Detrazione delle spese mediche nel 730: cosa posso scaricare?
Le spese mediche sono tra le detrazioni più utilizzate nel modello 730. Scopriamo quali sono i limiti di spesa, quali sono le spese che possono essere utilizzate per beneficiare una riduzione dell’Irpef.
- La detrazione delle spese mediche è pari al 19%, con una franchigia di 129,11 euro.
- I pagamenti tracciabili sono obbligatori, salvo eccezioni come farmaci e prestazioni in strutture pubbliche o accreditate.
- La detrazione non prevede limiti di reddito.
La stagione della dichiarazione dei redditi è ormai avviata. Se ti stai chiedendo quali spese potrai portare in detrazione, devi sapere che le spese mediche rientrano tra quelle che potrai scaricare dal modello 730/2026. Il costo delle visite specialistiche o l’acquisto dei farmaci possono essere utilizzati per ridurre l’imposta da versare allo Stato.
Se ti avvarrai del modello 730/2026 precompilato, messo a disposizione del cittadino dall’Agenzia delle Entrate, troverai inseriti i dati relativi alle spese mediche e sanitarie sostenute nell’anno precedente.
In questo articolo esamineremo le regole per fruire la detrazione pari al 19%, indicheremo i documenti da conservare e i campi da compilare nel modello 730.
Quali sono le spese mediche da portare in detrazione
Le spese sanitarie che potrai utilizzare per ridurre l’IRPEF sono considerevoli. Considerata la varietà di tipologia si può dire con certezza che la salute del cittadino sia al centro dell’attenzione del Fisco. Di seguito l’elenco di spese relative a visite mediche, farmaci o altre prestazioni sanitarie che si potranno indicare nel modello 730.
Si tratta di:
- spese per prestazioni rese dal medico generico, come certificazioni per attività sportive o patenti;
- medicinali da banco o altri dispositivi medici;
- prestazioni rese da medico specialista;
- indagini radioscopiche;
- ricoveri per interventi chirurgici;
- spese relative a trapianto di organi;
- cure termali;
- acquisto o affitto di protesi sanitarie o dispositivi medici
- ticket pagati per prestazioni sanitarie rese nell’ambito del servizio sanitario nazionale;
- spese per assistenza infermieristica o riabilitativa.
Le spese possono essere detratte anche se non è presente una prescrizione medica specifica. Tramite modello 730 si possono scaricare anche le spese che sono state sostenute nell’interesse di familiari fiscalmente a carico – ovvero coloro che non superino il limite di 2.840,51 euro di reddito che diventano 4.000 euro per i figli che non hanno ancora compiuto i 24 anni.
Ti ricordiamo anche che puoi beneficiare della detrazione anche per le spese sostenute per i familiari che non sono a carico affetti da patologie esenti, nel limite massimo di 6.197,48 euro.
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Come effettuare i pagamenti
Con la Legge di Bilancio 2020 ai fini della detrazione nel 730 è stato introdotto l’obbligo di pagamento delle spese con mezzi tracciabili. Il pagamento in contanti non consente di beneficiare dello sconto IRPEF. A questa regola è prevista un’eccezione per i casi in cui si dichiarino spese sanitarie ben specifiche. Si tratta di medicinali, dispositivi medici o prestazioni sanitarie rese nell’ambito dell’SSN o da strutture private che siano accreditate al SSN. Sono dunque escluse le spese per visite rese in studi o strutture privata. Se pagate in contanti non si è ammessi al beneficio fiscale.
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Quali sono i limiti di spesa?
Per poter fruire delle agevolazioni messe a punto dallo Stato è molto importante conoscere le modalità di calcolo della detrazione al fine di evitare errori che possano pregiudicare il rimborso dell’imposta.
Il primo punto da chiarire concerne i limiti dell’ammontare della spesa che si può inserire nella dichiarazione dei redditi. Avrai pertanto diritto alla detrazione solo in caso di superamento del limite minimo di spesa pari a 129,11 euro. Tale importo è la cosiddetta franchigia.
Si dovrà dunque calcolare la differenza tra le spese sostenute e la franchigia indicata. Questa differenza sarà la cifra che dovrai riportare nella dichiarazione dei redditi e sulla quale si applicherà l’aliquota del 19%. Ne consegue che se le spese sostenute superano l’importo della franchigia non ti sarà riconosciuta la detrazione fiscale.
Come si calcola la detrazione sulle spese mediche?
Per fare un esempio, immagina di aver sostenuto 1.000 euro di spese mediche nel 2025. La parte che puoi detrarre è: 1.000 – 129,11 = 870,89 euro. Su questo importo si applica il 19% e quindi la detrazione sarà: 19% di 870,89 = 165,47 euro
Nel caso in cui invece le spese da detrarre superino i 15.493, 71 euro la detrazione potrà essere suddivisa in quattro rate annuali dello stesso importo.
Per quanto concerne le modalità di compilazione del modello 730/2026, per non commettere errori ed evitare spiacevoli sorprese dovrai fare riferimento al quadro E e ai righi E1 e E2, lo stesso nel caso in cui dovrai soltanto controllare i dati già riportati nella precompilata dall’Agenzia delle Entrate.
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Quali documenti conservare per beneficiare della detrazione fiscale?
Una volta compilato il modello 730/2026 o accettato il modello precompilato con modifiche occorre fare particolare attenzione alla conservazione dei documenti attestanti le spese indicate. L’Agenzia elle Entrate può effettuare dei controlli per 5 anni dalla data di presentazione della denuncia dei redditi.
Le somme indicate per beneficiare dello sconto Irpef devono essere documentate con fatture, ricevute di pagamento o scontrini parlanti. Per i farmaci occorre conservare la fattura o lo scontrino fiscale. Per le prestazioni rese dai medici la ricevuta o fattura rilasciata dal professionista.
Anche l’uso di mezzi di pagamento tracciabile deve essere attestato quando sia richiesto dalla legge. Si dovrà pertanto poter esibire la ricevuta del pagamento effettuato con carta di debito o di credito, l’estratto conto, copia del bollettino postale o del MAV.
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Detrazione spese mediche – Domande frequenti
Sì, ma solo per farmaci, dispositivi medici e prestazioni rese da strutture pubbliche o accreditate.
Sì, se sono fiscalmente a carico. Se non lo sono, puoi detrarle solo in caso di patologie esenti.
Sì, ma solo con pagamento tracciabile.
Sì, purché documentate e, se necessario, tradotte. Il pagamento deve essere tracciabile.
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