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Ricevuta pagamento affitto: come funziona e quando è obbligatoria

Quando pago l'affitto devo avere una ricevuta? Chi la deve firmare? Come si compila e quali sono i casi in cui è obbligatoria? Ecco cosa sapere qualora si fosse in affitto e come tutelarsi.

ricevuta pagamento affitto
  • La ricevuta di pagamento dell’affitto, detta anche quietanza, consente di ottenere una prova dell’avvenuto adempimento all’obbligo di versare il canone.
  • Il pagamento dell’affitto può avvenire sia in contanti sia con bonifico bancario – non è infatti previsto nessun obbligo di legge che impone il pagamento tracciabile.
  • Costituisce un obbligo di legge quello di rilasciare la ricevuta di pagamento dell’affitto da parte del locatario.

La ricevuta di pagamento dell’affitto è un atto obbligatorio che deve essere rilasciato dal locatario. Deve contenere una serie di oneri, a partire dai dati delle parti. Sai come si rilascia una ricevuta? Cosa succede se non viene rilasciata?

Talvolta, i contratti di locazione non sono regolari, cioè non sono soggetti a registrazione, quindi l’affitto è in nero. In questo caso deve comunque essere emessa la ricevuta?

In questo articolo cercheremo ci occuperemo proprio della ricevuta di pagamento dell’affitto. Ti spiegheremo quando deve essere emessa e come redigerla, e ci soffermeremo anche sulle conseguenze della mancata emissione da parte del locatario.

Cos’è la ricevuta di pagamento dell’affitto

La ricevuta di pagamento è il documento nel quale viene certificato che l’inquilino ha sostenuto il pagamento del canone di locazione relativo a un mese o a un periodo specifico. La sua importanza consiste nel fatto che rappresenta una tutela per l’inquilino, che gli permetterà di essere protetto contro eventuali nuove richieste di pagamento da parte del locatore.

Un dubbio molto diffuso sull’argomento riguarda l’obbligatorietà della ricevuta d’affitto. In genere, viene rilasciata quando si paga in contanti, ma è obbligatoria anche nel caso in cui l’affitto venga pagato tramite bonifico? Inoltre, come si compila la ricevuta d’affitto e quali elementi deve contenere? È possibile riceverne una senza marca da bollo?

In questa guida sarà fatta chiarezza su un argomento estremamente interessante e che potrebbe tornare molto utile agli inquilini di tutte le età che si preparano ad andare a vivere in affitto, lontano da casa, per esigenze legate allo studio o al lavoro.

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A cosa serve la ricevuta d’affitto?

La ricevuta d’affitto è un documento con una doppia utilità, nel senso che sia il proprietario sia l’inquilino possono utilizzarla:

  • il primo per dimostrare di aver affittato un immobile e di aver ricevuto mensilmente il canone di locazione in base a quanto registrato sul contratto;
  • il secondo al fine di avere una prova tangibile relativa al pagamento del canone.

La ricevuta d’affitto serve inoltre a fare in modo che il proprietario non emetta ricevute di affitto che abbiano un importo inferiore rispetto a quello pagato dall’inquilino, con l’obiettivo di evadere il fisco.

D’altro canto, l’inquilino ha l’onere di richiedere e di conservare le ricevute relative al pagamento dell’affitto: in molti casi si tratta del documento attraverso il quale sarà possibile richiedere le agevolazioni concesse dai singoli Comuni, per le quali il mero contratto di locazione spesso non è sufficiente.

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ricevuta pagamento affitto cos'è

Come si compila la ricevuta d’affitto

La ricevuta attestante il pagamento dell’affitto dovrà contenere alcuni elementi indispensabili. Si tratta di:

  • nome, cognome e codice fiscale del proprietario;
  • nome e cognome dell’inquilino;
  • la causale del pagamento, ovvero il motivo per il quale è stata pagata una determinata cifra e il periodo al quale si riferisce il pagamento;
  • la tipologia di immobile per cui si sta pagando l’affitto, che può essere un appartamento, ma anche un negozio o un ufficio;
  • il numero di contratto di locazione e la data in cui è stato registrato;
  • l’importo del canone di locazione comprensivo della marca da bollo;
  • la data del pagamento;
  • la firma del proprietario, ovvero di colui che ha ricevuto il pagamento.

La ricevuta deve essere redatta in duplice copia, una per il proprietario, una per l’inquilino: quest’ultima è quella sulla quale si deve apporre la marca da bollo, che ha un costo di 2 euro.

