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Modello 730 detrazioni per canone di locazione: cosa puoi detrarre dall’affitto

Anche per quest'anno, tocca compilare il Modello 730. Tra le spese che possono essere oggetto di detrazione, ci sono anche quelle di affitto. Vediamo in che modo si possono ottenere per il canone di locazione ad uso abitativo.

detrazioni irpef affitto modello 730
  • Le detrazioni per affitto nel 730/2026 sono disciplinate dall’art. 16 del TUIR e si sottraggono direttamente dall’IRPEF lorda: non sono deduzioni dal reddito, il che le rende immediatamente più vantaggiose.
  • Ci sono quattro tipologie, tra loro non cumulabili: canone libero, canone concordato, under 31 e lavoratori trasferiti – più una detrazione separata per gli studenti universitari fuori sede.
  • La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un nuovo tetto alle detrazioni per chi ha un reddito superiore a 75.000 euro: dal 2026 si applica per la prima volta il meccanismo del quoziente familiare.

Se paghi un affitto e presenti il Modello 730, hai probabilmente diritto a recuperare una parte dell’IRPEF attraverso le detrazioni per canone di locazione. Non tutti lo sanno, e non tutti le richiedono correttamente. Eppure, a seconda della tua situazione, puoi recuperare da 150 a quasi 2.000 euro all’anno. In questa guida trovi tutte le tipologie di detrazione previste per il 730/2026 (anno d’imposta 2025), gli importi aggiornati, i requisiti e le istruzioni per compilare il Quadro E.

Cosa sono le detrazioni per affitto e come funzionano

Le detrazioni per canone di locazione sono agevolazioni fiscali che riducono direttamente l’IRPEF lorda che devi versare. Funzionano in modo diverso rispetto alle deduzioni: queste ultime abbassano il reddito imponibile su cui si calcola l’imposta, mentre le detrazioni si applicano sull’imposta già calcolata, dopo che questa è stata determinata. Il risultato è uno sconto diretto sull’IRPEF dovuta.

Se la detrazione supera l’IRPEF dovuta – situazione che si chiama “incapienza” – la parte eccedente viene comunque riconosciuta come credito d’imposta rimborsabile in dichiarazione o compensabile tramite modello F24. Non va quindi perduta.

Le detrazioni per affitto sono incompatibili con i contributi pubblici (come il fondo affitti comunale o regionale) che ti sollevano dall’effettivo pagamento del canone. Sono invece cumulabili con contributi che non coprono l’intero canone.

Approfondisci l’argomento leggendo anche: Modello 730: sanzioni e come rimediare in caso di errori

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Chi può richiedere le detrazioni per canone di locazione?

Possono accedere alle detrazioni affitto nel 730/2026 i contribuenti che:

  • sono titolari di un contratto di locazione regolarmente registrato per l’abitazione principale;
  • hanno redditi assoggettati a IRPEF ordinaria (lavoro dipendente, pensione, lavoro autonomo in regime ordinario);
  • non superano i limiti di reddito previsti per ciascuna tipologia.

Sono invece esclusi i contribuenti in regime forfettario, poiché i loro redditi non sono soggetti all’IRPEF ordinaria e quindi non c’è imposta su cui applicare la detrazione.

Le detrazioni si inseriscono nella Sezione V del Quadro E del modello 730/2026, nei righi E71 o E72 a seconda della tipologia. Per la detrazione studenti, il rigo è diverso (E8-E10, come vedremo). Esaminiamo le differenti tipologie.

Ti consigliamo anche di leggere: Detrazioni affitto: si possono ottenere senza cambiare residenza?

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1) Detrazione per abitazione principale a canone libero

La detrazione ordinaria per gli inquilini con contratto a canone libero (tipicamente 4+4) è disciplinata dall’art. 16, comma 1, del TUIR ed è calcolata in misura forfettaria, rapportata ai giorni in cui l’immobile è stato adibito ad abitazione principale nel 2025.

Gli importi spettanti sono:

  • 300 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro;
  • 150 euro se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro ma non supera 30.987,41 euro.

Oltre questa seconda soglia, la detrazione non spetta. Se il contratto è cointestato – ad esempio tra coniugi – la detrazione si divide al 50% tra i cointestatari, ciascuno in relazione al proprio reddito.

Per ottenere la detrazione devi conservare: il contratto di locazione registrato e un’autocertificazione che attesti l’utilizzo dell’immobile come abitazione principale. Nel rigo E71 del 730/2026 devi indicare il codice 1 in colonna 1.

