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Cos’è il dolo e qual è la differenza con la colpa nel diritto

Significato di dolo, differenza tra intenzionale, diretto, indiretto, generico e specifico, e in cosa consistono la colpa e la preterintenzione quando si parla di delitti.

dolo

Quando si parla di reato, a prescindere dalla tipologia, è necessaria la presenza di un nesso psichico-soggettivo tra il reo e l’evento che provoca la lesione: il reato, in pratica, sussiste per volontà del soggetto che lo provoca. 

La consapevolezza viene dunque attribuita o imputata alla persona che ha commesso l’illecito: quest’ultimo viene punito sulla base di alcuni coefficienti soggettivi, che prendono il nome di dolo o di colpa. 

In questa guida sarà esaminato il concetto di dolo, con un focus sulle diverse tipologie esistenti, e qual è la differenza fondamentale che esiste rispetto alla colpa. 

Il nesso psichico nel reato

Nell’articolo 42 comma 1 del Codice penale viene stabilito che “Nessuno può essere punito per un’azione od omissione preveduta dalla legge come reato, se non l’ha commessa con coscienza e volontà”.

Tale coscienza e volontà può essere dolosa o colposa: in questo modo è possibile valutare la responsabilità penale e, di conseguenza, attribuire a chi commette il reato la giusta pena. 

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Cosa si intende per dolo

Ai sensi dell’articolo 43 c.p., un delitto è considerato doloso (o secondo l’intenzione) “quando l’evento dannoso o pericoloso, che costituisce il risultato dell’azione od omissione e dal quale si fa dipendere l’esistenza del delitto è dall’agente previsto e voluto come conseguenza della propria azione od omissione”.

Nel dolo sono dunque presenti:

  1. la rappresentazione, in quanto chi commette il delitto deve prefigurarsi il fatto che ha intenzione di realizzare;
  2. la volontà, per la quale l’azione che si commette deve portare alla realizzazione del fatto che ci si è prefigurati. 

A meno che la legge non disponga che la colpa sia sufficiente per la configurazione di un delitto, quest’ultimo è considerato tale proprio perché è stato commesso con dolo. Al contrario, le contravvenzioni sono punite indifferentemente sia nel caso in cui siano commesse con dolo sia con colpa. 

Leggi anche: “Che differenza c’è tra delitto e contravvenzione“.

dolo e colpa differenze

Quali sono le tipologie di dolo

Il dolo può essere di tipo intenzionale, diretto o indiretto. 

Tipologia di doloSignificato
Dolo intenzionale o diretto di primo gradoSi verifica quando lo scopo del delitto commesso è quello di realizzare la condotta criminosa (nei reati di azione) o di provocare l’evento (nei reati di evento) 
Dolo diretto di secondo gradoSi verifica quando vengono rappresentati gli elementi costitutivi del reato e si è consapevoli che agendo in un certo modo lo si commetterà. Il reato non rappresenta lo scopo da realizzare, ma lo strumento utilizzato per raggiungere l’obiettivo
Dolo indiretto o eventualeSi verifica quando anche se non si agisce con l’intenzione di commettere un reato si è comunque consapevoli che ciò potrebbe accadere e si agisce nonostante tale rischio

Il dolo indiretto

Il dolo indiretto può essere:

  1. alternativo, nel quale si ipotizza il verificarsi di due eventi che siano possibili conseguenze della propria condotta, e non si sa quale si verificherà nel concreto;
  2. indeterminato, nel quale si configura la realizzazione di una pluralità di eventi, i quali potrebbero realizzarsi tutti in modo cumulativo o alternativo. 

Dolo generico e specifico

Il dolo può essere anche:

  • generico, il quale si manifesta per il semplice fatto che chi commette il reato ne sia consapevole e lo abbia provocato in modo volontario;
  • specifico, nel quale si persegue un fine ben preciso, che tuttavia non deve verificarsi concretamente affinché il reato possa configurarsi. 

Tra le altre tipologie di dolo, troviamo anche:

  • il dolo di danno, nel quale l’agente vuole realizzare una lesione al bene giuridico tutelato da una data norma;
  • il dolo di pericolo, nel quale si ha semplicemente intenzione di minacciare il bene giuridico tutelato.

Esempi

Qualche esempio aiuta a capire meglio la differenza tra le tre forme principali. Chi pianifica una rapina e la esegue agisce con dolo intenzionale: vuole proprio quel risultato. Chi invece piazza una bomba su un treno per uccidere una persona specifica, sapendo che esplodendo ucciderà anche altri passeggeri, agisce con dolo diretto di secondo grado: la morte degli altri non è il suo scopo, ma la ritiene una conseguenza certa della propria azione e la accetta. Chi guida a velocità eccessiva in un centro abitato, consapevole del rischio di investire qualcuno ma continuando comunque, agisce con dolo eventuale: non vuole investire nessuno, ma ha accettato il rischio che accada.