Per quanto riguarda la modalità di compilazione, si possono utilizzare:

  • blocchetti generici acquistabili in cartoleria, che di solito non presentano tutte le voci in elenco, ma semplicemente degli spazi in cui inserire l’importo pagato, la data e la firma del proprietario;
  • dei modelli creati in autonomia, all’interno dei quali dovranno essere contenute tutte le informazioni indispensabili affinché il documento possa essere considerato valido.

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Si può fare una ricevuta d’affitto senza marca da bollo?

La legge prevede che la marca da bollo, il cui costo è pari a due euro, debba essere apposta su due tipologie di documenti, come ribadito non solo nel Codice Civile, ma anche nel Decreto del Presidente della Repubblica n. 642 del 26 ottobre 1972:

  • le quietanze di pagamento di importo superiore a 77,47 euro;
  • le quietanze che non sono soggette a IVA.

Considerato che il canone di locazione non è soggetto a IVA e comunemente supera la cifra di 77,47 euro si ha che:

  • al proprietario spetta l’obbligo di apporre la marca da bollo sulla ricevuta;
  • all’inquilino spetta invece quello di pagarla;
  • la mancanza della marca da bollo sulla ricevuta d’affitto comporta sanzioni sia per il proprietario sia per l’inquilino. L’importo della sanzione può variare da 1 a 5 volte rispetto a quello della marca da bollo;
  • le eventuali ricevute per il pagamento delle spese condominiali sono esenti da bollo.

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La ricevuta d’affitto è obbligatoria?

L’inquilino potrebbe avere necessariamente bisogno della ricevuta d’affitto per accedere ad alcune agevolazioni di tipo fiscale, quali i contributi a integrazione dei canoni di locazione. Vista in questi termini, l’emissione della ricevuta d’affitto da parte del proprietario è obbligatoria nel caso in cui venga richiesta dall’inquilino.

In generale, l’obbligo di emettere la ricevuta per il pagamento dell’affitto è sempre vigente nel caso in cui il canone venga pagato in contanti: in tale ipotesi, infatti, non ci sarebbe un documento, quale la contabile del bonifico, a certificare l’avvenuto pagamento da parte dell’inquilino.

Oggi si è soliti pagare il canone di locazione tramite bonifico, versamenti su carte prepagate o conti Paypal, oppure tramite assegno, tutte modalità che consentono di tenere traccia del pagamento effettuato e per le quali non viene generalmente emessa la ricevuta d’affitto. Ad ogni modo, non ci sono divieti che possano impedire all’inquilino, anche nei casi citati, di richiedere al proprietario la ricevuta d’affitto.

L’obbligo da parte del padrone di casa è disciplinato dall’articolo 1199 del Codice Civile, nel quale si legge che il creditore che riceve il pagamento deve, a richiesta e a spese del debitore, rilasciare quietanza e farne annotazione sul titolo, se questo non è restituito al debitore”.

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ricevuta pagamento affitto obbligatoria

È possibile pagare l’affitto in contanti?

Ricapitolando quanto detto finora, il proprietario che concede il proprio immobile in affitto è tenuto a rilasciare una ricevuta di pagamento:

  1. nei casi in cui l’inquilino lo richieda, poiché deve utilizzare il documento per ottenere delle agevolazioni fiscali;
  2. a prescindere dalla forma utilizzata per effettuare il pagamento: la ricevuta deve essere rilasciata, su richiesta, sia nel caso in cui si paghi in contanti, sia in quello in cui si utilizzi una forma di pagamento tracciabile, quale può essere il bonifico bancario.

Una domanda che potrebbe sorgere spontanea, a questo punto, è relativa alla possibilità di poter sostenere il costo dell’affitto in contanti. In Italia non esiste una norma che vieti agli inquilini di utilizzare uno strumento non tracciabile: è però molto importante ricordare che esiste un limite nello scambio di contanti, che è pari a 5.000 euro.

Nella pratica, accade dunque che:

  • gli affitti sotto i 5.000 euro possono essere pagati anche in contanti;
  • per gli affitti che hanno un costo superiore ai 5.000 euro non è invece possibile il pagamento in contanti.