Per approfondire l’argomento ti consigliamo anche di leggere: Detrazioni e sconti fiscali: quali sono e cosa cambia

2) Detrazione per contratti a canone concordato

Chi ha stipulato un contratto a canone concordato (regime convenzionale, disciplinato dall’art. 2, comma 3, e dall’art. 4, commi 2 e 3, della Legge n. 431/1998) ha diritto a detrazioni più alte. Il canone concordato è un affitto calmierato rispetto al libero mercato, stabilito tramite accordi territoriali tra le associazioni di proprietari e inquilini: lo Stato riconosce in cambio un beneficio maggiore a entrambe le parti.

Gli importi previsti dall’art. 16, comma 1, TUIR per questa tipologia sono:

  • 495,80 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro;
  • 247,90 euro se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro ma non supera 30.987,41 euro.

Nel rigo E71 del 730/2026 va indicato il codice 2. La documentazione necessaria comprende il contratto di locazione registrato e l’autocertificazione di utilizzo come abitazione principale.

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3) Detrazione affitto per giovani tra i 20 e 31 anni non compiuti

La detrazione riservata ai giovani inquilini è la più vantaggiosa tra quelle previste dall’art. 16 TUIR. Spetta ai giovani di età compresa tra i 20 e i 31 anni non compiuti, con un reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro, e ammonta al 20% del canone di locazione annuo, con un minimo garantito di 991,60 euro e un massimo di 2.000 euro.

Per poterne usufruire sono necessari alcuni requisiti aggiuntivi:

  • il contratto deve essere stipulato prima del compimento del 31° anno d’età;
  • l’immobile affittato deve essere diverso dall’abitazione principale dei genitori o degli affidatari;
  • l’immobile deve essere adibito a propria abitazione principale.

Il requisito dell’età è soddisfatto anche se si verifica solo per una parte del periodo d’imposta: se il giovane compie 31 anni nel corso del 2025, la detrazione spetta in proporzione ai giorni precedenti il compleanno.

La detrazione si applica per i primi quattro anni dalla stipula del contratto. Un contratto firmato nel 2022 è quindi agevolabile fino al 2025; uno firmato nel 2025 lo sarà fino al 2028. Nel rigo E71 va indicato il codice 4, specificando in colonna 4 l’importo del canone annuo pagato.

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4) Detrazione per lavoratori che trasferiscono la residenza per motivi di lavoro

I lavoratori dipendenti che si sono trasferiti in un comune diverso per motivi di lavoro possono beneficiare di una detrazione disciplinata dall’art. 16, comma 1-bis, TUIR. La detrazione spetta per i primi tre anni dalla data di trasferimento della residenza e gli importi sono:

  • 991,60 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro;
  • 495,80 euro se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro ma non supera 30.987,41 euro.

I requisiti da soddisfare sono:

  • essere titolari di un contratto di lavoro dipendente;
  • aver trasferito la residenza nel comune di lavoro o in uno limitrofo, purché distante almeno 100 km dal precedente e situato in una regione diversa da quella di provenienza;
  • il trasferimento deve essere avvenuto nei tre anni precedenti o nell’anno in cui si presenta il 730.

Nel rigo E71 va indicato il codice 3.

Dal 2025 è prevista anche un’agevolazione distinta per le spese di affitto rimborsate dal datore di lavoro: per nuovi assunti a tempo indeterminato con trasferimento di almeno 100 km, i rimborsi del canone sono esenti da IRPEF fino a 5.000 euro annui, a condizione che il reddito dell’anno precedente non superi 35.000 euro. Questa esenzione è separata dalla detrazione dell’art. 16 TUIR e si gestisce direttamente in busta paga.

Ti consigliamo anche di leggere il seguente articolo: Come compilare la DSU precompilata per richiedere l’ISEE

5) Detrazione affitto per studenti universitari fuori sede

La detrazione per gli studenti universitari fuori sede è disciplinata dall’art. 15, comma 1, lettera i-sexies, del TUIR – norma diversa rispetto a quelle che regolano le detrazioni precedenti – e si inserisce in un rigo differente del 730.

L’importo è pari al 19% del canone di locazione pagato, su un massimo di spesa di 2.633 euro, per una detrazione effettiva massima di 500,27 euro. Per ottenerla è necessario che:

  • l’università sia ubicata in un comune distante almeno 100 km dal comune di residenza dello studente;
  • l’università si trovi in una provincia diversa da quella di residenza (anche se la distanza è inferiore a 100 km, la diversa provincia è condizione sufficiente);
  • il contratto di locazione sia regolarmente registrato a nome dello studente o del genitore.

Questa detrazione va indicata nei righi E8-E10 del Quadro E, non in E71. Può essere richiesta direttamente dal genitore se lo studente risulta fiscalmente a suo carico.

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Novità 2026: il tetto alle detrazioni per redditi elevati

La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto, con effetto dalle spese sostenute dal 1° gennaio 2025, un limite alla fruizione delle detrazioni IRPEF per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro. Il meccanismo del quoziente familiare determina un tetto massimo agli oneri detraibili moltiplicando un importo base – 14.000 euro per redditi tra 75.001 e 100.000 euro; 8.000 euro oltre 100.000 euro – per un coefficiente che dipende dai figli a carico. Chi supera 240.000 euro di reddito perde ogni detrazione.

