Furto nelle scale condominiali: come viene punito e quali pene rischi
Il furto nelle scale condominiali rientra, secondo la giurisprudenza, nel furto in abitazione: ecco cosa prevedono il Codice penale, la Cassazione e la Corte costituzionale.
- Il furto nelle scale condominiali è punito, secondo la Cassazione e la Corte costituzionale, come furto in abitazione (art. 624-bis c.p.), quindi con la reclusione da quattro a sette anni e multa da 927 a 1.500 euro.
- Con le aggravanti la pena sale, dal 25 aprile 2026, a una reclusione da sei a dieci anni e a una multa da 1.500 a 2.500 euro.
- Per questo reato si procede d’ufficio, senza bisogno di querela, e in flagranza scatta l’arresto obbligatorio, salvo l’attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità.
Il furto nelle scale condominiali è inquadrato nell’art. 624-bis del Codice penale (c.p.), il reato di furto in abitazione. La norma punisce chi si impossessa di una cosa mobile altrui, sottratta a chi la detiene, per trarne profitto. Perché scatti il reato, l’autore si introduce in un edificio destinato anche solo in parte a privata dimora, o in una sua pertinenza. Vediamo come viene punito.
Cosa rischia chi ruba nelle scale del condominio?
Le parti comuni del condominio sono considerate pertinenze delle singole abitazioni: androne, scale e altri spazi comuni. Per questo il furto commesso lì non è un furto semplice.
La differenza di pena è netta, in quanto:
- per il furto semplice (art. 624 c.p.) scatta reclusione da sei mesi a tre anni e multa da 154 a 516 euro;
- nel caso del furto in abitazione (art. 624-bis, primo comma, c.p.), invece, si ha la reclusione da quattro a sette anni e la multa da 927 a 1.500 euro;
- nell’ipotesi di furto in abitazione aggravato (art. 624-bis, terzo comma, c.p.), viene applicata reclusione da sei a dieci anni e multa da 1.500 a 2.500 euro.
Il minimo della pena passa da sei mesi a quattro anni. Cambia anche il modo in cui si svolge il procedimento, come vedrai più avanti.
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Perché le scale del condominio contano come “privata dimora”
L’art. 624-bis c.p. parla di introduzione in un edificio, o in un altro luogo destinato anche in parte a privata dimora, o nelle sue pertinenze. La legge non nomina il condominio. Sono i giudici a collegare le parti comuni alle abitazioni.
Le Sezioni Unite della Cassazione (n. 31345 del 2017) definiscono la privata dimora come il luogo in cui si compiono non occasionalmente atti della vita privata, non aperti al pubblico e non accessibili a terzi senza il consenso del titolare. Per la sezione V (n. 8421 del 2020) la nozione di pertinenza non coincide con quella del Codice civile. Non richiede l’uso esclusivo da parte di un solo proprietario: conta l’utilità che il bene dà alla dimora.
Prendiamo come esempio un caso della Corte costituzionale. Il Tribunale di Firenze aveva giudicato un uomo fermato dopo aver preso una scatola di oggetti vecchi, del valore di 500 euro, lasciata per poco nell’androne del palazzo. Il giudice dubitava che androni e scale, frequentati da molte persone spesso sconosciute tra loro, meritassero la stessa tutela di una casa.
Con la sentenza n. 193 del 2025, depositata il 22 dicembre 2025, la Corte ha respinto questi dubbi. Le parti comuni servono a proteggere le abitazioni e i condomini le usano per questo scopo. Non sono aperte al pubblico e i terzi vi accedono solo con il consenso, anche implicito, dei titolari.
Come si denunciua?
Il furto in abitazione è procedibile d’ufficio: il procedimento parte anche senza la querela della vittima. Il furto semplice, invece, di regola richiede la querela della persona offesa (art. 624, terzo comma, c.p.).
Se l’autore viene colto in flagranza, l’arresto è obbligatorio. Lo prevede l’art. 380, comma 2, lettera e-bis, del Codice di procedura penale (c.p.p.). Fa eccezione il caso in cui ricorre l’attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità (art. 62, primo comma, n. 4, c.p.).
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Cosa fare se subisci un furto sulle scale del condominio
Dopo il furto, ti consigliamo di:
- fotografare il punto in cui si trovava il bene e conservare scontrini, foto o fatture che ne provano il valore;
- chiedere agli altri condomini se hanno visto o sentito qualcosa;
- segnalare all’amministratore l’eventuale presenza di telecamere nel palazzo;
- presentare denuncia ai Carabinieri o alla Polizia di Stato (art. 333 c.p.p.).
Nel processo penale puoi costituirti parte civile per chiedere il risarcimento del danno (art. 74 c.p.p.).
Se hai bisogno di un suggerimento su come muoverti, rivolgiti a un avvocato penalista: può aiutarti a valutare la qualificazione del reato, le aggravanti contestate e la strategia più adatta al tuo caso.
Furto scale condominiali – Domande frequenti
Sì, secondo l’orientamento della Cassazione confermato dalla Corte costituzionale (sentenza n. 193 del 2025). Androne, scale e spazi comuni sono pertinenze delle abitazioni.
Da quattro a sette anni di reclusione e da 927 a 1.500 euro di multa. Con le aggravanti, dal 25 aprile 2026, da sei a dieci anni e da 1.500 a 2.500 euro.
No. Il furto in abitazione è procedibile d’ufficio: il procedimento parte anche senza la querela della vittima.
Riferimenti normativi
- Codice penale, art. 624 (furto);
- Codice penale, art. 624-bis (furto in abitazione, furto con strappo e furto con destrezza in casi particolari), nel testo in vigore dal 25 aprile 2026;
- Codice penale, art. 625 (circostanze aggravanti) e art. 61 (circostanze aggravanti comuni);
- Codice penale, art. 62, primo comma, n. 4 (danno patrimoniale di speciale tenuità);
- Codice di procedura penale, art. 380, comma 2, lettera e-bis (arresto obbligatorio in flagranza);
- Codice di procedura penale, artt. 74 (azione civile) e 333 (denuncia);
- decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2026, n. 54;
- Corte costituzionale, sentenza n. 193 del 2025, depositata il 22 dicembre 2025 (testo);
- Corte di cassazione, Sezioni Unite penali, n. 31345 del 2017;
- Corte di cassazione, sezione V penale, n. 8421 del 2020.
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