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Gli affitti in nero senza ricevuta di pagamento

Supponiamo il caso di un inquilino che viva in affitto in nero perché il suo locatore ha scelto di non registrare il contratto di locazione e di evadere le tasse. L’inquilino non riceve, ovviamente, neanche la ricevuta di pagamento dell’affitto: in questo caso avrà la possibilità di denunciare il fatto di essere in nero?

La risposta è affermativa: la legge italiana prevede infatti che sia sufficiente la sola dichiarazione dell’inquilino affinché l’Agenzia delle Entrate possa avviare un controllo dell’appartamento per verificare l’esattezza dell’informazione ricevuta.

In una situazione simile dunque:

  1. l’inquilino potrebbe denunciare l’affitto in nero anche se non è in possesso delle ricevute di pagamento dell’affitto;
  2. se il proprietario dovesse cercare di difendersi sostenendo di aver ceduto il suo immobile in comodato gratuito, la sua dichiarazione non sarebbe ritenuta valida.

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Cosa succede se il proprietario si rifiuta di rilasciare una ricevuta di pagamento

In base a quanto detto finora, la ricevuta d’affitto deve essere rilasciata, se richiesta dall’inquilino:

  • nel caso di pagamento in contanti, nei limiti della cifra massima che può essere scambiata prevista dalla legge;
  • nel caso di pagamento tramite sistemi tracciabili, a prescindere dal fatto che basti un estratto conto (nel caso del bonifico) per dimostrare di avere pagato l’affitto.

Analizziamo, invece, il caso in cui il padrone di casa si rifiuti di emettere la ricevuta d’affitto nonostante abbia ricevuto una richiesta esplicita da parte dall’inquilino in affitto. In questa evenienza, il conduttore avrebbe due possibilità:

  1. il diritto di non pagare;
  2. il diritto di pagare alla presenza di un testimone o registrando un video da utilizzare come prova in caso di contenzioso con il proprietario dell’immobile.

La ricevuta di pagamento non deve essere necessariamente mensile: l’inquilino ha infatti la possibilità di chiedere una quietanza che ricopra un periodo più ampio. Può essere, per esempio, semestrale oppure annuale: in questo caso il proprietario emetterà una quietanza liberatoria, ovvero un documento nel quale l’inquilino viene liberato in modo esplicito dai debiti pregressi che sono stati tutti saldati con il pagamento mensile del canone di affitto.

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ricevuta pagamento affitto

Esempio di quietanza liberatoria di pagamento dell’affitto

Il sottoscritto………………………………………………………………………………………….………….
nato a ………………………………….. prov. …………. il …………….………….. e residente a ……………………. prov. ……………. in via …………………………………………………………………
Codice fiscale ……………………………………………………………………………………………………

DICHIARA

di aver ricevuto in data………………………………………………………………………………………….

dal signor………………………………………………………………………………………………………..

nato a ………………………………….. prov. …………. il …………….………….. e residente a ……………………. prov. ……………. in via …………………………………………………………………
Codice fiscale ……………………………………………………………………………………………………

l’importo di euro………………………………………………………………………………………………

in contanti (o a mezzo assegno bancario, circolare, bonifico o altro)

a completo pagamento del contratto di locazione n……… sottoscritto dalle parti in data………

Pertanto rilascia la più ampia quietanza, non avendo null’altro a pretendere.

Data …………………………….

Firma…………………………..

Ricevuta pagamento affitto – Domanda frequente

Cosa si intende per ricevuta di pagamento dell’affitto?

La ricevuta di pagamento dell’affitto è la c.d. quietanza: serve a provare l’avvenuto pagamento dei canoni di locazione.

Se il contratto non è registrato, è obbligatorio emettere la ricevuta?

La ricevuta di pagamento dell’affitto deve essere obbligatoriamente emessa sempre, anche in caso di contratto non registrato.

Sulla ricevuta di pagamento dell’affitto deve essere messa una marca da bollo?

La ricevuta di pagamento dell’affitto deve avere apposte le marche da bollo: la mancanza della marca da bollo sulla ricevuta d’affitto comporta sanzioni sia per il proprietario sia per l’inquilino.

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Maria Saia
Esperta di diritti delle donne
Ha respirato per più di 20 anni la stessa aria di Falcone e Borsellino e ne condivide, ancora oggi, il sogno utopico di un mondo senza mafie e ingiustizie. Non a caso, “È la giustizia, non la carità, che manca nel mondo” è una delle sue citazioni preferite. Su deQuo, scrive di bonus e agevolazioni statali e di diritti della persona - in particolare, di diritti delle donne.
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