Locazione

Ricevuta pagamento affitto 2020: come funziona e quando è obbligatoria

La guida 2020 sulla ricevuta per il pagamento del canone di locazione: cosa sapere in merito alla sua obbligatorietà.

Cos’è
la ricevuta di pagamento dell’affitto





La ricevuta di pagamento è il documento nel quale viene certificato che l’inquilino ha sostenuto il pagamento del canone di locazione relativo a un mese o a un periodo specifico. La sua importanza consiste nel fatto che rappresenta una tutela per l’inquilino che gli permetterà di essere protetto contro eventuali nuove richieste di pagamento da parte del locatore.





Un dubbio molto diffuso sull’argomento riguarda l’obbligatorietà della ricevuta d’affitto. In genere viene rilasciata quando si paga in contanti, ma è obbligatoria anche nel caso in cui l’affitto venga pagato tramite bonifico? Inoltre, come si compila la ricevuta d’affitto e quali elementi deve contenere? È possibile riceverne una senza marca da bollo?





In questa guida sarà fatta chiarezza su un argomento estremamente interessante e che potrebbe tornare molto utile agli inquilini di tutte le età che si preparano ad andare a vivere in affitto, lontano da casa, per esigenze legate allo studio o al lavoro.







A
cosa serve la ricevuta d’affitto?





La ricevuta d’affitto è un documento con una doppia utilità, nel senso che sia il proprietario sia l’inquilino possono utilizzarla:









La ricevuta d’affitto serve inoltre a fare in modo che il proprietario non emetta ricevute di affitto che abbiano un importo inferiore rispetto a quello pagato dall’inquilino, con l’obiettivo di evadere il fisco.





D’altro canto, l’inquilino ha l’onere di richiedere e di conservare le ricevute relative al pagamento dell’affitto: in molti casi si tratta del documento attraverso il quale sarà possibile richiedere le agevolazioni concesse dai singoli Comuni, per le quali il mero contratto di locazione spesso non è sufficiente.





Come
si compila la ricevuta d’affitto





La
ricevuta attestante il pagamento dell’affitto dovrà contenere alcuni
elementi indispensabili. Si tratta di:









ricevuta pagamento affitto




La ricevuta deve essere redatta in duplice copia, una per il proprietario, una per l’inquilino: quest’ultima è quella sulla quale si deve apporre la marca da bollo, che ha un costo di 2 euro.





Per
quanto riguarda la modalità di compilazione, si possono utilizzare:









Si
può fare una ricevuta d’affitto senza marca da bollo?





La legge prevede che la marca da bollo, il cui costo è pari a due euro, debba essere apposta su due tipologie di documenti, come ribadito non solo nel Codice Civile, ma anche nel Decreto del Presidente della Repubblica n. 642 del 26 ottobre 1972:









Considerato che il canone di locazione non è soggetto a IVA e comunemente supera la cifra di 77,47 euro si ha che:









La ricevuta d’affitto è obbligatoria?





L’inquilino potrebbe avere necessariamente bisogno della ricevuta d’affitto per accedere ad alcune agevolazioni di tipo fiscale, quali i contributi a integrazione dei canoni di locazione. Vista in questi termini, l’emissione della ricevuta d’affitto da parte del proprietario è obbligatoria nel caso in cui venga richiesta dall’inquilino.





In generale, l’obbligo di emettere la ricevuta per il pagamento dell’affitto è sempre vigente nel caso in cui il canone venga pagato in contanti: in tale ipotesi, infatti, non ci sarebbe un documento, quale la contabile del bonifico, a certificare l’avvenuto pagamento da parte dell’inquilino.





obbligo ricevuta pagamento affitto




Oggi si è soliti pagare il canone di locazione tramite bonifico, versamenti su carte prepagate o conti Paypal, oppure tramite assegno, tutte modalità che consentono di tenere traccia del pagamento effettuato e per le quali non viene generalmente emessa la ricevuta d’affitto. Ad ogni modo, non ci sono divieti che possano impedire all’inquilino, anche nei casi citati, di richiedere al proprietario la ricevuta d’affitto.





