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Riforma della riscossione: quali sono le novità in arrivo

Il primo "sì" è arrivato per la Riforma delle riscossioni, che si propone di razionalizzare il sistema di riscossione delle imposte e dei crediti maturati dagli enti pubblici. Di cosa si tratta? Scopriamo insieme le principali novità della riforma.

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  • Lo scorso 11 marzo è stato approvato dall’esecutivo lo schema di decreto per la Riforma della riscossione.
  • Tale riforma ha come obiettivo quella di ridurre il carico lavorativo dell’Agenzia delle entrate-Riscossione.
  • I principali interventi previsti sono lo stralcio delle cartelle dopo 5 anni e la possibilità di un’ulteriore rateizzazione.

In settimana è stato approvato dal Governo il primo progetto di riforma della riscossione. La normativa ha come obiettivo quello di razionalizzare il sistema della riscossione, al fine di recuperare il gettito evaso.

D’altra parte, si intende anche snellire le procedure che l’Agenzia delle entrate-Riscossione deve seguire, andando a ridurre il carico pendente di lavoro.

Nel seguente articolo, ti diremo quali novità si prospettano all’orizzonte, anche se, attualmente, non sono ancora molto chiari gli interventi che si intendono realizzare.

Riforma della riscossione: obiettivi

Negli scorsi giorni, il Consiglio dei Ministri ha approvato la proposta presentata dal Ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti. Il progetto di riforma è finalizzato al riordino del sistema nazionale della riscossione.

Il disegno di legge prevede l’assegnazione all’Agenzia delle entrate-Riscossione dei tributi provenienti dai vari enti, affinché intervenga tempestivamente con la notifica della cartella di pagamento e degli atti introduttivi. L’obiettivo è garantire un intervento celere dell’amministrazione in modo tale da recuperare quanto più gettito evaso possibile.

La questione si prospetta piuttosto spinosa. Il sistema di recupero oggi appare del tutto inefficiente: delle somme dovute è, in media, recuperata solo una minima parte. Dopo 10 anni di iscrizione al ruolo, a stento il 15% del gettito dovuto all’erario è potenzialmente recuperabile.

Per i debiti sotto i 100 mila euro, il tasso attuale di recupero è del 18%, soglia che cala al 3% per i debiti sopra i 100 mila euro. Al momento, la cifra da recuperare si attesta sui 101 miliardi, ma probabilmente sarà recuperato solo l’8%.

La prima approvazione della riforma della riscossione è avvenuta lo scorso 11 marzo 2024: ecco di seguito le principali novità.

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Cosa cambia con la riforma della riscossione?

La riforma della riscossione avrà principalmente ad oggetto l’art. 28-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. La norma disciplina le modalità di compensazione volontaria dei crediti d’imposta. In particolare, saranno modificate le regole relative ai rimborsi che l’Agenzia delle entrate-Riscossione potrà richiedere al contribuente di compensare.

Nella prima formulazione della norma era stato previsto che la compensazione volontaria si applicasse ai rimborsi fiscali di importo superiore a 500 euro: tale limite è stato eliminato nell’attuale formulazione.

La principale modifica apportata riguarda le conseguenze della mancata accettazione della compensazione da parte del contribuente. Questo dovrà accettare entro 60 giorni; ove si rifiuti di accettare la proposta dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, il suo credito di imposta maturato sarà congelato.

L’attuale versione della norma di cui sopra prevede, al comma 4, che:

In caso di rifiuto della predetta proposta o di mancato tempestivo riscontro alla stessa, cessano gli effetti della sospensione di cui al comma 2 e l’agente della riscossione comunica in via telematica all’Agenzia delle entrate che non ha ottenuto l’adesione dell’interessato alla proposta di compensazione.

In caso di rifiuto, saranno bloccati i rimborsi per i crediti di imposta per un anno, fino al 31 dicembre dell’anno successivo.

