24 dic 2020
Diritto Penale

Reato di molestie: quando si configura

Cosa si intende per reato di molestie, quando si configura e quali sono le conseguenze giuridiche nel caso in cui si subisse una molestia da parte di un soggetto terzo.

Il reato di molestie è disciplinato dall’articolo 660 del Codice penale. Cosa si intende, di preciso, per molestia? Quali sono i casi nei quali un comportamento molesto si trasforma in reato?





In questa guida sarà illustrato il modo in cui si configura il reato di molestie, quali sono la procedibilità, la prescrizione e la pena previsti dalla legge e come funziona l’oblazione.







Cosa si intende per molestia





Una molestia è un comportamento sgradevole che provoca noia o fastidio e che può essere realizzato sia con gesti sia con parole. Dal punto di vista legislativo, la molestia viene punita dall’articolo 660 c.p. 





Tale articolo stabilisce che: “Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo. La pena è l’arresto fino a sei mesi o l’ammenda fino a 516 euro.





reato di molestia




La molestia, dunque, per essere considerata un reato deve avvenire in un luogo pubblico o aperto al pubblico (quale può essere, per esempio, un cinema), oppure, a prescindere dal luogo in cui si verifica, essere realizzata tramite telefono.





In base a quanto appena esposto è necessario distinguere tra molestie e molestie sessuali, che rappresentano un reato punito con maggiore severità. Ancora diverse sono le molestie condominiali, che nella pratica sono rappresentate dai rumori che arrecano disturbo





Leggi anche: “I reati sessuali procedibili a querela”. 





Pena, procedibilità e prescrizione





La molestia lede l’ordine pubblico, quindi il bene giuridico tutelato è la tranquillità pubblica, nella quale rientra anche quella del privato. Si tratta pertanto di un reato plurioffensivo





L’elemento soggettivo è la coscienza e volontà della condotta messa in atto, assieme alla consapevolezza che si sta disturbando, senza una valida ragione, la vittima. 





La molestia non è un delitto, ma una contravvenzione, quindi prevede l’arresto e non la reclusione che viene in genere applicata nell’ipotesi di delitto. 





Il reato di molestia è procedibile d’ufficio, quindi non occorre la querela della persona offesa per poter intraprendere un procedimento penale. Il termine di prescrizione corrisponde a 4 anni





L’elemento psicologico del reato è indifferente nella misura in cui viene ugualmente punito sia nel caso di dolo sia in quello di colpa, senza considerare quello che è il fine alla base della lesione.  





Caratteristiche del reato





Il reato di molestie è un reato comune, in quanto può essere commesso da chiunque. Inoltre è un reato a forma libera, il quale si perfeziona nel momento in cui si verifica l’evento dannoso. 





La molestia deve essere perpetrata su un soggetto ben preciso e non su un gruppo di persone. In merito all’elemento oggettivo, la sentenza n. 8198/2006 specifica che si tratta di “qualsiasi condotta oggettivamente idonea a molestare e a disturbare terze persone, interferendo nell’altrui vita privata e nell’altrui vita relazionale”. 





La molestia non diventa reato soltanto nel caso in cui si trasformi in un’azione abituale: è infatti sufficiente anche una sola azione affinché si possa configurare il reato. La molestia assume invece sempre il carattere della petulanza, poiché la sua presenza crea una spiacevole interferenza nella vita privata di un’altra persona





La Cassazione ha definito la petulanza come “atteggiamento di arrogante invadenza e di intromissione continua e inopportuna nell’altrui sfera di libertà, con la conseguenza che la pluralità di azioni di disturbo integra l’elemento materiale costitutivo del reato e non è, quindi, riconducibile all’ipotesi del reato continuato”. 





reato di molestia




Esempi di molestia





Facendo riferimento ad alcune sentenze della Corte di Cassazione, costituisce una molestia:





  1. un corteggiamento continuo e insistente che sia sgradito alla persona alla quale viene rivolto;
  2. un corteggiamento non gradito realizzato con pedinamenti e telefonate continue;
  3. tagliare la ciocca di capelli al cinema alla persona che è seduta davanti.




Leggi anche: “Cos’è il reato di stalking”. 





Quando la molestia non è reato





La giurisprudenza ha stabilito che non compie reato di molestia chi effettua una sola telefonata, in orari normali, ingiuriando o minacciando la parte lesa: in questo caso si va incontro al reato di minacce





Non rappresenta una molestia, inoltre, l’invio di un messaggio tramite posta elettronica, in quanto anche se provoca turbamento o fastidio nel destinatario non lo mette nelle condizioni di dover rispondere in modo immediato. 





Il diritto all’oblazione nel caso di molestie





La legge dà la possibilità a chi è imputato per il reato di molestie di evitare l’arresto o l’ammenda tramite una procedura nota come oblazione. Di cosa si tratta?





Nella pratica, consiste nel pagamento di una sanzione pecuniaria con la quale è possibile evitare il procedimento penale





Il contravventore potrà dunque pagare, prima che venga emesso il decreto di condanna, una somma pari alla metà del massimo dell’ammenda stabilita dalla legge, alla quale si aggiungono le spese per il procedimento. 





Si potrà quindi evitare il processo pagando 258 euro e le spese di giustizia, ed estinguere, in questo modo, il reato commesso. Il giudice potrà rifiutare la richiesta di oblazione nel caso in cui ritenga che il fatto commesso sia grave o nell’ipotesi di recidiva reiterata.