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Furto Postepay: cosa fare, chi chiamare e come difendersi

Cosa bisogna fare se si subisce il furto della propria Postepay? Ecco come funziona il blocco della carta e la denuncia, e come contestare eventuali pagamenti non autorizzati.

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  • La carta Postepay è una delle carte prepagate più comuni in Italia.
  • In caso di furto o smarrimento, bisogna subito procedere con il blocco della carta.
  • In seguito, si dovrà sporgere querela e inviare una richiesta di rimborso.

Avere modo di effettuare pagamenti con l’utilizzo di una carta, senza dover portare i contanti con sé è una possibilità apprezzata e messa in atto da un numero sempre maggiore di utenti. 

In Italia, una delle carte di pagamento di tipo prepagato più diffuse è la Postepay, la quale viene rilasciata da Poste Italiane, che oggi permette di scegliere tra 7 diverse Postepay, differenti per costi e caratteristiche. 

Alla maggiore presenza di carte di pagamento in circolazione, spesso corrisponde anche un incremento del numero di furti. In queste righe, esamineremo il caso concreto e ti spiegheremo quali sono i passaggi fondamentali da seguire se dovessero rubarti la Postepay

Furto Postepay: come bloccare la carta

Nell’ipotesi di furto o smarrimento della carta Postepay, la prima cosa da fare è bloccare la carta: per farlo, si potrà chiamare il numero verde dedicato di Poste Italiane, ovvero l’800 00 33 22, oppure il numero +39.02.82.44.33.33 (a pagamento), disponibili entrambi tutti i giorni, 24 ore su 24.

Tramite il blocco della carta:

  • da un lato si sarà tutelati verso successivi utilizzi indebiti o tentativi di prelevare del contante allo sportello (a patto il ladro abbia scoperto anche il PIN associato alla carta);
  • dall’altro, in caso di acquisti indebiti effettuati tra il furto e il blocco della carta, li si potrà contestare e poter così chiedere il relativo rimborso. 

In presenza di dubbi sull’utilizzo della carta, consigliamo di verificare il prima possibile le movimentazione tramite i sistemi di home o mobile banking. 

In linea generale, quando si utilizza una qualsiasi carta di pagamento – non solo una Postepay – si consiglia di attivare il servizio che permette di autorizzare tutte le transazioni con una password dinamica (quindi che cambia di volta in volta), la quale arriva direttamente sul numero di telefono indicato dal titolare della carta. 

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Furto Postepay: come fare denuncia

Dopo aver bloccato la carta, quello che ti conviene fare il prima possibile affinché tu possa successivamente inviare una richiesta di rimborso a Poste Italiane è la denuncia per furto alle autorità competenti. 

Potrai quindi rivolgerti sia alla Polizia, sia ai Carabinieri. Sarà fondamentale segnalare le seguenti informazioni:

  • il luogo, il giorno e l’ora ipotetici in cui si pensa di aver subito il furto;
  • i dettagli sulla carta Postepay, in particolare l’ultima volta in cui è stata utilizzata. 

La denuncia registrata e firmata permetterà di potersi così rivolgere a Poste Italiane per presentare una richiesta di rimborso. La stessa potrebbe essere utile nell’evenienza (abbastanza remota) che la carta fisica venisse ritrovata. 

Potrebbe interessarti anche Denuncia per appropriazione indebita: cosa fare in caso di accusa ingiusta

Come richiedere il rimborso per addebito illegittimo sulla Postepay

Cosa bisogna fare nel caso in cui un malintenzionato avesse utilizzato la propria carta per effettuare pagamenti a proprie spese? Dopo il blocco della carta e la denuncia alle Autorità, segue la richiesta di rimborso a Poste Italiane

La stessa corrisponde a una richiesta di contestazione di un addebito illegittimo e consiste nella compilazione del Modulo di Contestazione Addebito per i Servizi Postepay, disponibile di seguito. 

Tale modulo potrà essere inviato:

  • tramite raccomandata A/R all’indirizzo PostePay S.p.A. – Patrimonio destinato IMEL – Gestione Reclami – Viale Europa, 190 – 00144 Roma;
  • via fax, al numero 06-98680330;
  • tramite PEC, all’indirizzo reclami.postepay@pec.posteitaliane.it;
  • oppure potrà essere presentato presso un qualsiasi Ufficio Postale.

