Detrazioni e sconti fiscali 2026: quali sono e cosa cambia
Detrazioni IRPEF nel modello 730/2026: importi aggiornati, differenza con le deduzioni, novità del quoziente familiare e guida alle principali spese detraibili.
- Le detrazioni fiscali riducono direttamente l’IRPEF lorda da pagare, a differenza delle deduzioni che abbassano il reddito imponibile.
- Con il modello 730/2026 debutta operativamente il quoziente familiare, che fissa un tetto massimo alle spese detraibili per i redditi sopra i 75.000 euro,
- Gli importi delle detrazioni da lavoro dipendente restano confermati per il 2026, con un massimo di 1.955 euro per redditi fino a 15.000 euro.
Quando si avvicina il momento della dichiarazione dei redditi, tornano puntuali i dubbi su detrazioni e deduzioni: quali spese si possono “scaricare”, in che misura e con quali limiti. Il 2026 porta con sé novità importanti, perché per la prima volta trova applicazione concreta il meccanismo del quoziente familiare, introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024). Questo significa che non basta più applicare una percentuale alla spesa: per chi ha redditi medio-alti il calcolo si è fatto più complesso, e ignorarlo può costare care.
Detrazioni e dichiarazione dei redditi 2026
La dichiarazione dei redditi è il documento con cui il contribuente comunica all’Agenzia delle Entrate i propri redditi, per calcolare le imposte. Si presenta tramite diversi modelli, a seconda della propria situazione:
- modello 730: per lavoratori dipendenti e pensionati;
- modello Redditi PF: per persone fisiche titolari di partita IVA;
- modello Redditi SP: per le società di persone;
- modello Redditi SC: per le società di capitali;
- modello Redditi ENC: per gli enti non commerciali.
La normativa di riferimento è il TUIR – D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917. La dichiarazione può essere presentata direttamente online sul sito dell’Agenzia delle Entrate, oppure tramite un intermediario abilitato come un CAF o un patronato.
Presentare la dichiarazione in ritardo – oltre i 90 giorni dalla scadenza – espone a una sanzione amministrativa compresa tra il 120% e il 240% dell’imposta dovuta, se non si presenta affatto, o tra il 60% e il 120% se la si invia entro i termini della dichiarazione dell’anno successivo.
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Che differenza c’è tra detrazioni e deduzioni?
Detrazioni e deduzioni sono due concetti che si confondono spesso, ma funzionano in modo molto diverso. Le deduzioni si sottraggono direttamente dal reddito complessivo, riducendo la base imponibile su cui si calcola l’imposta. Un esempio classico sono i contributi previdenziali versati volontariamente o gli assegni di mantenimento corrisposti all’ex coniuge in seguito a separazione o divorzio.
Le detrazioni, invece, si applicano sull’imposta già calcolata e la riducono direttamente. Agiscono quindi su una somma già determinata, abbattendo il carico fiscale di una percentuale – variabile – della spesa sostenuta. Sono queste le agevolazioni che si indicano nel Quadro E del modello 730/2026.
Non tutti i contribuenti possono usufruirne: i titolari di partita IVA in regime forfettario sono esclusi, perché i loro redditi non sono soggetti a IRPEF ordinaria. Anche le spese devono essere tracciabili, salvo alcune eccezioni (come le spese mediche, che possono essere pagate anche in contanti).
Approfondisci l’argomento leggendo anche: Modello 730: sanzioni e come rimediare in caso di errori

Come si chiedono le detrazioni nel 730/2026?
I lavoratori dipendenti non versano direttamente l’IRPEF: lo fa il datore di lavoro in qualità di sostituto d’imposta, applicando mensilmente in busta paga le detrazioni spettanti. Le principali detrazioni già riconosciute in busta paga riguardano:
- il reddito da lavoro dipendente (art. 13 TUIR);
- il coniuge a carico, se ha un reddito annuo inferiore a 2.840,51 euro;
- i figli a carico tra i 21 e i 30 anni (sotto i 21 anni è previsto l’Assegno Unico INPS);
- altri familiari a carico conviventi.
