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CCNL Metalmeccanica Piccola Industria: livelli e mansioni

In questo articolo analizziamo le disposizioni più importanti del CCNL Metalmeccanica – Piccola Industria, al fine di fornire chiarimenti sugli aspetti più importanti dei contratti di lavoro regolati da questo CCNL. Scoprili con noi nella nostra guida.

tabelle ccnl metalmeccanici piccola industria
  • Il CCNL Metalmeccanica – Piccola Industria prevede la normativa di riferimento per le lavoratrici e i lavoratori addetti alla piccola e media industria metalmeccanica, orafa e alla installazione di impianti.
  • Il contratto, nel suo ultimo rinnovo del 26 maggio 2021, è stato stipulato tra la UNIONMECCANICA, con l’assistenza della CONFAPI e la FIM- CISL, la FIOM-CGIL, la UILM-UIL.
  • Tra le notizie più recenti relative a questo contratto, troviamo la regolarizzazione del welfare per il 2025.

Dall’analisi del CCNL Metalmeccanica – Piccola Industria è possibile comprendere come sono regolati alcuni aspetti fondamentali del rapporto di lavoro per i soggetti ai quali esso si applica.

Li abbiamo analizzati uno per uno in questa guida, dove puoi trovare informazioni su:

  1. la classificazione del personale;
  2. l’inquadramento in livelli retributivi a seconda delle mansioni affidate;
  3. la durata dell’orario normale di lavoro e la regolazione del lavoro straordinario;
  4. la durata del periodo di prova;
  5. le ferie e i permessi;
  6. i doveri delle aziende datrici di lavoro e dei lavoratori;
  7. la durata del preavviso in caso di dimissioni e in caso di licenziamento;
  8. il welfare 2025.

1. Classificazione del personale CCNL Metalmeccanici piccola e media industria

Nel CCNL Metalmeccanica piccola industria, i lavoratori sono inquadrati in una classificazione unica, articolata su 9 categorie professionali e altrettanti livelli retributivi. L’inquadramento viene effettuato sulla base delle declaratorie, che consistono in una descrizione ed esemplificazione dei profili professionali e delle mansioni.

A seconda dell’esperienza e della complessità delle mansioni affidate, vi può essere un inquadramento tra il primo e il nono livello retributivo, laddove al primo livello sono assegnate mansioni che non richiedono particolari conoscenze tecnico-pratiche, mentre al livello più alto ci sono i quadri, lavoratori con funzioni direttive e di responsabilità.

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ccnl metalmeccanici piccola industria. livelli
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2. Tabella retribuzione e livelli

Di seguito i livelli minimi retributivi, aggiornati al 1 giugno 2024.

LivelloMinimo salariale (espresso in euro)
92.985,18
9 Quadro2.985,18
82.684,27
8 Quadro2.684,27
72.468,33
62.300,75
52.145,87
42.003,23
31.920,00
21.730,47
11.566,89

3. Orario di lavoro normale e straordinario

L’art. 20 del CCNL Metalmeccanica – Piccola Industria fissa la durata massima settimanale del lavoro ordinario in 40 ore. Al fine di meglio rispondere alle oscillazioni di mercato, però, può essere computata una durata media dell’orario di lavoro in un periodo non superiore ai dodici mesi.

Il lavoro eseguito oltre l’orario normale settimanale, ovvero oltre l’orario normale giornaliero concordato, è considerato lavoro straordinario, per il quale deve essere corrisposta una maggiorazione del 20%. Per il lavoro notturno, invece, è prevista una maggiorazione del 25% fino alle ore 22, che raggiunge il 35% in caso di lavoro notturno oltre le ore 22, quando la prestazione lavorativa non è articolata su turni.

Quanto al riposo settimanale, è generalmente previsto per la giornata della domenica. È altresì previsto che, in caso di spostamento eccezionale del giorno di riposo prestabilito, il lavoratore ha diritto alla maggiorazione stabilita per il lavoro festivo

Sono previsti inoltre riposi specifici per alcune categorie, come nel caso del settore siderurgico, dove si hanno 8 ore di riposo supplementare retribuite ogni 8 settimane.

3.1 Lavoro agile

Interessante è anche quanto disposto dall’art. 24 bis in materia di lavoro agile. Tale articolo, infatti, prevede che deve essere garantito al lavoratore il diritto alla disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche al di fuori dell’orario di lavoro. 

Fatto salvo il diritto alla disconnessione, il lavoratore agile deve essere contattabile e reperibile durante il proprio orario di lavoro, nel rispetto dell’orario di lavoro e/o degli accordi tra le parti.

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4. Periodo di prova

Quanto all’assunzione in prova, l’art.3 – capitolo secondo del CCNL Metalmeccanica – Piccola Industria, prevede la seguente durata del periodo di prova, differenziata a seconda della categoria in cui è inquadrato il lavoratore.

Categoria professionaleDurata ordinariaDurata ridotta
1.a1 mese20 giorni
2.a e 3.a1 mese e 15 giorni1 mese
4.a 5.a e 6.a3 mesi2 mesi
7.a 8.a e 9.a6 mesi3 mesi
ccnl metalmeccanici piccola industria. retribuzione

5. Ferie, permessi e congedi

Quanto alle ferie, l’art. 33 prevede che i lavoratori maturino, per ogni anno di servizio, un periodo di ferie retribuito pari a 4 settimane. Quando l’anzianità di servizio raggiunge i 10 anni di servizio, è inoltre prevista una giornata aggiuntiva di ferie l’anno, che diventa una settimana al raggiungimento del diciottesimo anno di anzianità di servizio.