L’importo dovrebbe essere riaccreditato dopo i controlli effettuati da Poste Italiane.

LEGGI ANCHE La truffa della finta Polizia Postale: in cosa consiste e come denunciare

Richiesta rimborso rifiutata: cosa si può fare? 

Di base, la richiesta di rimborso viene accolta da Poste Italiane, ma esiste comunque una remota possibilità, nella quale la società possa non ritenere valide le prove relative ai pagamenti effettuati indebitamente. In questa particolare ipotesi, potrebbe esserci la necessità di rivolgersi al Tribunale.

In merito, si può prendere in considerazione la sentenza n. 26916/2020. Nella stessa è stato specificato che, in caso di denuncia per uso indebito o fraudolento della Postepay, l’onere della prova – quindi di ricondurre una determinata operazione al cliente – spetta a Poste Italiane. È invece a carico del cliente se la denuncia per furto avviene in maniera non tempestiva. 

A questo proposito, la sentenza decreta che:

 in tema di responsabilità della banca, ovvero dell’erogatore del corrispondente servizio, in caso di operazioni effettuate a mezzo di strumenti elettronici, è del tutto ragionevole ricondurre nell’area del rischio professionale del prestatore dei servizi di pagamento – prevedibile ed evitabile con appropriate misure destinate a verificare la riconducibilità delle operazioni alla volontà del cliente – la possibilità di utilizzazione dei codici di accesso al sistema da parte di terzi, non attribuibile al dolo del titolare o a comportamenti talmente incauti da non poter essere fronteggiati in anticipo.

In caso di indebito utilizzo, poi, non è rilevante che la carta sia stata smarrita o rubata, perché lo stesso si può verificare anche in circostanze ben diverse, ovvero in caso di phishing o clonazione

LEGGI ANCHE Truffa Agenzia delle Entrate: attenzione alle mail

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Truffe Postepay: cosa sono

Restando in tema di avvenimenti spiacevoli che possono verificarsi se si utilizza una Postepay, possiamo citare anche alcune truffe che minacciano proprio gli utilizzatori di questa carta prepagata.

Nello specifico, la truffa della Postepay avviene nel seguente modo: tramite l’invio di email, messaggi o telefonate truffaldini, mascherati da operatori di Postepay, con i quali si chiede ai clienti di aggiornare, inserendoli, i propri dati personali. 

Questo fenomeno – noto con il termine phishing – porta ignari utenti a cliccare su un link contenuto nella mail o SMS, per poi trovarsi a dover inserire le proprie credenziali e codici di accesso su una pagina che serve unicamente a rubare i loro dati – anche se ricorda perfettamente la pagina ufficiale Postepay. 

Il miglior modo di tenersi lontano dalle truffe è essere preventivamente informati della loro esistenza, ricordando sempre che una banca o una società come Poste non invierebbe mai un link che spinge l’utente ad effettuare l’accesso con i propri dati personali. 

Come già ribadito in precedenza, un ottimo modo per rendere le transazioni con la propria carta di pagamento più sicure consiste nell’aggiunta di una OTP (One Time password), che cambia di continuo, si riceve con un SMS inviato al numero del cliente e deve essere necessariamente inserita per poter portare a termine un qualsiasi acquisto (online o dal vivo). 

Furto Postepay – Domande frequenti

Cosa fare se ti rubano i soldi sulla Postepay?

La prima cosa da fare in caso di utilizzo indebito della Postepay è il blocco della carta e la denuncia alle autorità. 

Come bloccare pagamento non autorizzato Postepay?

Il pagamento potrà essere contestato, rivolgendosi a Poste Italiane dal vivo o telematicamente: scopri nella nostra guida come fare a inviare una contestazione per addebito illegittimo.

Quanto tempo ho per annullare un pagamento Postepay?

Un pagamento autorizzato non può essere annullato e l’unico modo che si ha per bloccarlo consiste nel presentare una contestazione: scopri come fare nella nostra guida su cosa fare se ti rubano la Postepay. 

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Maria Vittoria Simoni
Esperta di diritto penale
Neo laureata in legge, sogna di diventare un giorno magistrato. Nel frattempo, scrive per la redazione di deQuo, condividendo le sue conoscenze giuridiche online.
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