

Gli iscritti alla gestione separata INPS possono presentare domanda di congedo parentale può essere presentata online, attraverso il portale dedicato sul sito dell’INPS, oppure tramite il contact center dell’Istituto, o ancora tramite enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Gli iscritti alla Gestione Separata godono dell’aumento dell’indennità di congedo parentale previsto per il 2025?

No, l’elevazione dell’indennità prevista dalla Legge di Bilancio 2025 riguarda esclusivamente i lavoratori dipendenti.

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Avv. Rossella Russo
Esperta di diritto del lavoro e della previdenza sociale
L’Avv. Rossella Russo ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Napoli Federico II nel dicembre 2018 ed è iscritta all’albo degli Avvocati del Foro di Santa Maria Capua Vetere dal 2022. Nel 2023, ha frequentato il Master di II livello in diritto del lavoro presso l’Università degli Studi di Roma – La Sapienza. Si dedica principalmente al diritto del lavoro e della previdenza sociale e ha collaborato con studi legali operanti nel settore in ambito nazionale ed internazionale. Si occupa inoltre di diritto civile, con riferimento in particolare alla contrattualistica, risarcimento danni e tutela dei consumatori.
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