10 nov 2020
Diritto Penale

Falsa dichiarazione di residenza: le sanzioni previste

La falsa dichiarazione di residenza è un reato: ecco quali sono le pene previste dalla legge e i chiarimenti dati dalla Cassazione con la sentenza n. 29469 del 27 giugno 2018.

Sono diversi i casi in cui i cittadini dichiarano all’anagrafe del Comune una falsa residenza, per esempio per non pagare l’IMU. A prescindere da quale sia la motivazione, dichiarare una falsa residenza è un reato





Rientra, in particolare, nel reato di falso ideologico: vediamo di seguito cosa succede nel caso di segnalazione di falsa residenza, come funziona l’accertamento e quali sono le sanzioni previste per questa particolare tipologia di reato. 







Perché si dichiara una falsa residenza





Dichiarare una residenza di comodo è uno stratagemma adottato da molte persone per le motivazioni più disparate, come per esempio:









La dichiarazione di falsa residenza è un reato a tutti gli effetti, che integra il reato di falso ideologico e per il quale si può incorrere in sanzioni di tipo penale, nonostante spesso rimanga impunito. 





A occuparsene è stata una famosa sentenza della Corte di Cassazione che ha analizzato la tendenza a dichiarare una residenza falsa nel nostro Paese, per la quale è prevista una pena che va da un minimo di 3 mesi a un massimo di 2 anni





falsa dichiarazione di residenza




La sentenza n. 29469 del 27 giugno 2018





Con la sentenza n. 29469 del 27 giugno 2018, la Cassazione penale ha trattato il tema del reato di dichiarazione del falsa residenza, che è stato fatto rientrare nel reato di falso ideologico, disciplinato dall’articolo 483 del Codice penale e per il quale il bene giuridico tutelato è la fede pubblica. 





Nello specifico, l’articolo recita che: “Chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a due anni. Se si tratta di false attestazioni in atti dello stato civile, la reclusione non può essere inferiore a tre mesi.”





Leggi anche: “Quali sono i reati contro la Pubblica Amministrazione“.





La sentenza ha stabilito che l’illecito penale si configura:









In più, la falsa dichiarazione di residenza è reato anche nel caso in cui non venga poi registrata effettivamente all’anagrafe





Accertamento della residenza anagrafica





Nel momento in cui cittadino si reca all’anagrafe per la registrazione della propria residenza, tra i doveri del funzionario pubblico rientra quello di verificare la dichiarazione ricevuta. 





Durante l’accertamento, che viene svolto dalla Polizia municipale o da personale autorizzato del Comune:









Conseguenze dell’accertamento









Nell’eventualità in cui dagli accertamenti dovessero risultare delle differenze rispetto a quanto dichiarato dal cittadino all’anagrafe, quest’ultimo sarà segnalato alle autorità di pubblica sicurezza





Se l’accertamento dovesse avere esito negativo o non ci fossero i requisiti per l’elezione della residenza, il cittadino avrebbe a disposizione 10 giorni di tempo per presentare all’anagrafe le sue osservazioni. 





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Nella pratica, gli scenari che si verificano in caso di falsa dichiarazione possono essere i seguenti:





  1. nel caso di prima iscrizione all’anagrafe, basterà la cancellazione del cittadino dai registri;
  2. nel caso di iscrizione da un Comune estero, si dovrà cancellare il cittadino dall’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) e inviarne comunicazione al Comune di provenienza;
  3. nell’ipotesi di un cambio di abitazione, si dovrà registrare chi ha presentato la falsa dichiarazione nella casa in cui abitava in precedenza. 




L’elezione della residenza





Per approfondire meglio il tema della residenza, è bene sapere che secondo l’ordinamento giuridico italiano, per residenza si intende il luogo in cui una persona ha la sua dimora.





Più in particolare, ci si riferisce al luogo:









Comunicare la propria residenza all’anagrafe è molto importante in quanto permette di ottenere i certificati anagrafici e di avere accesso aii servizi demografici, di conoscere quali sono gli organi giudiziari ai quali rivolgersi, oltre che dove consegnare tutti gli atti e le comunicazioni amministrative. 





Permette inoltre di effettuare l’iscrizione presso le liste elettorali, di esporre le pubblicazioni di matrimonio, di sposarsi o di divorziare alla presenza del Sindaco. 





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