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dolo generico e specifico

Altre forme di dolo

Tra le diverse tipologie di dolo previste nell’ordinamento giuridico italiano, troviamo anche la distinzione tra:

  • dolo d’impeto, nel quale il reato viene commesso d’impulso, senza che passi del tempo tra la decisione e l’attuazione;
  • dolo di proposito, nel quale tra il proposito criminoso e la sua realizzazione passa un notevole intervallo di tempo. Fa, per esempio, parte di questa tipologia di dolo la premeditazione. 

Il dolo può essere anche:

  1. iniziale, quando consiste solo nel momento iniziale di un’azione o di un’omissione;
  2. concomitante, nel quale accompagna lo svolgimento di tutta l’azione;
  3. successivo, ovvero quello che si manifesta al termine della condotta non dolosa che ha provocato un evento. 

Che differenza c’è tra dolo e colpa

Il concetto di colpa viene illustrato sempre nell’articolo 43 c.p., nel quale si legge che: “è colposo, o contro l’intenzione, quando l’evento, anche se preveduto, non è voluto dall’agente e si verifica a causa di negligenza, imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline”.

La colpa, in pratica, deriva da una condotta poco attenta da parte dell’agente, che potrebbe essere evitata con l’adozione di misure preventive adeguate. In altri termini, la colpa non è intenzionale. 

Oltre al reato doloso e colposo, nell’articolo 43 c.p. viene citato anche il reato preterintenzionale, che avviene “quando dall’azione od omissione deriva un evento dannoso o pericoloso più grave di quello voluto dall’agente”.

La preterintenzione nasce da un’azione che mira a compiere un delitto meno grave, la quale provoca un evento più grave di quello prefigurato.  Uno dei casi più comuni nei quali si manifesta è l’omicidio preterintenzionale.

LEGGI ANCHE Omicidio doloso: cos’è, esempi concreti e pene previste dalla legge

dolo cosa significa

Il confine tra dolo eventuale e colpa cosciente

Il dolo eventuale è la forma di dolo che più si avvicina alla colpa, e distinguerle non è sempre semplice. Nella colpa cosciente (o colpa con previsione), disciplinata dall’art. 43 Codice penale, l’agente si rappresenta la possibilità che l’evento si verifichi, ma – a differenza del dolo eventuale – non la accetta: confida, anche in modo irragionevole, di poterla evitare.

Il discrimine sta nell’atteggiamento psicologico del soggetto rispetto al rischio:

  • nel dolo eventuale, l’agente si dice “potrebbe succedere, e se succede, pazienza” – accetta l’evento come prezzo della propria condotta;
  • nella colpa cosciente, l’agente si dice “potrebbe succedere, ma sono sicuro che non succederà” – esclude l’evento pur avendolo previsto.

Le conseguenze penali sono radicalmente diverse: il dolo eventuale comporta la condanna per reato doloso, la colpa cosciente per reato colposo, con pene significativamente inferiori. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 38343/2014 (caso ThyssenKrupp), hanno elaborato criteri precisi per orientare i giudici in questa distinzione, sottolineando che occorre valutare la concreta rappresentazione del rischio, la personalità dell’agente e il contesto in cui si è agito.

Scopri di più su Omicidio colposo: significato, esempio, pena

Errore sul fatto come causa di esclusione di dolo

Il dolo viene meno anche quando l’agente agisce sulla base di una falsa rappresentazione della realtà. L’art. 47 Codice penale disciplina l’errore sul fatto: se chi commette un’azione ignora, per errore, uno degli elementi che costituiscono il reato, non risponde a titolo di dolo. L’esempio classico è chi spara convinto di stare sparando a un animale, mentre in realtà colpisce una persona: manca la rappresentazione dell’evento, e con essa il dolo. Resta eventualmente la responsabilità per colpa, se l’errore era evitabile con la dovuta attenzione.

LEGGI ANCHE Colpa medica: rapporto tra responsabilità della struttura sanitaria e quella del medico 

Dolo – Domande frequenti

Quando si ha il dolo?

Il dolo si configura nel momento in cui un soggetto che commette un delitto ha coscienza e volontà di realizzarlo: ecco quali sono le differenti tipologie esistenti. 

In che cosa consiste il dolo?

Si parla di dolo per indicare l’intenzione di commettere un delitto: rappresenta la norma per la quale si può parlare di delitto e non di mera contravvenzione. 

Che differenza c’è tra dolo e colpa?

A differenza del dolo, la colpa non è intenzionale: ecco come può essere commesso un reato colposo. 

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Maria Vittoria Simoni
Esperta di diritto penale
Neo laureata in legge, sogna di diventare un giorno magistrato. Nel frattempo, scrive per la redazione di deQuo, condividendo le sue conoscenze giuridiche online.
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