Cosa succede se non ho pagato l’IMU o se la pago in ritardo
Quali sono le soluzioni a tua disposizione che paghi l’IMU in ritardo o hai saltato una rata dell’imposta? Puoi versare l’imposta in ritardo prima che venga notificata una cartella esattoriale? Ecco una guida che ti spiega come puoi rimediare in questi casi.
- Il mancato versamento IMU comporta sanzioni e interessi, e, nei casi più gravi, la procedura di riscossione forzata da parte del Comune.
- Il ravvedimento operoso permette di versare l’IMU in ritardo con sanzioni ridotte, in proporzione al tempo trascorso dalla data di scadenza dell’imposta.
- Il ravvedimento non si applica se il Comune ha già notificato un avviso di accertamento e se passa più di un anno senza regolarizzare il versamento.
Hai dimenticato di versare una rata IMU o l’hai pagata in ritardo? Devi sapere che non pagare l’IMU entro i termini di scadenza implica sanzioni e interessi.
Inoltre, se non versi la somma dovuta entro 60 giorni dalla notifica del sollecito di pagamento che ti ha inviato il Comune, quest’ultimo può avviare la procedura di riscossione forzata, che prevede, per esempio, il pignoramento dei beni del debitore.
Tuttavia, puoi rimediare a queste dimenticanze grazie allo strumento del ravvedimento operoso, con cui puoi sanare spontaneamente la tua posizione tributaria attraverso il versamento di sanzioni ridotte, il cui importo cambia in base alla tempestività del ravvedimento.
In questo articolo ti spiego in maniera semplice e dettagliata come funziona la soluzione del ravvedimento operoso e quando il Comune può avviare una procedura di riscossione forzata.
IMU non pagata: lo strumento del ravvedimento operoso
Il mancato versamento dell’IMU implica le seguenti conseguenze:
- applicazione di sanzioni amministrative;
- calcolo di interessi legali;
- avvio di accertamenti esecutivi da parte del Comune.
In caso di mancato pagamento dell’IMU entro il giusto termine (per esempio, il 16 dicembre per quanto riguarda il saldo), il contribuente ha la possibilità di regolarizzare la sua posizione versando quanto dovuto in ritardo con sanzioni ridotte grazie al ravvedimento operoso, uno strumento contemplato dallo Statuto del contribuente.
Lo strumento in questione permette proprio di pagare l’IMU in ritardo con sanzioni ridotte, in proporzione al tempo trascorso dalla data di scadenza dell’imposta.
Il ravvedimento operoso è maggiormente vantaggioso se vi ricorri il prima possibile, poiché la riduzione delle sanzioni va a diminuire man mano che si interviene per tempo. Non è possibile fruire di questo strumento qualora il Comune abbia già avviato un accertamento.
Ti potrebbe interessare: Sgravi IMU su case al mare e in montagna: cosa prevede il nuovo decreto del MEF?

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato
- +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
- Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
- Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere
Le tipologie di ravvedimento operoso
Vi sono 4 tipologie di ravvedimento operoso in base all’entità del ritardo accumulato. Il tasso di riferimento annuale per gli interessi giornalieri è stabilito di anno in anno con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
1. Ravvedimento operoso sprint
Il ravvedimento sprint è una modalità di ravvedimento operoso che puoi utilizzare entro 14 giorni dalla scadenza originaria del pagamento; per il saldo IMU 2025, tale termine cade il 30 dicembre. In questo arco temporale viene applicata una sanzione minima (0,1% per ogni giorno di ritardo fino a massimo di 1,4%).
Ti suggeriamo di leggere anche Sgravi IMU su case al mare e in montagna: cosa prevede il nuovo decreto del MEF?
2. Ravvedimento breve
Il ravvedimento breve si applica dal 15° al 30° giorno di ritardo e ti consente di regolarizzare la sua situazione tributaria versando l’imposta dovuta con una sanzione fissa dell’1,5% della somma da pagare, più gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale.
3. Ravvedimento intermedio
Il ravvedimento intermedio si applica dal 31° al 90° giorno di ritardo. Con questa modalità di ravvedimento puoi sanare la tua situazione debitoria pagando l’imposta dovuta con una sanzione fissa dell’1,67% della cifra da versare, più gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale.
Scopri di più su Come cambia la pace fiscale in manovra, tra rottamazione quinquies e novità su IMU, bollo auto e TARI: chi può aderire

4. Ravvedimento lungo
Il ravvedimento lungo (detto anche ravvedimento annuale) si applica oltre il 90° giorno di ritardo, ma comunque entro un anno di ritardo. In pratica, puoi regolarizzare la tua situazione debitoria versando l’imposta dovuta con una sanzione fissa del 3,75% della somma da versare, più gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale.
LEGGI ANCHE: Pignoramenti più veloci (sprint) per chi non paga IMU e TARI: ecco le novità
Pagamento dell’IMU in ritardo senza ravvedimento: quali sono le conseguenze?
Nel caso in cui passi oltre un anno senza regolarizzare il pagamento, non puoi più ricorrere al ravvedimento operoso e il Comune può applicare la sanzione piena.
In base alla Legge n. 160/2019, gli accertamenti IMU sono esecutivi; ciò significa che il Comune può avviare direttamente azioni di recupero forzato (per esempio, pignoramenti o fermi) trascorsi 60 giorni dalla notifica del sollecito di pagamento.
L’ente può avviare la procedura di riscossione forzata, informando preventivamente il debitore, tuttavia senza la necessità di emettere una nuova cartella; sarà, infatti, sufficiente l’atto già notificato dal Comune a far scattare il pignoramento se non viene pagata la cifra contestata.
Se non hai pagato l’IMU e hai necessità di una consulenza legale approfondita sull’argomento onde evitare spiacevoli sorprese, come un pignoramento, puoi contattare uno degli avvocati tributaristi presenti su deQuo.
LEGGI pure: Pignoramento conto corrente: come funziona e cosa succede dopo

Quando si prescrive l’IMU?
L’Imposta Municipale Unica si prescrive in 5 anni nel caso in cui al contribuente non venga notificato alcun avviso di accertamento da parte del Comune entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui il pagamento era dovuto.
Ciò vuol dire che qualora il Comune non agisca entro 5 anni, l’imposta non è più dovuta per intervenuta prescrizione. Se viene richiesto il pagamento di più annualità, il contribuente deve pagare soltanto le somme relative agli ultimi 5 anni.
Quindi, nell’ipotesi di IMU non pagata per 10 anni, il debitore è tenuto a versare solamente gli ultimi 5 anni, in quanto gli anni precedenti sono considerati prescritti.
Approfondisci con Tutti i casi di esenzione IMU 2025: guida aggiornata
Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato
- +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
- Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
- Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere
Altro su Tasse e imposte
Approfondimenti, novità e guide su Tasse e imposte