Come funziona il cambio di intestatario dell’assicurazione auto per decesso?
Il cambio intestatario dell'assicurazione auto per decesso coinvolge la compagnia, il PRA e la Motorizzazione. Ecco cosa fare con la polizza intestata al defunto e come funziona il passaggio di proprietà con uno o più eredi.
- Il cambio intestatario dell’assicurazione auto per decesso segue il passaggio di proprietà e la classe di merito spetta agli eredi conviventi con il defunto.
- L’auto passa agli eredi solo con l’accettazione dell’eredità, da registrare al PRA entro 60 giorni dall’autentica della firma;
- Se un erede usa l’auto per più di 30 giorni in attesa della successione, deve chiedere l’intestazione temporanea alla Motorizzazione.
Il cambio intestatario dell’assicurazione auto per decesso è uno dei primi adempimenti che gli eredi affrontano dopo un lutto, insieme alla successione. L’auto è un bene mobile registrato: non passa di mano con la consegna delle chiavi, ma con l’accettazione dell’eredità e la trascrizione al Pubblico Registro Automobilistico, secondo l’art. 94 del Codice della strada. Il caso più comune è l’auto di un genitore, ancora assicurata a suo nome, che un figlio vuole usare, tenere o vendere. Le regole cambiano se l’erede è uno solo o se sono più d’uno, e se viveva o no con il defunto. Vediamo in che modo.
Cosa succede all’auto quando muore l’intestatario?
Per il Codice civile, l’eredità si acquista con l’accettazione (art. 459 c.c.). Fino a quel momento, l’auto resta intestata al defunto nei registri pubblici e nessun erede ne è formalmente proprietario.
Il diritto di accettare l’eredità si prescrive in 10 anni dall’apertura della successione (art. 480 c.c.). Per trascrivere il veicolo al PRA serve però un’accettazione espressa, cioè una dichiarazione contenuta in un atto pubblico o in una scrittura privata (art. 475 c.c.) con firma autenticata.
L’autentica la possono fare il notaio, il funzionario comunale o lo Sportello telematico dell’automobilista (STA), presente presso gli uffici ACI-PRA, la Motorizzazione e le agenzie di pratiche auto abilitate.
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Cosa devo fare con l’assicurazione auto intestata a un defunto?
La prima cosa da fare è comunicare il decesso alla compagnia. Sarà l’impresa a indicarti i documenti richiesti e le soluzioni previste dalle condizioni di polizza, cioè la voltura del contratto o la stipula di un nuovo contratto a nome del nuovo proprietario.
L’obbligo di assicurazione RC auto riguarda i veicoli posti in circolazione su strade di uso pubblico o aree equiparate (art. 122 del Codice delle assicurazioni private, D.Lgs. 209/2005). Circolare senza copertura espone alle sanzioni dell’art. 193 del Codice della strada, a prescindere da chi sia l’intestatario.
La normativa in vigore prevede che la classe di merito passi agli eredi, ma non a tutti. In pratica, infatti, la classe di merito CU maturata sul veicolo spetta agli eredi che erano conviventi con il defunto al momento della morte e che acquistano la proprietà dell’auto per eredità.
Se l’erede convivente, o un suo familiare convivente, possiede già un altro veicolo assicurato, l’auto ereditata può ricevere la stessa classe di CU di quel veicolo. La compagnia che assicura l’auto caduta in successione deve assegnarla su richiesta del contraente.
Cosa cambia se l’erede non viveva con il defunto?
In questo caso la classe del defunto non si trasferisce. Per la regola generale (art. 4 del Regolamento IVASS n. 58/2026), il veicolo oggetto di voltura al PRA entra in classe CU 14.
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Come fare il passaggio di proprietà di un’auto se il proprietario è deceduto?
L’art. 94, comma 1, del Codice della strada impone di chiedere la trascrizione al PRA e l’aggiornamento della carta di circolazione entro 60 giorni dalla data in cui la firma sull’atto è stata autenticata. Per l’auto del defunto, il termine decorre quindi dall’autentica dell’accettazione dell’eredità, non dalla data del decesso.
La pratica si presenta a uno STA. Al termine l’erede riceve il certificato di proprietà digitale aggiornato e l’aggiornamento della carta di circolazione o del documento unico.
In genere gli sportelli chiedono:
- l’atto di accettazione dell’eredità in bollo, con firma autenticata;
- il certificato di proprietà (cartaceo o digitale) e la carta di circolazione, oppure il documento unico;
- la dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesta la qualità di erede (art. 47 D.P.R. 445/2000);
- la copia conforme del testamento o un estratto in bollo, se la successione è testamentaria;
- documento d’identità e codice fiscale degli eredi.
