Chi paga le spese di manutenzione di un bene pignorato?
Scopriamo chi è responsabile per il pagamento delle spese di manutenzione, gestione e conservazione dei beni sottoposti a pignoramento.
- Il procedimento esecutivo deve per garantire che il bene pignorato mantenga il suo valore fino alla vendita.
- Il debitore, in quanto proprietario del bene oggetto di pignoramento, è responsabile delle spese di manutenzione ordinaria.
- Il custode o il creditore, a seconda dei casi, possono anticipare spese straordinarie o urgenti.
Se sei proprietario di un bene pignorato con ogni probabilità ti starai chiedendo se puoi ancora usarlo e dovrai ancora occuparti della sua manutenzione. Si tratta di una domanda molto frequente, perché il pignoramento non trasferisce immediatamente la proprietà del bene, ma limita la disponibilità del debitore e avvia un procedimento esecutivo che può durare mesi o anni. In particolare, se si tratta di un bene immobile, i dubbi sorgono in merito alle spese di carattere straordinario.
La risposta non è così semplice e dipende dal tipo di bene e dal ruolo dell’eventuale custode nominato dal Giudice. In questo articolo analizzeremo in modo dettagliato cosa succede ai beni pignorati, chi è responsabile delle spese di manutenzione e come si ripartiscono tra debitore, creditore e custode.
Che cos’è il pignoramento di un bene
Il pignoramento è una procedura a carattere esecutivo che presuppone un inadempimento da parte del debitore in merito all’esecuzione di una prestazione. Più nello specifico è un atto con il quale l’ufficiale giudiziario “vincola” un bene del debitore, impedendogli di venderlo, distruggerlo o sottrarlo all’esecuzione. La proprietà resta al debitore fino alla vendita forzata o all’assegnazione.
Il pignoramento in quanto tale non trasferisce ad altri la proprietà del bene oggetto dell’azione esecutiva. Se sei dunque proprietario di un bene pignorato è bene che tu sappia che, in quanto titolare, continuerai ad essere responsabile della sua conservazione e per i danni cagionati dalla rovina dell’immobile.
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Qual è il ruolo del custode giudiziario?
Durante il procedimento di esecuzione forzata, può sorgere l’esigenza di gestire l’immobile. In molti casi, soprattutto quando si tratta di immobili o beni mobili di valore, il Giudice nomina un custode giudiziario, che può essere il debitore stesso, un professionista esterno o un istituto specializzato.
L’articolo 560 del codice di procedura civile stabilisce che il debitore può essere nominato custode dell’immobile pignorato e deve conservarlo con la diligenza del buon padre di famiglia. Il custode, in quanto tale, ha l’obbligo di conservare il bene e mantenerlo in buono stato, ma non sempre è lui a dover sostenere le spese.
Garantire una buona gestione e manutenzione del bene è fondamentale per ottenere il miglio prezzo qualora si proceda con la vendita forzata. Questo si traduce nel dovere di mantenere l’integrità dell’immobile e sorvegliarlo evitando il pericolo di crollo e danni a terzi.
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Quali sono le spese spettanti al debitore
Secondo la normativa e la prassi consolidata, le spese di manutenzione ordinaria restano a carico del debitore, perché:
- è ancora proprietario del bene;
- continua a trarne utilità (per esempio, abitando nell’immobile);
- ha l’obbligo di conservarlo fino alla vendita.
La manutenzione ordinaria comprende, per esempio, piccole riparazioni, spese condominiali ordinarie, utenze (acqua, luce, e gas), pulizia e gestione quotidiana.
Cosa succede se il debitore non paga le spese di manutenzione?
Se il debitore non provvede alla manutenzione ordinaria, il bene può essere soggetto a deterioramento e il custode o il creditore possono segnalare la situazione al Giudice, chiedendo interventi urgenti autorizzati.
Le spese non sostenute dal debitore ricadranno sul procedimento e saranno recuperate sul ricavato della vendita, riducendo l’importo destinato al debitore. Il debitore può essere ritenuto responsabile dei danni causati da incuria o mancata manutenzione.
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A chi spettano le spese di manutenzione straordinaria?
Le spese di carattere straordinario sono quelle da sostenere al fine di evitare il deterioramento del bene o per garantirne la sua vendibilità. Si tratta di riparazioni urgenti, la messa in sicurezza del bene, interventi di carattere strutturale o adeguamenti alla legge.
In merito alle spese di manutenzione straordinaria dobbiamo fare qualche puntualizzazioni. È necessario, infatti, tenere distinte le spese che si ritengono necessarie alla conservazione immediata dell’immobile da quelle che, pur essendo utili, non si ritengono necessarie.
Solo le prime possono essere anticipate creditore o dal custode, previa autorizzazione da parte del Giudice.
Quando paga il creditore?
Sulla base di quanto affermato da una sentenza della Corte di Cassazione 12877/2016, le spese di manutenzione e di messa in sicurezza di un immobile possono essere necessarie quando ritenute essenziali al mantenimento dell’integrità del bene e dirette a scongiurare un suo crollo.
Si considerano non necessarie quando, pur a carattere straordinario, sono “utili” alla procedura, ma non hanno lo scopo di preservare l’integrità del bene – e dunque non incidono sul buon esito dell’espropriazione.
Soltanto le prime possono essere anticipate dal creditore che risulta essere interessato a portare avanti il procedimento esecutivo. Qualora egli provveda a farsi carico delle spese volte ad evitare il perimento materiale del bene allo stesso verranno rimborsate in quanto spese oggetto di privilegio, ai sensi dell’articolo 2770 del codice civile.
Diversamente, le spese non necessarie devono essere sostenute dal debitore che, fino al decreto di trasferimento, risulta essere l’unico proprietario del bene. In caso di inadempimento da parte del debitore obbligata sarà l’autorità amministrativa attraverso la cosiddetta esecuzione in danno.
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Spese anticipate dal custode giudiziario
In riferimento alle spese necessarie il Giudice può ordinare che vengano anticipate dal custode con i fondi della procedura. In tal caso il custode avrà diritto al rimborso. Tali spese infatti, debitamente documentate, potranno essere recuperate sul ricavato della vendita. Oltre al rimborso dei costi sostenuti, il custode ha diritto a un compenso che verrà prelevato dal ricavato della vendita forzata.
Chi paga le spese di manutenzione di un bene mobile pignorato?
Nel caso di auto o moto pignorate:
- il debitore resta proprietario e deve provvedere al pagamento di bollo, assicurazione e manutenzione ordinaria;
- se il mezzo è affidato a un custode, quest’ultimo può chiedere il rimborso delle spese vive (es. parcheggio custodito).
Per beni come imbarcazioni o aeromobili valgono regole simili, con costi spesso più elevati e necessità di autorizzazioni specifiche.
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