Quali sono i rumori considerati molesti?
Quando i vicini possono lamentarsi di rumori molesti? Come possono essere dimostrati questi ultimi? Come si può agire nel caso di vicini troppo rumorosi? Ecco una guida completa che spiega tutto quello che c'è da sapere.
- Sono rumori molesti quelli che provocano disturbo e fastidio nelle persone, superando, secondo l’art. 844 c.c., la “normale tollerabilità”.
- I rumori molesti possono essere dimostrati raccogliendo prove, come registrazioni audio/video, e testimonianze.
- In caso di rumori molesti è possibile tutelarsi sia in sede civile sia in sede penale.
I rapporti tra vicini di casa non sono spesso idilliaci per diverse problematiche che possono sorgere nel tempo. Uno dei motivi è rappresentato dai rumori molesti che, se superano la normale tollerabilità, possono recare disturbo portando, nella maggior parte dei casi, ad intraprendere azioni legali.
Se sei vittima di rumori molesti da parte del tuo vicinato, ti invito a leggere attentamente le righe che seguono, in cui ti illustro nel dettaglio:
- quando i rumori sono ritenuti molesti;
- come gli stessi possono essere dimostrati;
- come è possibile agire in questi casi.
Cosa sono i rumori molesti
Per rumori molesti si intendono quelli che, propagandosi da un’abitazione vicina, causano fastidio e turbamento in chi li percepisce per il fatto di impedire il riposo in determinate ore della giornata e una tranquilla quotidianità all’interno della propria dimora.
Il rumore è, quindi, considerato molesto quando è intollerabile, cioè quando, come afferma l’art. 844. c.c., supera la “normale tollerabilità”, situazione in cui la vittima del disturbo può tutelarsi rivolgendosi al giudice.
Son rumori molesti, per esempio:
- lo spostamento continuo o il trascinamento rumoroso di tavoli, sedie e mobili;
- la musica ad alto volume, soprattutto di notte;
- l’utilizzo di elettrodomestici rumorosi;
- il rumore di tacchi alti;
- la corsa chiassosa di bambini a tutte le ore;
- le feste e gli schiamazzi notturni.
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Come viene valutata l’intollerabilità del rumore?
Spetta al giudice stabilire se il rumore è intollerabile e la valutazione viene effettuata considerando i seguenti parametri:
- l’entità del rumore;
- l’ora in cui viene prodotto (serale, notturna, ecc.);
- la persistenza del rumore: tanto più lunga è la durata del rumore, tanto più lo stesso è intollerabile;
- la collocazione geografica dell’immobile in cui viene prodotto il rumore: per esempio, in una zona residenziale anche un piccolo rumore è in grado di raggiungere le abitazioni limitrofe, mentre in un centro urbano dove i rumori esterni sono più forti, è più difficile che un rumore venga avvertito dai vicini.
Leggi anche: Vicini di casa rumorosi: cosa fare e come difendersi
Come possono essere dimostrati i rumori molesti?
I rumori molesti possono essere dimostrati in maniera efficacie raccogliendo un insieme di prove oggettive e testimonianze, come:
- registrazioni audio/video, che sono utili per dimostrare la tipologia del rumore, ma vanno integrate con ulteriori prove che siano in grado di certificare i decibel esatti;
- perizie fonometriche, che vengono effettuate da un consulente tecnico (di parte o d’ufficio) per misurare il livello sonoro attraverso un fonometro calibrato, in grado di confrontare il rumore avvertito con quello di fondo;
- testimonianze di altri vicini che percepiscono gli stessi rumori.
Importante è anche l’intervento delle forze dell’ordine, nel senso che se chiami la Polizia o i Carabinieri mentre il rumore è in corso, il loro intervento con un verbale potrebbe essere una rilevante prova documentale del fatto. Ti preciso, tuttavia, che le forze dell’ordine possono intervenire solo se le immissioni infastidiscono non solo te, ma un numero indeterminato di persone e si verificano nelle ore notturne, che abbassano considerevolmente la soglia di tollerabilità.
Potresti approfondire leggendo: Schiamazzi notturni: qual è il limite orario e cosa dice la legge

Come denunciare i rumori molesti del vicino?
In caso di rumori che oltrepassano la “normale tollerabilità”, è possibile intentare una causa civile per ordinare al responsabile di interrompere i rumori molesti e chiedere il risarcimento del danno. Prima di avviare un’azione legale, puoi inviare al vicino una diffida, personalmente o tramite un avvocato, e tentare la mediazione civile obbligatoria.
Ti preciso che i rumori molesti hanno anche un’incidenza penale, dal momento che possono configurare il reato di disturbo della quiete pubblica (art. 659 c.p.), che è punito con l’arresto fino a 3 mesi o l’ammenda fino a 309 euro. In tal caso, devi sporgere denuncia/querela alle forze dell’ordine o presso la Procura della Repubblica entro 3 mesi dalla conoscenza del fatto che costituisce reato, allegando tutte le prove in tuo possesso.
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Rumori molesti – Domande frequenti
I rumori molesti sono rumori fastidiosi e prolungati che disturbano il riposo e la quiete delle persone.
I rumori molesti sono disciplinati dall’art. 844 c.c., che vieta le immissioni sonore che superano la normale tollerabilità.
La giurisprudenza utilizza il criterio differenziale, cioè il il rumore non può superare 3 decibel nelle ore notturne e 5-6 decibel nelle ore diurne. Il giudice valuta l’intensità e la persistenza caso per caso.
L’intervento dell’amministratore di condominio è previsto solamente se il regolamento contempla norme o orari specifici da rispettare.
Si, possono configurare il reato di disturbo della quiete pubblica (art. 659 c.p.), che, a seconda della gravità, è punito con l’arresto o l’ammenda.
Si, puoi chiamare le forze dell’ordine, ma solo se i rumori disturbano un numero indeterminato di persone e le immissioni sonore avvengono di notte, momento in cui la legge tutela maggiormente il riposo.
In sede civile, puoi inviare una diffida al vicino, invitandolo “bonariamente” a smettere le immissioni rumorose, e, eventualmente puoi avviare un’azione legale per ottenere il risarcimento del danno. In sede penale, puoi sporgere denuncia per il reato di cui all’art. 659 c.p.
Riferimenti normativi
- art. 844 c.c. – limite normale di tollerabilità delle immissioni;
- art. 659 c.p. – reato di disturbo della quiete pubblica;
- art. 1122 c.c. – opere su proprietà individuali lesive della tranquillità;
- art. 70 disp. att. c.c. – sanzioni per violazione del regolamento;
- L. 447/1995 – legge quadro sull’inquinamento acustico.
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