Detrazioni affitto 2026: si possono ottenere senza cambiare residenza?
Detrazioni IRPEF sul canone di locazione nel modello 730/2026: chi può richiederle, quali sono gli importi aggiornati e quando non serve spostare la residenza anagrafica.
- Nel 730/2026 è possibile detrarre le spese di affitto, ma solo in presenza di specifici requisiti legati al contratto, al reddito e all’uso dell’immobile.
- In alcuni casi – come per gli studenti universitari fuori sede – la detrazione spetta anche senza trasferire la residenza anagrafica.
- La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un tetto massimo alle detrazioni per i redditi oltre i 75.000 euro, tramite il meccanismo del quoziente familiare.
Le detrazioni per le spese di affitto sono una delle agevolazioni fiscali più richieste in Italia, eppure molti contribuenti non le richiedono per mancanza di informazioni chiare. Chi vive in affitto può recuperare una parte dell’IRPEF lorda direttamente in dichiarazione dei redditi, con importi che variano da 150 a 2.000 euro a seconda della propria situazione. Ma è davvero necessario cambiare la residenza per ottenerle? La risposta non è sempre scontata, e dipende dalla categoria a cui appartieni.
Detrazioni per le spese d’affitto senza cambio residenza
Le detrazioni per il canone di locazione sono disciplinate dall’art. 16 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) e spettano agli inquilini che detengono un contratto di locazione registrato su un immobile adibito ad abitazione principale. Riducono direttamente l’IRPEF lorda – non il reddito imponibile – e si inseriscono nel Quadro E, rigo E71 del modello 730/2026.
Le principali tipologie previste sono:
- detrazione per affitto di abitazione principale con contratto a canone libero (4+4);
- detrazione per contratto a canone concordato (3+2, ai sensi della Legge 431/1998);
- detrazione per giovani tra i 20 e i 31 anni non compiuti;
- detrazione per lavoratori dipendenti trasferiti per motivi di lavoro.
Sono esclusi dal beneficio i contribuenti in regime forfettario, poiché i loro redditi non sono soggetti a IRPEF ordinaria.
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Detrazione spese affitto: è necessario il cambio di residenza?
La regola generale vuole che l’immobile affittato corrisponda all’abitazione principale del contribuente, ossia il luogo di dimora abituale che di norma coincide con la residenza anagrafica. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il cambio di residenza è un passaggio necessario per accedere alla detrazione.
Fanno eccezione gli studenti universitari fuori sede, per i quali la detrazione spetta anche senza spostare la residenza. Per i lavoratori dipendenti trasferiti, invece, le condizioni sono più stringenti:
- trasferimento della residenza nel Comune di lavoro o in uno limitrofo entro tre anni;
- distanza di almeno 100 km dal Comune di residenza precedente;
- trasferimento in una regione diversa da quella di provenienza.
Gli importi detraibili per questa categoria, ai sensi dell’art. 16, comma 1-ter, TUIR, sono:
- 991,60 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro;
- 495,80 euro se il reddito è compreso tra 15.493,71 e 30.987,41 euro.
| Reddito lavoratori che trasferiscono la residenza | Detrazione spese di affitto |
| Meno di 15.493,71 euro | 991,60 euro |
| Tra 15.493,71 e 30.987,41 euro | 495,80 euro |
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Posso detrarre l’affitto anche se non ho la residenza nell’immobile?
Sì, ma solo in specifici casi. La situazione più comune riguarda gli studenti universitari fuori sede: possono detrarre il 19% delle spese di locazione su un importo massimo di 2.633 euro (pari a una detrazione massima di circa 500 euro), senza dover trasferire la residenza anagrafica.
I requisiti da rispettare sono:
- il contratto di locazione deve essere regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate;
- l’università deve trovarsi ad almeno 100 km dal Comune di residenza dello studente (ridotti a 50 km per zone montane o aree disagiate) e in una provincia diversa;
- l’immobile affittato deve trovarsi in Italia.
Per tutti gli altri inquilini, la dimora abituale nell’immobile – anche in assenza di residenza anagrafica formale – rimane un requisito che l’Amministrazione finanziaria può richiedere di dimostrare.
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Novità 2026: il quoziente familiare e il tetto alle detrazioni
La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto, con effetto sulle spese sostenute dal 1° gennaio 2025, una limitazione importante per i redditi più elevati. I contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro sono soggetti a un tetto massimo agli oneri detraibili, calcolato tramite un meccanismo denominato quoziente familiare:
- 14.000 euro come importo base per redditi tra 75.001 e 100.000 euro;
- 8.000 euro per redditi oltre i 100.000 euro.
Questo importo viene poi moltiplicato per un coefficiente che dipende dai figli a carico (da 0,5 senza figli fino a 1 con tre o più figli a carico). Chi supera i 240.000 euro di reddito perde ogni diritto alle detrazioni. La regola si applica anche alle detrazioni per canoni di locazione.
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Importi detrazioni affitto 2026: il quadro completo
Ecco il riepilogo degli importi aggiornati per il modello 730/2026 (anno d’imposta 2025), suddivisi per tipologia contrattuale:
| Tipologia contratto | Reddito totale | Detrazione spettante |
| Canone libero (art. 16, c. 1, TUIR) | fino a 15.493,71 € | 300,00 € |
| Canone libero (art. 16, c. 1, TUIR) | da 15.493,71 € a 30.987,41 € | 150,00 € |
| Canone concordato (L. 431/1998) | fino a 15.493,71 € | 495,80 € |
| Canone concordato (L. 431/1998) | da 15.493,71 € a 30.987,41 € | 247,90 € |
| Giovani 20-31 anni (art. 16, c. 1-quater, TUIR) | fino a 15.493,71 € | 20% del canone annuo (min. 991,60 € – max 2.000 €) |
| Lavoratori dipendenti trasferiti | fino a 15.493,71 € | 991,60 € |
| Lavoratori dipendenti trasferiti | da 15.493,71 € a 30.987,41 € | 495,80 € |
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Detrazioni affitto senza cambio residenza Domande frequenti
No. I contribuenti in regime forfettario non sono soggetti a IRPEF ordinaria e non possono fruire delle detrazioni per i canoni di locazione.
Ciascun cointestatario indica nel rigo E71 la propria quota (di norma 50%) e calcola la detrazione in base al proprio reddito individuale. In caso di incapienza fiscale, la parte eccedente può essere trasformata in credito d’imposta.
No. Il requisito anagrafico si intende soddisfatto se ricorre anche per una sola parte dell’anno d’imposta. Hai diritto alla detrazione per tutto l’anno in cui compi i 31 anni e, in ogni caso, per i primi quattro anni dalla stipula del contratto.
È necessario conservare il contratto di locazione registrato, le ricevute di pagamento dei canoni (o un estratto conto bancario) e, per i giovani under 31, un’autocertificazione che attesti che l’immobile non è l’abitazione principale dei genitori.
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