Quanto costa il passaggio di proprietà?
Il conto comprende gli emolumenti ACI, l’imposta di bollo, i diritti della Motorizzazione e l’Imposta provinciale di trascrizione (IPT). L’IPT varia in base alla provincia e alla potenza del veicolo, e alcune province prevedono riduzioni per i trasferimenti da successione. La registrazione è possibile anche dopo i 60 giorni. In questo caso all’IPT si aggiungono una sanzione del 30% dell’imposta e gli interessi legali.
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Auto intestata a un defunto: cosa succede se ci sono più eredi?
Con più eredi l’auto entra in comunione ereditaria. La prima trascrizione al PRA avviene a nome di tutti gli eredi, ciascuno per la propria quota.
Gli eredi hanno poi tre strade:
- restare cointestatari del veicolo, con gli obblighi che ne derivano per tutti;
- intestare l’auto a uno solo di loro, con la cessione delle quote degli altri;
- vendere l’auto a un terzo, con il consenso di tutti i coeredi.
Nel secondo e nel terzo caso servono due trascrizioni: la prima a favore di tutti gli eredi, la seconda a favore dell’erede o dell’acquirente che diventa unico intestatario. Le due operazioni possono stare in un unico atto che contiene l’accettazione e la contestuale vendita. Se gli eredi non trovano un accordo, ciascuno di loro può chiedere la divisione dei beni ereditari (art. 713 c.c.), anche davanti al giudice.
Sul fronte assicurativo, il Regolamento IVASS n. 58/2026 (art. 10, comma 2, lett. b) tutela il passaggio da più proprietari a uno solo. Quando l’auto cointestata passa a uno o più dei comproprietari, questi conservano la classe di CU maturata sul veicolo.
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Cos’è l’intestazione temporanea dell’auto del defunto
Può capire di avere bisogno di usare l’auto prima di aver chiuso la successione. Per queste ipotesi, esiste l’intestazione temporanea, prevista dall’art. 94, comma 4-bis, del Codice della strada e dall’art. 247-bis del Regolamento di esecuzione (D.P.R. 495/1992).
Il Ministero dei Trasporti ha dettato le istruzioni con le circolari n. 15513 del 10 luglio 2014 e n. 23743 del 27 ottobre 2014. Ecco le regole principali:
- l’obbligo scatta se un erede usa l’auto per più di 30 giorni naturali e consecutivi;
- la richiesta va presentata entro 30 giorni dalla data del decesso;
- l’intestazione presuppone un uso esclusivo e personale, quindi la può ottenere un solo erede alla volta;
- si aggiorna solo la carta di circolazione, non il certificato di proprietà al PRA.
Ovviamente, l’intestazione temporanea non vale come accettazione tacita dell’eredità (art. 476 c.c.). Sul tagliando adesivo compare la dicitura che l’intestatario è deceduto e che l’annotazione resta in attesa della successione.
La domanda si presenta alla Motorizzazione sul modello TT2119, con la dichiarazione sostitutiva che attesta la qualità di erede, il luogo e la data del decesso e il fatto che la successione non è conclusa; la pratica costa 10,20 euro di diritti e 16 euro di bollo.
Chi omette la comunicazione rischia la stessa sanzione prevista dal comma 3 dell’art. 94 e il ritiro della carta di circolazione (comma 5).
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Cambio intestatario assicurazione auto per decesso – Domande frequenti
Avvisa la compagnia assicurativa, accetta l’eredità con firma autenticata e registra l’atto al PRA entro 60 giorni. Se usi l’auto prima, valuta l’intestazione temporanea.
Sì, con assicurazione valida. Oltre 30 giorni di uso da parte dello stesso erede serve l’intestazione temporanea, dopo l’accettazione la trascrizione entro 60 giorni.
Serve l’accettazione dell’eredità, non la dichiarazione di successione presentata al Fisco. Accettazione e vendita possono stare in un unico atto firmato da tutti gli eredi.
No. La circolare MIT n. 23743/2014 esclude che l’intestazione temporanea configuri un’accettazione tacita dell’eredità.
Solo se l’erede era convivente con il defunto al momento della morte. In caso contrario l’auto parte dalla classe CU 14, salvo l’applicazione della RC familiare.
Riferimenti normativi
- artt. 459, 475, 476, 480 e 713 c.c.;
- art. 94 D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285;
- art. 193 D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285;
- art. 247-bis D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495;
- artt. 122, 134 e 171 D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209;
- art. 47 D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445;
- artt. 4 e 10 Regolamento IVASS 10 febbraio 2026, n. 58;
- Circolare MIT 10 luglio 2014, prot. n. 15513;
- Circolare MIT 27 ottobre 2014, prot. n. 23743.
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