L’obbligo da parte del padrone di casa è disciplinato dall’articolo 1199 del Codice Civile, nel quale si legge che “il creditore che riceve il pagamento deve, a richiesta e a spese del debitore, rilasciare quietanza e farne annotazione sul titolo, se questo non è restituito al debitore”.





È
possibile pagare l’affitto in contanti?





Ricapitolando quanto detto finora, il proprietario che concede il proprio immobile in affitto è tenuto a rilasciare una ricevuta di pagamento:





  1. nei casi in cui l’inquilino lo richieda, poiché deve utilizzare il documento per ottenere delle agevolazioni fiscali;
  2. a prescindere dalla forma utilizzata per effettuare il pagamento: la ricevuta deve essere rilasciata, su richiesta, sia nel caso in cui si paghi in contanti, sia in quello in cui si utilizzi una forma di pagamento tracciabile, quale può essere il bonifico bancario.




Una domanda che potrebbe sorgere spontanea, a questo punto, è relativa alla possibilità di poter sostenere il costo dell’affitto in contanti. In Italia non esiste una norma che vieti agli inquilini di utilizzare uno strumento non tracciabile: è però molto importante ricordare che esiste un limite nello scambio di contanti, che è pari a 2.000 euro.





Nella
pratica, accade dunque che:









Gli
affitti in nero senza ricevuta di pagamento





Supponiamo il caso di un inquilino che viva in affitto in nero perché il suo locatore ha scelto di non registrare il contratto di locazione e di evadere le tasse. L’inquilino non riceve, ovviamente, neanche la ricevuta di pagamento dell’affitto: in questo caso avrà la possibilità di denunciare il fatto di essere in nero?





La risposta è affermativa: la legge italiana prevede infatti che sia sufficiente la sola dichiarazione dell’inquilino affinché l’Agenzia delle Entrate possa avviare un controllo dell’appartamento per verificare l’esattezza dell’informazione ricevuta.





In
una situazione simile dunque:





  1. l’inquilino potrebbe denunciare l’affitto in nero anche se non è in possesso delle ricevute di pagamento dell’affitto;
  2. se il proprietario dovesse cercare di difendersi sostenendo che di aver ceduto il suo immobile in comodato gratuito, la sua dichiarazione non sarebbe ritenuta valida.




Cosa
succede se il proprietario si rifiuta di rilasciare una ricevuta di
pagamento





In
base a quanto detto finora, la ricevuta d’affitto deve essere
rilasciata, se richiesta dall’inquilino:









Analizziamo, invece, il caso in cui il padrone di casa si rifiuti di emettere la ricevuta d’affitto nonostante abbia ricevuto una richiesta esplicita da parte dall’inquilino in affitto. In questa evenienza il conduttore avrebbe due possibilità:









La ricevuta di pagamento non deve essere necessariamente mensile: l’inquilino ha infatti la possibilità di chiedere una quietanza che ricopra un periodo più ampio. Può essere, per esempio, semestrale oppure annuale: in questo caso il proprietario emetterà una quietanza liberatoria, ovvero un documento nel quale l’inquilino viene liberato in modo esplicito dai debiti pregressi che sono stati tutti saldati con il pagamento mensile del canone di affitto.





Esempio di quietanza liberatoria di pagamento dell’affitto





Il
sottoscritto………………………………………………………………………………………….………….
nato
a ………………………………….. prov. …………. il
…………….………….. e residente a …………………….
prov. ……………. in via …………………………………………………………………
Codice
fiscale ……………………………………………………………………………………………………





DICHIARA





di aver ricevuto in data………………………………………………………………………………………….





dal signor………………………………………………………………………………………………………..





nato a ………………………………….. prov. …………. il …………….………….. e residente a ……………………. prov. ……………. in via …………………………………………………………………
Codice fiscale ……………………………………………………………………………………………………





l’importo di euro………………………………………………………………………………………………





in contanti (o a mezzo assegno bancario, circolare, bonifico o altro)





a completo pagamento del contratto di locazione n……… sottoscritto dalle parti in data………





Pertanto rilascia la più ampia quietanza, non avendo null’altro a pretendere.






Data
…………………………….






Firma…………………………..