Qualora all’epoca delle ferie il lavoratore non abbia maturato il diritto all’intero periodo delle ferie, ad egli spetterà, per ogni mese di servizio prestato, un dodicesimo del periodo feriale di 4 settimane. La frazione di mese superiore ai 15 giorni viene considerata come un mese intero. In caso di risoluzione del rapporto di lavoro, al lavoratore spetta il pagamento delle ferie in proporzione dei dodicesimi maturati.

Le ore di permesso retribuite sono invece 104 all’anno. Sono poi previsti e regolati permessi per attività formative sindacali, permessi per cariche sindacali, permessi ex art. 33 L. 104/1992, e congedi per il diritto allo studio, congedi matrimoniali e congedi parentali.

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6. Diritti e doveri CCNL Metalmeccanica piccola industria

L’art. 69 del CCNL Metalmeccanica – Piccola Industria prevede un’elencazione dei diritti e doveri dei prestatori di lavoro e dei datori di lavoro, da osservare nello svolgimento del rapporto e che si aggiungono agli obblighi di legge.

Tra i doveri del lavoratore, vi sono:

  • osservare l’orario di lavoro;
  • dedicare attività assidua e diligente al disbrigo delle mansioni assegnate;
  • non prestare attività presso altre aziende direttamente concorrenti;
  • avere cura di locali, mobili, oggetti, macchinari, cancelleria, attrezzature, utensili, strumenti e quanto altro a lui affidato;
  • osservare le disposizioni di legge ed aziendali sulla prevenzione degli infortuni;
  • comunicare tempestivamente ogni variazione del proprio domicilio;
  • mantenere l’assoluta segretezza sugli interessi dell’azienda.

Quanto ai doveri dell’azienda ricordiamo:

  • evitare comportamenti inopportuni, offensivi e insistenti, nonché deliberatamente riferiti alla condizione sessuale;
  • mettere il lavoratore in condizioni di evitare equivoci circa le persone alle quali, oltreché al superiore diretto, è tenuto a rivolgersi in caso di necessità e delle quali è tenuto ad osservare le disposizioni;
  • mettere a disposizione del lavoratore quanto occorrente all’espletamento delle sue mansioni;
  • adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica del lavoratore
  • portare a conoscenza dei lavoratori e far rispettare le disposizioni di propria emanazione sulla prevenzione degli infortuni.

LEGGI pure CCNL dipendenti studi professionali: rinnovo, tabelle retributive, novità

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7. Preavviso dimissioni e licenziamento

In caso di cessazione del rapporto di lavoro, l’art. 75 prevede che le parti, sia in caso di licenziamento, sia di dimissioni, devono dare un periodo di preavviso i cui termini sono stabiliti come segue a seconda dell’anzianità e della categoria professionale cui appartiene il lavoratore.

Anni di servizio9.a 8.a 7.a cat. prof.6.a 5.a 4.a cat. prof.2.a 3.a cat. prof.1.a cat. prof.
fino 5 anni2 mesi1 mese e 15 giorni10 giorni7 giorni
oltre 5 e fino 10 anni3 mesi2 mesi20 giorni15 giorni
oltre 10 anni4 mesi2 mesi e 15 giorni30 giorni20 giorni

I termini di disdetta decorrono dal giorno del ricevimento dell’atto di dimissioni o di licenziamento e il periodo di preavviso si calcola dal giorno successivo.

La parte che risolve il rapporto senza l’osservanza di tali termini deve corrispondere all’altra un’indennità pari all’importo della retribuzione per il periodo di mancato preavviso. Va ricordato, però, che il preavviso non è dovuto in caso di dimissioni per giusta causa o licenziamento per giusta causa.

Approfondisci leggendo anche Preavviso dimissioni: quali sono i tempi in relazione al CCNL

8. Welfare 2025

Un’ultima informazione rilevante, in particolare perché risale al mese di gennaio 2025, è relativa alla definizione del welfare per le/i dipendenti. È stato infatti previsto un welfare pari a 200 euro da usare entro il 31 dicembre 2025.

Tale importo è riservato ai lavoratori che hanno superato il periodo di prova al 1° gennaio 2025 o che vengono assunti entro il 31 dicembre 2025 con:

  • contratto a tempo indeterminato;
  • contratto a tempo determinato, con almeno 3 mesi di anzianità di servizio nel corso dell’anno.

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Avv. Rossella Russo
Esperta di diritto del lavoro e della previdenza sociale
L’Avv. Rossella Russo ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Napoli Federico II nel dicembre 2018 ed è iscritta all’albo degli Avvocati del Foro di Santa Maria Capua Vetere dal 2022. Nel 2023, ha frequentato il Master di II livello in diritto del lavoro presso l’Università degli Studi di Roma – La Sapienza. Si dedica principalmente al diritto del lavoro e della previdenza sociale e ha collaborato con studi legali operanti nel settore in ambito nazionale ed internazionale. Si occupa inoltre di diritto civile, con riferimento in particolare alla contrattualistica, risarcimento danni e tutela dei consumatori.
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