Le spese personali sostenute durante l’anno – dalle visite mediche agli abbonamenti ai mezzi pubblici – vengono invece gestite attraverso il modello 730, con conguaglio in busta paga a luglio dell’eventuale credito o debito che ne risulta.
Detrazioni da lavoro dipendente 2026: importi
Nel 2026, l’importo massimo per redditi fino a 15.000 euro resta pari a 1.955 euro, con riduzioni progressive fino ad azzerarsi oltre i 50.000 euro. La “no tax area” rimane confermata per i redditi annui inferiori a 8.500 euro, esentando di fatto questi lavoratori dal pagamento dell’IRPEF.
| Reddito | Detrazione |
| Fino a 15.000 € | 1.955 € (min. 1.380 € per contratti a tempo determinato) |
| Da 15.000 € a 28.000 € | 1.910 + 1.190 × (28.000 – reddito) / 13.000 (+ 65 € se reddito tra 25.000 e 28.000 €) |
| Da 28.000 € a 50.000 € | 1.910 × (50.000 – reddito) / 22.000 (+ 65 € se reddito tra 28.000 e 35.000 €) |
| Oltre 50.000 € | 0 |
Quali spese sono detraibili nel 2026?
Le detrazioni si applicano in misura percentuale sulla spesa sostenuta, con aliquote diverse a seconda della tipologia. Ecco le principali:
- aliquota del 19% (art. 15 TUIR): spese mediche e sanitarie (con franchigia di 129,11 euro), spese veterinarie, interessi passivi del mutuo per la prima casa, spese scolastiche fino a 1.000 euro per figlio, frequenza universitaria, abbonamenti ai mezzi pubblici, assistenza personale di anziani o persone con disabilità, attività sportive dei figli, asilo nido, spese funebri, intermediazione immobiliare, premi assicurativi per il rischio di eventi calamitosi;
- aliquota del 26%: erogazioni liberali a ONLUS e APS;
- aliquota del 30%: erogazioni liberali a organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONG);
- aliquota del 36%-50%: la maggior parte dei bonus edilizi, con percentuali variabili in base alla tipologia di immobile e all’anno di sostenimento della spesa. Per le spese del 2025 e del 2026 sull’abitazione principale, il bonus ristrutturazioni è al 50% (con massimale di 96.000 euro), mentre per gli altri immobili scende al 36%. L’acquisto di mobili ed elettrodomestici è detraibile al 50%.
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La novità del 2026: co’è il quoziente familiare
Questa è la novità più rilevante del 730/2026, introdotta dall’art. 16-ter TUIR (Legge di Bilancio 2025, L. n. 207/2024). Con il modello 730/2026 debutta concretamente il quoziente familiare per le detrazioni: una novità che stabilisce un tetto massimo alle spese detraibili per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro. La misura, già in vigore dal 1° gennaio 2025, trova applicazione concreta nella dichiarazione dei redditi da presentare nel 2026 per l’anno di imposta 2025.
Il meccanismo funziona così: per chi supera i 75.000 euro di reddito, il totale degli oneri detraibili non può eccedere un importo massimo calcolato moltiplicando un importo base per un coefficiente che dipende dal numero di figli fiscalmente a carico.
L’importo base è pari a 14.000 euro per redditi tra 75.001 e 100.000 euro, e a 8.000 euro per redditi superiori a 100.000 euro. I coefficienti moltiplicatori variano in base al numero di figli a carico: 0,50 senza figli; 0,70 con un figlio; 0,85 con due figli; 1,00 con più di due figli o almeno un figlio con disabilità accertata ai sensi della L. 104/1992.
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Esempio ed eccezioni
Facciamo subito un esempio: un contribuente senza figli con reddito di 110.000 euro ha un tetto massimo di spese detraibili pari a 8.000 × 0,50 = 4.000 euro. Se le sue spese detraibili totali ammontano a 6.000 euro, può portarne in detrazione soltanto 4.000.
