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TARI: cos’è, chi la deve pagare e quando scade

Cos'è la TARI e chi sono i soggetti che devono pagarla? Scopri come funziona l'imposta, quando può non essere pagata e se sono in vigore delle agevolazioni, come il noto bonus TARI.

tari significato
  • La TARI, ovvero la tassa sui rifiuti, è un tributo locale.
  • Deve essere pagato per finanziare il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, che varia da zona a zona.
  • Per questo motivo, la Tari, in vigore dal 2014, è un tributo comunale, che ha rimpiazzato la TARES, ovvero il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, le cui scadenze e importi dipendono dal singolo Comune.

TARI è l’acronimo di TAssa sui RIfiuti: si tratta della tassa che deve essere sostenuta per pagare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti attivo nel Comune nel quale si vive. 

Deve essere versata dal proprietario di un immobile adibito a qualunque uso, che sia suscettibile di produrre rifiuti urbani, o dall’inquilino che risiede nell’immobile con contratto di affitto non temporaneo, superiore ai 6 mesi. 

Vediamo di seguito:

  • in quali casi è previsto il pagamento della TARI;
  • chi ha diritto a eventuali esenzioni e riduzioni;
  • quali sono le scadenze per il versamento;
  • come si calcola.

Cos’è la TARI

La TARI, ovvero la tassa sui rifiuti, è una tassa comunale, introdotta con la Legge n. 147/2013, che si paga per finanziare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Ha sostituito:

  • la TIA, ovvero la tariffa di igiene ambientale;
  • la TARSU, ovvero la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani;
  • la TARES, ovvero il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi.

La TARI deve essere pagata da chiunque possieda un immobile dal quale è possibile la produzione di rifiuti urbani: può trattarsi del proprietario, così come del titolare di usufrutto, uso, abitazione o superficie. Nel caso dei contratti di locazione, deve essere pagata dall’inquilino se l’affitto è superiore a 6 mesi.

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TARI: chi ha diritto a esenzioni e riduzioni?

La legge prevede alcune riduzioni obbligatorie nei seguenti casi:

  • il produttore dimostra di avere riciclato e, dunque, ridotto, la quantità di rifiuti speciali assimilati a quelli urbani;
  • l’ipotesi in cui il servizio di gestione dei rifiuti non sia stato svolto, per esempio per motivi sindacali o per impedimenti organizzativi che non potevano essere previsti, riconosciuti come motivo di danno o pericolo di danno a persone e ambiente dall’autorità sanitaria – in questa ipotesi, la riduzione è al 2%;
  • nelle zone in cui la raccolta non si effettua – la riduzione spetta nella misura massima del 40%.

Il singolo Comune, poi, può introdurre esenzioni e riduzioni per alcune categorie che potrebbero produrre meno rifiuti, quali per esempio:

  1. le abitazioni con unico occupante;
  2. le abitazioni e i locali per uso stagionale;
  3. le abitazioni occupate da soggetti che vivono, per più di sei mesi all’anno, all’estero;
  4. i fabbricati rurali ad uso abitativo;
  5. le attività di prevenzione nella produzione di rifiuti.

Riduzioni TARI in base all’ISEE

Potrebbero poi essere previste delle agevolazioni in base all’ISEE del singolo nucleo familiare, che vengono stabilite dal Comune.

Per esempio, a Torino si prevedono riduzioni del:

  • 45%, per la fascia ISEE 0-13.000 euro;
  • 30%, per la fascia ISEE 13.001-17.000 euro;
  • 20%, per la fascia ISEE 17.001-24.000 euro.

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TARI: come si calcola

La base imponibile della TARI viene calcolata a partire dalla superficie calpestabile dell’immobile, che deve essere iscritto al catasto urbano. Il calcolo viene effettuato dai singoli Comuni prendendo come riferimento un intero anno solare.

La TARI è in genere costituita:

  1. da una parte fissa, che dipende dal costo del servizio, dagli investimenti e da eventuali ammortamenti;
  2. da una parte variabile, che si lega alla quantità di rifiuti prodotta, ai costi di gestione, alla tipologia di servizio fornito.

Per effettuare il calcolo della TARI, è necessario prendere in considerazione i seguenti elementi:

  • la superficie in metri quadri;
  • l’arco temporale al quale si fa riferimento;
  • i componenti del nucleo familiare;
  • la quota fissa, che viene calcolata moltiplicando i metri quadrati dell’abitazione per il numero di persone che vi abitano;
  • la quota variabile, che comprende i costi del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti;
  • la quota provinciale pari al 5%.

Per i contribuenti non residenti, il numero di occupanti viene calcolato sulla base della seguente tabella. 

Numero di occupantiGrandezza locale
1 occupantefino a 45 mq
2 occupantifino a 60 mq
3 occupantifino a 75 mq
4 occupanti oltre i 76 mq

Il calcolo dipende anche dal fatto che l’immobile sia ad uso domestico, residenziale o non residenziale, oppure ad uso non domestico

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Quando si paga la TARI nel 2025

TARI: come si paga

In genere, la TARI può essere pagata in un’unica soluzione o in due rate: le scadenze vengono stabilite dai singoli Comuni, che hanno il compito di inviare il Modello F24 precompilato con gli importi da pagare.

L’importo può essere pagato:

  • in banca;
  • presso un ufficio postale;
  • online, tramite il proprio home banking.

Il codice tributo da inserire nella compilazione è il 3944, oppure il 3945 o il 3946 nel caso in cui si dovessero pagare eventuali interessi o sanzioni.

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Quali sono le scadenze per il pagamento della TARI?

Per quanto riguarda le scadenze previste per il versamento della tassa sui rifiuti, queste vengono determinate dal Comune di riferimento. Solitamente, vengono proposte due rate a scadenza semestrale, anche per andare incontro alle esigenze degli utenti (la TARI è, spesso, un bel colpo per i contribuenti, specialmente nelle città più grandi).

Sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento delle Finanze, viene riportato che si deve fissare almeno una rata in data successiva al 30 novembre di ciascun anno, ed eventualmente anche nell’anno successivo, per far sì che il saldo sia determinato sulla base delle delibere tariffarie pubblicate alla data del 28 ottobre.

Facendo un esempio relativo alle scadenze TARI 2025 del Comune di Torino per le utenze domestiche, il pagamento deve avvenire nel rispetto di un meccanismo di acconto e saldo. L’acconto si può pagare:

  1. in un’unica soluzione, entro il 30 maggio;
  2. a rate, rispettando le seguenti date: mercoledì 30 aprile, venerdì 30 maggio, lunedì 30 giugno e mercoledì 30 luglio.

Il saldo, invece, va pagato in un’unica soluzione, entro il 16 dicembre.

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Tari – Domande frequenti

Cos’è la TARI e chi la deve pagare?

La TARI è una tassa comunale destinato a finanziare i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e deve essere pagata da chiunque sia in possesso di locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti.

Quando si paga la TARI?

Spetta ai singoli Comuni il compito di stabilire l’importo TARI da pagare di anno in anno, che dipende da fattori quali la superficie dell’immobile in cui si vive, la quantità di rifiuti prodotta, i costi di gestione, la tipologia di servizio di raccolta offerto, e di conseguenza anche le scadenze da rispettare.

Chi deve pagare la TARI il proprietario o l’inquilino?

Nel caso in cui abbia un contratto di locazione superiore a 6 mesi, deve essere l’inquilino a pagare la TARI.

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Gregorio Gentile
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Appassionato di scrittura per il web e di diritti dei lavoratori, collabora con la redazione di deQuo per alimentare il suo desiderio di giustizia nel mondo.
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