Questa regola si applica anche alle detrazioni per canoni di locazione. In pratica, se hai un reddito superiore a 75.000 euro, dovresti verificare il tetto complessivo applicabile alla tua situazione prima di inserire la detrazione nel 730: l’importo detraibile potrebbe essere ridotto rispetto alle cifre standard.

Ti consigliamo di approfondire l’argomento leggendo anche il seguente articolo: Reato di dichiarazione fraudolenta: cos’è, esempio e pena

Come si compila il rigo E71 del Quadro E

Le detrazioni per affitto (ad eccezione di quella per studenti) si inseriscono tutte nel Quadro E, rigo E71 del Modello 730/2026. Le colonne da compilare sono:

  • colonna 1 – il codice della tipologia contrattuale (1 per canone libero, 2 per canone concordato, 3 per lavoratori trasferiti, 4 per giovani under 31);
  • colonna 2 – il numero di giorni in cui l’immobile è stato adibito ad abitazione principale nel 2025: se l’affitto è durato tutto l’anno si indica 365; se hai avuto due contratti diversi nello stesso anno, compili due righe e la somma dei giorni non può superare 365;
  • colonna 3 – la percentuale spettante: 100 per contratti intestati al solo contribuente, 50 in caso di cointestatari;
  • colonna 4 – da compilare solo per il codice 4 (under 31), con l’importo del canone annuo pagato.

Tabella riepilogativa detrazioni affitto 730/2026

TipologiaReddito massimoImporto detrazioneCodice/Rigo
Canone libero – abitazione principalefino a 15.493,71 €300 €E71 – cod. 1
Canone libero – abitazione principalefino a 30.987,41 €150 €E71 – cod. 1
Canone concordato – abitazione principalefino a 15.493,71 €495,80 €E71 – cod. 2
Canone concordato – abitazione principalefino a 30.987,41 €247,90 €E71 – cod. 2
Giovani tra 20 e 31 anni non compiuti (primi 4 anni)fino a 15.493,71 €20% del canone, min. 991,60 €, max 2.000 €E71 – cod. 4
Lavoratori trasferiti (primi 3 anni)fino a 15.493,71 €991,60 €E71 – cod. 3
Lavoratori trasferiti (primi 3 anni)fino a 30.987,41 €495,80 €E71 – cod. 3
Studenti universitari fuori sedenessun limite specifico19% del canone, max 500,27 €E8-E10 – cod. 18

Ti consigliamo di approfondire l’argomento leggendo anche: Modello 730 e spese notarili: come si detraggono?

Detrazioni affitto 730 – Domande frequenti

Posso cumulare più detrazioni per affitto nello stesso anno?

Non puoi cumulare le detrazioni previste dall’art. 16 TUIR nello stesso periodo, ma se nel corso del 2025 ti sei trovato in situazioni diverse – ad esempio hai cambiato casa e sei passato da un contratto a canone libero a uno concordato – puoi applicare detrazioni diverse per i rispettivi periodi, a condizione che il totale dei giorni indicati non superi 365.

Il contratto non registrato dà diritto alla detrazione?

No. Il contratto deve essere regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate. Un contratto non registrato non dà diritto ad alcuna detrazione.

Cosa succede se la detrazione supera l’IRPEF che devo pagare?

La parte eccedente viene riconosciuta come credito d’imposta e può essere rimborsata in busta paga (per i dipendenti) oppure compensata con il modello F24.

Le detrazioni affitto sono cumulabili con i contributi comunali?

Le detrazioni fiscali statali per i canoni di locazione sono incompatibili con contributi pubblici che ti sollevano dall’effettivo pagamento del canone. Se il comune eroga un contributo parziale, la detrazione spetta solo sulla quota di canone effettivamente a tuo carico.

Ho un reddito di 80.000 euro: posso ancora detrarre l’affitto?

La detrazione standard prevede un limite di reddito a 30.987,41 euro, quindi non spetterebbe in ogni caso. Il nuovo tetto del quoziente familiare introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 riguarda principalmente le altre tipologie di detrazioni, e si applica a chi aveva già diritto alla detrazione base.

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Avv. Clelia Tesone
Avvocato civilista
Laureatasi in Giurisprudenza con la votazione di 110 e Lode presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e con approfondita conoscenza delle materie del Diritto Civile e del Diritto Amministrativo. Ha brillantemente conseguito l’abilitazione alla professione di avvocato, a seguito dell’espletamento della pratica forense in diritto civile e il tirocinio ex art. 73 d.l. 69/2013 presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord.
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