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Compensazione volontaria

La riforma della riscossione ha poi previsto un’estensione dell’ambito di applicazione della disciplina in esame. Il nuovo decreto prevede che saranno aggredibili dall’Agenzia delle entrate-Riscossione anche i rimborsi delle imposte dirette. Le modalità di attuazione delle nuove misure saranno poi definite con un regolamento del MEF.

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Riforma della riscossione: stralcio delle cartelle

Un’ulteriore novità introdotta con la riforma della riscossione è quella della rateizzazione delle cartelle esattoriali fino a 120 rate. Tale possibilità sarà resa accessibile a partire dal 2025. 

Altro interessante intervento per il prossimo anno è lo stralcio automatico delle cartelle: la misura non costituirà un intervento una tantum, ma si tratterà di una misura stabile, strutturale. Il legislatore ha, infatti, previsto un nuovo criterio di cancellazione automatica dai magazzini dell’Agenzia delle entrate-Riscossione dei crediti non riscossi.

Per le quote affidate dal 1° gennaio 2025, la misura prevede il discarico automatico entro il 31 dicembre del quinto anno successivo. Dunque, dopo 5 anni dall’affidamento all’Agenzia delle entrate-Riscossione, vi è lo stralcio automatico delle cartelle giacenti.

Non rientrano nella misura i crediti che già siano oggetto di procedura esecutiva, concorsuali o di accordi di ristrutturazione del debito, secondo le norme del codice della crisi di impresa.

L’Agenzia delle entrate-Riscossione potrà inviare all’ente creditore una comunicazione di discarico anticipato, per esempio, se il debitore è fallito o il contribuente è nullatenente.

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riforma della riscossione e stralcio delle cartelle

Riforma della Riscossione: novità enti creditori

L’ente creditore può anche decidere di affidarsi ad un riscossore privato per tentare di recuperare il credito. Si legge infatti nel comunicato stampa dell’esecutivo:

Il discarico non comporta automaticamente l’estinzione del debito, pertanto l’Ente creditore può provvedere autonomamente alla riscossione del credito non prescritto o, in presenza di “nuovi e significativi elementi reddituali o patrimoniali del debitore, affidarlo ad AdER.

L’ente potrà sia tentare il recupero tramite soggetto privato sia affidarsi all’Agenzia delle entrate-Riscossione, però dovrà provare la possibilità di aggredire le somme non versate. L’obiettivo di questi interventi è certamente quello di incidere sul carico lavorativo dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. Lo schema di decreto sarà ora sottoposto al parere delle Camere.

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Riforma della riscossione: ulteriori novità

Si prevede poi la costituzione di un’apposita Commissione per individuare possibili soluzioni legislative, per i discarichi dei ruoli affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione dal 2000 al 2024.

Inoltre, è stata anche prevista un’apposita disciplina per le “risorse proprie tradizionali” dell’Unione Europea e per le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato. Le somme in questione, infatti, non soggette al discarico automatico e alla reiscrizione a ruolo.

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Riforma delle riscossioni – Domande frequenti

Qual è l’obiettivo della riforma della riscossione?

La riforma delle riscossioni si pone l’obiettivo di andare a razionalizzare il sistema delle riscossioni, per recuperare il gettito evaso, oltre che a ridurre il carico di lavoro per l’Agenzia delle entrate-Riscossione.

Che cosa si intende per stralcio automatico?

La riforma delle riscossione ha previsto la cancellazione automatica per i crediti che sono stati affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione da oltre 5 anni, per i crediti maturati a partire dal 2025.

Qual è l’obiettivo della riforma della Riscossione?

Tra i principali obiettivi della riforma della Riscossione troviamo quello di alleggerire il carico di lavoro dell’Agenzia delle entrate-Riscossione.

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Avv. Clelia Tesone
Avvocato civilista
Laureatasi in Giurisprudenza con la votazione di 110 e Lode presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e con approfondita conoscenza delle materie del Diritto Civile e del Diritto Amministrativo. Ha brillantemente conseguito l’abilitazione alla professione di avvocato, a seguito dell’espletamento della pratica forense in diritto civile e il tirocinio ex art. 73 d.l. 69/2013 presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord.
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