Quando si è in malattia si può andare a fare la spesa?
In malattia puoi fare determinate cose, per esempio la spesa, ma solo fuori dalle fasce di reperibilità per la visita fiscale INPS. Ecco cosa dice la legge e cosa rischi se esci quando non puoi.
- In malattia si può andare a fare la spesa fuori dagli orari della visita fiscale, cioè prima delle 10, tra le 12 e le 17 e dopo le 19.
- Il lavoratore in malattia non deve stare chiuso in casa, ma non può fare attività che ritardano la guarigione o fanno pensare a una malattia simulata.
- Se il medico INPS non ti trova a casa senza un giustificato motivo, perdi in tutto o in parte l’indennità di malattia e rischi sanzioni disciplinari, fino al licenziamento.
In malattia si può andare a fare la spesa? Sì, e lo conferma anche la Corte di Cassazione. Il frigorifero vuoto non aspetta la fine della prognosi, e la legge lo sa bene: il certificato medico non è un ordine di arresti domiciliari. Ci sono però due paletti da rispettare. Il primo riguarda gli orari: in certe fasce devi essere a casa per l’eventuale visita fiscale. Il secondo riguarda il tipo di attività: tutto ciò che fai deve essere compatibile con la tua malattia. Vediamo meglio come dovresti muoverti per non rischiare sanzioni.
In malattia si può fare la spesa?
Sì, puoi uscire a fare la spesa se sei a casa per malattia professionale, a condizione che tu lo faccia fuori dalle fasce di reperibilità e che l’uscita non sia incompatibile con la tua patologia.
Le fasce di reperibilità sono uguali per dipendenti pubblici e privati: vanno dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, tutti i giorni, compresi sabato, domenica e festivi. Per i dipendenti pubblici l’equiparazione è arrivata dopo la sentenza del TAR Lazio n. 16305/2023, recepita dall’INPS con il messaggio n. 4640 del 22 dicembre 2023.
Fuori da questi orari, quindi, una corsa al supermercato è lecita. In concreto, puoi fare la spesa la mattina presto, nella pausa tra mezzogiorno e le 17 oppure la sera dopo le 19.
Per la giurisprudenza, la malattia non è uno stato di impossibilità assoluta di fare qualsiasi cosa. È una condizione che ti impedisce di svolgere le normali mansioni lavorative. Per questo puoi dedicarti a attività quotidiane, ludiche o di svago, purché siano compatibili con la patologia. Chi ha un braccio ingessato può camminare fino al negozio sotto casa. Chi ha la febbre alta o una lombosciatalgia e va a caricare casse d’acqua in un ipermercato, invece, si espone a contestazioni.
Approfondisci leggendo Visita fiscale INPS 2026: quali sono le nuove regole in caso di malattia

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato
- +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
- Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
- Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere
Cosa non puoi fare quando sei in malattia
Durante la malattia hai un obbligo di correttezza e buona fede verso il datore di lavoro (artt. 1175 e 1375 Codice civile), oltre ai doveri di diligenza e fedeltà (artt. 2104 e 2105 c.c.).
Da qui nascono alcuni divieti precisi. Non puoi infatti:
- allontanarti da casa nelle fasce di reperibilità senza un giustificato motivo;
- svolgere attività che ritardano o compromettono la guarigione;
- tenere comportamenti che fanno presumere una malattia simulata;
- lavorare per altri o per te stesso, se l’attività è incompatibile con la patologia o ne rallenta il recupero.
Scopri di più leggendo Assenza alla visita di controllo INPS: come fare ricorso contro i 10 giorni di indennità di malattia decurtata
Quando si può uscire nelle fasce orarie di reperibilità
Nelle fasce orarie della visita fiscale puoi uscire solo per un giustificato motivo. La giurisprudenza riconosce come tali le visite mediche, gli accertamenti e le terapie che non si possono fare in altri orari, oltre alle situazioni di urgenza reale.
La normale spesa al supermercato non rientra in questa categoria, perché puoi farla in altri momenti della giornata. Lo stesso vale per la farmacia: l’uscita è giustificata solo se l’acquisto del farmaco è urgente e non rinviabile.
La Cassazione con la sentenza n. 24681/2016 ricorda anche che il certificato della visita specialistica, da solo, non basta. Devi dimostrare che la visita non poteva essere fissata fuori dalle fasce di reperibilità. Se il tuo contratto collettivo lo prevede, devi anche avvisare prima il datore di lavoro della tua assenza da casa.
Quali sono le attività incompatibili con la malattia?
La valutazione dipende sempre dal caso concreto, cioè dal rapporto tra patologia, mansioni e attività svolta. La stessa Cassazione, nello stesso giorno della sentenza sul bingo, ha deciso in senso opposto un caso diverso.