Ci sono però alcune spese che restano fuori da questo meccanismo di taglio. Le spese sanitarie, per esempio, sono esplicitamente escluse dal limite introdotto dall’art. 16-ter TUIR e rimangono pienamente detraibili al 19% sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro, indipendentemente dal reddito. Anche gli interessi passivi su mutui contratti entro il 31 dicembre 2024 sono esclusi dal tetto e restano detraibili per intero secondo le regole ordinarie.
Il 730/2026 introduce anche una novità procedurale: nel Quadro E è ora presente la casella “riordino delle detrazioni non automatizzato“. Barrandola, il contribuente gestisce in autonomia la selezione delle spese da imputare, ottimizzando le voci da portare in detrazione entro il massimale consentito.
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Quali sono le detrazioni per figli a carico nel 2026?
Con l’Assegno Unico Universale INPS, le detrazioni IRPEF per i figli sotto i 21 anni sono state eliminate e sostituite da quel beneficio mensile. Le detrazioni fiscali per i figli tornano quindi a partire dai 21 anni e fino ai 30 anni (salvo figli con disabilità, per i quali non c’è limite di età).
Per il coniuge, l’importo varia da 690 a 800 euro, mentre per ciascun figlio tra i 21 e i 30 anni è previsto un importo di 950 euro, parametrato al reddito del genitore. Per gli ascendenti conviventi la detrazione è di 750 euro.
Un figlio è considerato fiscalmente a carico se il suo reddito complessivo annuo non supera 2.840,51 euro (soglia elevata a 4.000 euro per figli di età inferiore a 24 anni).
Ti consigliamo di approfondire l’argomento leggendo anche: Modello 730 e spese notarili: come si detraggono?

Tabella riepilogativa delle detrazioni IRPEF 2026
| Voce di spesa | Aliquota | Note |
| Spese mediche e sanitarie | 19% | Franchigia 129,11 €; escluse dal tetto quoziente familiare |
| Spese veterinarie | 19% | Fino a 550 € |
| Interessi passivi mutuo prima casa | 19% | Esclusi dal tetto se mutuo ante 2025 |
| Spese scolastiche | 19% | Fino a 1.000 € per figlio |
| Frequenza universitaria | 19% | Ateneo privato: entro tetti ministeriali |
| Abbonamento mezzi pubblici | 19% | Fino a 250 € |
| Attività sportive figli | 19% | Dai 5 ai 18 anni; fino a 210 € |
| Asilo nido | 19% | Fino a 632 € per figlio |
| Spese funebri | 19% | Fino a 1.550 € |
| Erogazioni liberali ONLUS/APS | 26-30% | – |
| Bonus ristrutturazioni (abitaz. principale, 2025-2026) | 50% | Fino a 96.000 € |
| Bonus ristrutturazioni (altri immobili, 2025-2026) | 36% | Fino a 96.000 € |
| Acquisto mobili ed elettrodomestici | 50% | Fino a 5.000 € |
| Ecobonus | variabile | In base all’intervento |
Detrazioni fiscali 2026 – Domande frequenti
Sono agevolazioni che riducono direttamente l’IRPEF che devi pagare, applicandosi sull’imposta già calcolata. Si distinguono dalle deduzioni, che abbassano invece il reddito imponibile prima del calcolo dell’imposta.
I contribuenti in regime forfettario, perché i loro redditi non sono soggetti a IRPEF ordinaria. La detrazione presuppone un’imposta lorda su cui operare la riduzione.
Debutta operativamente il quoziente familiare (art. 16-ter TUIR): per i redditi sopra 75.000 euro, il totale delle spese detraibili è soggetto a un tetto massimo, calcolato in base al reddito e al numero di figli a carico. Le spese sanitarie e gli interessi su mutui ante 2025 restano fuori da questo limite.
No. In caso di incapienza fiscale, la parte di detrazione che non trova capienza nell’imposta può essere trasformata in credito d’imposta da utilizzare in compensazione.
Dipende dalla tipologia. Per la maggior parte delle spese al 19% è richiesto il pagamento tracciabile (bonifico, carta). Fanno eccezione le spese sanitarie, che possono essere pagate anche in contanti.
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