Dimissioni per depressione: ho diritto alla NASpI?
Quando il malessere psicologico rende impossibile proseguire l'attività lavorativa, la legge offre strumenti per tutelare il reddito e la salute.
- Le dimissioni per giusta causa sono ammesse se la depressione è causata da mobbing o condizioni lavorative invivibili, permettendo l’interruzione immediata del rapporto.
- Il lavoratore che si dimette per giusta causa mantiene il diritto a percepire la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) nonostante non si tratti di un licenziamento.
- La certificazione medica di uno specialista è il pilastro fondamentale per dimostrare il nesso tra patologia e ambiente di lavoro e ottenere le tutele previste.
Affrontare un periodo di depressione nel corso della propria esistenza è un momento molto delicato, che non sempre si riesce a superare con i giusti mezzi. Avere al proprio fianco persone che hanno a cuore la tua salute mentale è sicuramente d’aiuto, ma la sfida diventa più ardua se la depressione è legata a motivazioni lavorative.
Il diritto alla salute è un pilastro della nostra Costituzione, sancito dall’articolo 32, che lo definisce un diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività. Se la tua condizione medica è tale da non consentirti più di svolgere le tue mansioni, non devi sentirti intrappolato. La legge italiana prevede dei meccanismi per permetterti di dare priorità alla tua guarigione, senza rinunciare alla disoccupazione. Quello che serve è provare che il tuo malessere dipende dal contesto lavorativo.
Come dimostrare la depressione da lavoro?
Dimostrare che la depressione sia correlata al lavoro (il cosiddetto “nesso causale”) è il passaggio più complicato, ma necessario per configurare le dimissioni per giusta causa. Secondo i dati Istat, la depressione colpisce circa il 5,4% della popolazione italiana, ovvero circa 3 milioni di persone, e una parte significativa di questi casi è legata a stress da lavoro-correlato o fenomeni di mobbing.
Per procedere, devi raccogliere prove concrete della tua condizione. La procedura standard prevede:
- una diagnosi dettagliata rilasciata da uno psichiatra o da una struttura pubblica;
- la certificazione del nesso causale, dove il medico attesta che l’ambiente lavorativo è la causa o un forte aggravante della patologia;
- l’eventuale ricorso a visite specialistiche urgenti; qualora le liste d’attesa del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) fossero troppo lunghe, puoi richiedere una visita in regime di intramoenia, ovvero una prestazione erogata da un medico ospedaliero al di fuori del normale orario di lavoro, utilizzando le strutture pubbliche – l’uso di questa tipologia di visita permette di abbattere i tempi d’attesa e ottenere una certificazione valida in tempi brevi, fondamentale per chi vive una situazione di urgenza psicologica.
La giurisprudenza della Cassazione, con sentenza n. 26709 del 2023, ha ribadito che il datore di lavoro è responsabile del danno biologico e psichico se non adotta le misure necessarie a tutelare l’integrità dei dipendenti, come previsto dall’articolo 2087 del cc.
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Ho diritto alla NASpI se mi dimetto per motivi di salute?
Normalmente, le dimissioni volontarie non danno diritto alla NASpI. Tuttavia, se le dimissioni avvengono per “giusta causa” (articolo 2119 cc), la situazione cambia radicalmente. La legge riconosce che il lavoratore è stato “costretto” a lasciare perché la prosecuzione del rapporto era diventata impossibile.
In caso di depressione indotta dal lavoro, le dimissioni sono considerate una scelta obbligata. In questo scenario complesso, l’INPS riconosce l’indennità di disoccupazione ai lavoratori che presentano documentazione medica attestante l’insalubrità dell’ambiente lavorativo.
| Caratteristica | Dimissioni volontarie | Dimissioni per depressione |
| Diritto alla NASpI | No | Sì |
| Obbligo di Preavviso | Sì | No |
| Indennità sostitutiva | Da pagare al datore | Da percepire dal datore |
| Soglia di tollerabilità | Non rilevante | Superata ai sensi dell’art. 844 cc |
Per non commettere errori tecnici, nella comunicazione telematica delle dimissioni tramite il portale del Ministero del Lavoro, dovrai selezionare la voce “dimissioni per giusta causa”. Non dovrai rispettare il periodo di preavviso e potrai interrompere il rapporto di lavoro immediatamente.
Se la depressione è grave e riconosciuta come malattia professionale dall’INAIL, potresti avere diritto anche a una rendita o a un indennizzo per danno biologico. La tua salute psico-fisica è una priorità assoluta e superare la soglia di tollerabilità del dolore interiore rappresenta una lesione a un diritto fondamentale.
Scopri di più leggendo Stress da lavoro correlato: cosa fare e a chi rivolgersi per dimostrarlo
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