Con l’ordinanza n. 23852 del 5 settembre 2024, infatti, ha confermato il licenziamento per giusta causa di un lavoratore che, durante la malattia, ha giocato una partita di calcio di un campionato regionale. Per la Corte, l’attività richiedeva uno sforzo fisico gravoso, incompatibile con lo stato di malattia dichiarato.
Chi è esonerato dalla reperibilità
Alcuni lavoratori non devono rispettare le fasce orarie. Per i dipendenti privati le regole sono nel DM 11 gennaio 2016, per i pubblici nel DM n. 206/2017. Tra i casi di esonero rientrano, ad esempio, le patologie gravi che richiedono terapie salvavita e gli stati patologici legati a un’invalidità riconosciuta che riduce la capacità lavorativa almeno del 67%. L’esonero deve risultare dal certificato e l’INPS può comunque effettuare controlli.
Approfondisci leggendo Se sono in malattia posso uscire la sera?

Cosa rischi se fai cose che non puoi fare in malattia
Le conseguenze sono di due tipi e possono sommarsi. Da una parte c’è la sanzione economica dell’INPS, dall’altra la sanzione disciplinare del datore di lavoro. In particolare, se il medico fiscale non ti trova a casa senza giustificato motivo, scatta l’art. 5, comma 14, del decreto-legge n. 463/1983, convertito dalla legge n. 638/1983.
La norma prevede la decadenza dal trattamento economico secondo uno schema progressivo:
- alla prima assenza perdi il 100% dell’indennità per i primi 10 giorni di malattia;
- alla seconda assenza perdi anche il 50% dell’indennità per il periodo successivo;
- alla terza assenza il trattamento economico di malattia viene interrotto.
Restano esclusi i giorni di ricovero ospedaliero e quelli già accertati da una precedente visita di controllo. Per la sanzione basta l’assenza ingiustificata: non conta che tu sia davvero malato. Dopo l’assenza ricevi un invito a presentarti a una visita ambulatoriale presso l’INPS, dove puoi portare la documentazione che giustifica l’assenza.
LEGGI pure Quando si può essere licenziati per comportamenti scorretti in malattia?
Quando scattano sanzioni disciplinari e licenziamento?
L’assenza alla visita fiscale e le attività incompatibili possono portare anche a provvedimenti disciplinari. Nei casi più gravi si arriva al licenziamento per giusta causa (art. 2119 c.c.). La Cassazione, con la sentenza n. 24681/2016, ha ritenuto legittimo il licenziamento di un dipendente risultato assente a cinque visite fiscali senza giustificazioni adeguate.
Per le attività svolte durante la malattia, invece, il licenziamento è legittimo quando l’attività fa presumere una simulazione oppure, con una valutazione fatta in anticipo rispetto alla natura della malattia, può ritardare la guarigione.
Hai ricevuto una contestazione per un’uscita durante la malattia? Se sai di essere nel giusto, rivolgiti a un avvocato esperto in diritto del lavoro. Può valutare la tua posizione, preparare le giustificazioni nei tempi previsti e, se serve, impugnare il provvedimento.
Fare la spesa in malattia – Domande frequenti
Devi essere reperibile dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, tutti i giorni, festivi compresi. Dopo le 19 puoi uscire, sempre con attività compatibili con la malattia.
Non esiste un divieto specifico: valgono gli stessi principi della spesa. Devi uscire fuori dalle fasce di reperibilità e l’uscita non deve essere incompatibile con la patologia né ritardare la guarigione.
Il medico lascia un invito a visita ambulatoriale. Senza giustificato motivo perdi l’indennità dei primi 10 giorni e rischi anche sanzioni disciplinari dal datore di lavoro.
Riferimenti normativi
- Codice civile, artt. 1175 e 1375 (correttezza e buona fede), artt. 2104 e 2105 (diligenza e fedeltà), art. 2110 (malattia), art. 2119 (giusta causa);
- legge n. 300/1970 (Statuto dei lavoratori), art. 5 (accertamenti sanitari);
- decreto-legge n. 463/1983, convertito dalla legge n. 638/1983, art. 5, comma 14;
- decreto legislativo n. 165/2001, art. 55-septies;
- DM 11 gennaio 2016 (esclusioni dalla reperibilità per i dipendenti privati);
- DM n. 206/2017 (visite fiscali per i dipendenti pubblici);
- TAR Lazio, sentenza n. 16305/2023;
- messaggio INPS n. 4640 del 22 dicembre 2023;
- Cassazione, sentenza n. 24681/2016;
- Cassazione, ordinanza n. 23852 del 5 settembre 2024;
- Cassazione, ordinanza n. 23858 del 5 settembre 2024.
Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato
- +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
- Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
- Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere
Altro su Diritto del Lavoro
Approfondimenti, novità e guide su Diritto del Lavoro