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Furto di account sui social: cosa si rischia e come difendersi

Oggi il furto di account sui social è una pratica pericolosa sempre più frequente. Ecco una guida chiara e completa che illustra quali sono le conseguenze e come ci si può difendere in questi casi.

  • Il furto di account social è una pratica illegale e pericolosa che consiste nella sottrazione illecita delle credenziali di accesso di un utente per compiere truffe, inviare spam, rubare dati personali, ecc.
  • Per prevenire il furto di account social sono fondamentali alcuni accorgimenti, come scegliere password complesse.
  • Dal furto di account social può derivare la configurazione di alcuni reati, come quello di sostituzione di persona. In questi casi, occorre fare la denuncia alla Polizia Postale e avviare un’azione civile per ottenere il risarcimento.

Il furto di account sui social è un crimine informatico in cui un soggetto ottiene l’accesso non autorizzato al profilo di un utente rubando le credenziali, al fine di pubblicare contenuti falsi, inviare spam, truffare i contatti o rubare dati personali.

Con l’adozione diffusa dei social media, il furto di identità digitale è diventato una pratica molto diffusa, ma, soprattutto, molto pericolosa.

Se possiedi un qualsiasi account social, ti invito a leggere le righe che seguono, in cui ti illustro tutte le soluzioni che ti consentono di tutelarti e le azioni legali che puoi intraprendere se ne sei vittima.

Cos’è il furto di account sui social

Il furto di account sui social si configura quando un individuo ottiene il controllo del profilo di un utente senza il suo consenso, rubando credenziali e sostituendosi a lui.

I principali scopi del furto di account social sono i seguenti:

  • furto di identità e phishing, cioè viene utilizzato l’account per inviare link malevoli ai contatti, spacciandosi per il legittimo proprietario;
  • frodi finanziarie e ricatti, nel senso che vengono rubate le credenziali per accedere a servizi bancari, effettuare acquisti non autorizzati o chiedere denaro ai contatti dell’utente/vittima fingendo di essere lui;
  • diffusione di malware, ossia viene sfruttata la fiducia dei contatti per diffondere virus o malware (per esempio, attraverso video ingannevoli;
  • rivendita dati e spam, cioè viene utilizzato il profilo al fine di aumentare la visibilità di altri siti, fare spam o vendere le credenziali sul dark web;
  • danno alla reputazione e bullismo, nel senso che vengono pubblicati contenuti inappropriati compremettendo l’immagine pubblica dell’utente.

Ti consigliamo anche: Web scraping: cos’è, come funziona e come difendersi

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Furto di account social: come prevenirlo

Per prevenire il furto di account social è sempre consigliato seguire alcuni importanti accorgimenti, cioè:

  • attivare l’autenticazione a due fattori;
  • utilizzare password forti e uniche per ciascun account;
  • diffidare di richieste sospette o link, anche se provengono da conoscenti;
  • aggiornare app e sistemi operativi.

Leggi anche: Truffa e reati online: come riconoscerli e denunciarli con il supporto delle Autorità (e di un avvocato)

Quali illeciti si configurano con il furto di account social

Il furto di account social dà luogo a specifiche tipologie di illeciti, in quanto questa tecnica lede gravemente l’identità digitale, la reputazione personale o aziendale e la privacy.

Si tratta dei seguenti reati:

  1. sostituzione di persona;
  2. frode informatica;
  3. accesso abusivo a un sistema informatico o telematico;
  4. trattamento illecito di dati personali.

Li analizziamo uno ad uno di seguito.

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1. Il reato di sostituzione di persona

La sostituzione di persona (art. 494 c.p.) è un reato contro la fede pubblica, che si configura quando per trarre un vantaggio o recare danno, una persona si sostituisce illegittimamente ad un altro soggetto, ne attribuisce a sé o altri un falso nome, falso stato, o una qualità giuridicamente rilevante. Tale illecito è punito con la reclusione fino a un anno.

Leggi anche: Doxing: cos’è, quali sono i rischi e come difendersi

2. La frode informatica

Il reato di frode informatica, che trova la sua disciplina nell’art. 640 ter c.p., si ha quando viene alterato il funzionamento di sistemi informatici o si interviene abusivamente su dati/programmi al fine di ottenere un ingiusto profitto. La pena prevista è la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la multa da 51 euro a 1.032 euro.

Il reato in questione differisce dalla truffa classica, in quanto manca un soggetto umano indotto in errore, sostituito dalla manipolazione del sistema informatico.

Leggi anche: Friendly chargeback: come difendersi dalle truffe degli acquirenti nell’e-commerce

3. Accesso abusivo a un sistema informatico o telematico

Il reato di accesso abusivo a un sistema informatico o telematico, disciplinato dall’art. 615 ter c.p., punisce chi si introduce o mantiene in un sistema informatico/telematico protetto da misure di sicurezza senza autorizzazione o contro la volontà del titolare. La pena base prevede la reclusione fino a 3 anni, con aggravanti per pubblici ufficiali, uso di violenza o danni al sistema.

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4. Il trattamento illecito di dati personali

Il trattamento illecito di dati personali è un illecito previsto dagli articoli 167 e seguenti del Codice Privacy (D.Lgs. 196/2003, modificato dal GDPR). Si configura quando, al fine di trarre profitto o arrecare danno, si trattano dati personali violando le norme sulla privacy. Per tale illecito sono previste pene fino a 3 anni di reclusione e sanzioni amministrative pecuniarie molto pesanti.

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Furto di account social: cosa puoi fare per tutelarti

Se sei stato vittima di furto di account social puoi rivolgerti alla Polizia Postale (o alle altre Autorità) per sporgere denuncia entro 3 mesi dall’accaduto. La denuncia può essere presentata anche tramite il sito ufficiale della Polizia Postale.

L’atto deve contenere la descrizione dettagliata dell’accaduto e allo stesso vanno allegate tutte le prove in tuo possesso, come il link al profilo hackerato, email sospette e screenshot.

Qualora il furto causi un danno economico o all’immagine, è possibile rivolgersi a un avvocato al fine di avviare una causa civile per ottenere il risarcimento.

In caso di trattamento illecito dei dati personali, oltre a intraprendere le predette azioni, si può agire preliminarmente inviando un’istanza al titolare del trattamento o un reclamo/segnalazione al Garante della Privacy tramite PEC.

Leggi anche: Polizia postale, Procura o avvocato? A chi rivolgersi per una denuncia efficace

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