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Indennità di maternità INPS lavoratrici autonome: come funziona

Ecco quali sono le regole alla base dell'indennità di maternità per le lavoratrici autonome, quando si può richiedere il congedo di paternità per i lavoratori in partita IVA e le novità introdotte dalla nuova legge di Bilancio.

indennità di maternità paternità autonomi
  • Chi pensa che le lavoratrici e i lavoratori autonomi non hanno diritto a nessuna indennità durante la maternità/partenità si sbaglia.
  • Chi è in regola con i contributi, può infatti ricevere un contributo dall’INPS.
  • L’indennità economica non si traduce nell’obbligo di astenersi dall’attività lavorativa.

Le lavoratrici e i lavoratori autonomi hanno diritto alla maternità e alla paternità? Si tratta di una domanda che chi ha la partita IVA, per esempio nel regime forfettario, ed è iscritto alla Gestione separata INPS, potrebbe essersi posto, in vista di una nuova possibile gravidanza. 

Nelle prossime righe saranno presentate le regole in vigore, così come riportate sul sito dell’INPS, per le quali anche i lavoratori e le lavoratrici autonome iscritti a determinate casse e in regola con i contributi hanno diritto a un’indennità di maternità e paternità.

Analizzeremo in particolare a chi si rivolgono le nuove indennità di maternità e paternità, quali sono i parametri che devono essere rispettati e qual è il periodo in cui si potrà ricevere il relativo importo per la maternità o la paternità degli autonomi. 

Come funziona la maternità per i lavoratori e le lavoratrici autonomi?

La maternità e la paternità per i professionisti che hanno la partita IVA, a condizione che siano:

  • iscritti alla gestione INPS di riferimento;
  • in regola con il pagamento dei contributi durante in mesi di paternità/maternità.

L’indennità può essere richiesta dalle seguenti categorie di lavoratori/lavoratrici:

  • artigiani;
  • commercianti;
  • coltivatori diretti;
  • coloni;
  • mezzadri;
  • imprenditori agricoli professionali;
  • pescatori autonomi della piccola pesca marittima e delle acque interne. 

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maternita lavoratrici autonome

Vi rientrano anche le libere professioniste delle seguenti casse:

  1. Cassa nazionale del notariato;
  2. Cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore degli avvocati e procuratori;
  3. Ente nazionale di previdenza e di assistenza farmacisti;
  4. Ente nazionale di previdenza e assistenza veterinari;
  5. Ente nazionale di previdenza e assistenza medici;
  6. Cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei geometri;
  7. Cassa di previdenza per l’assicurazione degli sportivi;
  8. Cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei dottori commercialisti;
  9. Cassa nazionale di previdenza ed assistenza per gli ingegneri e gli architetti liberi professionisti;
  10. Cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali;
  11. Ente nazionale di previdenza e assistenza per i consulenti del lavoro.

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Periodo fruizione nuova indennità lavoratrici autonome

Tipologia di indennitàDurata e decorrenza
Indennità di maternitàDue mesi prima del parto e nei tre mesi successivi

Ai sensi del decreto legislativo 20 giugno 2022, n. 105, spetta l’indennità giornaliera anche per i periodi che precedono i due mesi prima del parto, “nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di persistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza, sulla base degli accertamenti medici di cui all’articolo 17, comma 3” del decreto legislativo 151/2001
Adozione o affidamento nazionale del minore5 mesi dall’ingresso del minore in famiglia
Adozione o affidamento preadottivo internazionale5 mesi dall’ingresso del minore in famiglia
Affidamento non preadottivodura 3 mesi e si deve utilizzare entro 5 mesi dall’affidamento del minore, anche in modo frazionato

In merito alla durata, è bene ribadire che si può richiedere l’indennità anche se l’iscrizione alla propria gestione di riferimento sia avvenuta dopo l’inizio del periodo indennizzabile, tenendo conto che l’indennità:

  • spetta per tutto il periodo di maternità se l’iscrizione è avvenuta entro i termini di legge – che corrispondono a 30 giorni dall’inizio dell’attività per gli artigiani e i commercianti e a 90 giorni negli altri casi- oppure se l’attività è iniziata prima dell’inizio del periodo di maternità;
  • si riceve dopo l’inizio dell’attività, nell’eventualità in cui il lavoro autonomo sia iniziato dopo il periodo di maternità;
  • viene erogata dalla data della domanda di iscrizione alla gestione di appartenenza, se questa avviene superando i termini di legge.

Approfondisci leggendo Gestione INPS artigiani e commercianti: i contributi dovuti per il 2025

Congedo di paternità lavoratori autonomi: quando spetta

L’INPS ha inoltre chiarito che l’indennità di paternità spetta invece ai padri lavoratori autonomi come alternativa al congedo di maternità in uno dei seguenti casi:

  1. morte o grave infermità della madre;
  2. qualora il figlio venisse abbandonato o non fosse riconosciuto dalla madre;
  3. nell’ipotesi di affidamento esclusivo del figlio al padre. 

In quest’ultima ipotesi, sarà necessario presentare gli elementi identificativi del provvedimento, vale a dire il tipo e il numero, l’autorità giudiziaria, la sezione, la data di deposito in cancelleria, eventuali documenti utili per individuare gli elementi indicati.

In merito alla durata del periodo indennizzabile, corrisponde a quello non fruito dalla madre. Se questa è sconosciuta o non è lavoratrice, allora termine 3 mesi dopo il parto.

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Importo maternità lavoratrici autonome

L’indennità di maternità/paternità per le autonome e gli autonomi è pari all’80% della retribuzione giornaliera stabilita ogni anno dalla legge per la tipologia di attività svolta. Il diritto a ricevere l’indennità si prescrive in un anno dalla fine del periodo teoricamente indennizzabile. 

Nell’ipotesi di interruzione di gravidanza dopo il 3° mese di gestazione, è prevista un’indennità per un periodo di 30 giorni.

Gli importi spettanti vengono erogati direttamente dall’INPS in uno dei modi che seguono:

  • bonifico postale;
  • accredito su conto corrente bancario o postale;
  • libretto postale;
  • carta di pagamento dotata di IBAN. 

Ti suggeriamo di leggere anche Errori INPS: cosa fare e come richiedere il risarcimento

maternita lavoratrici autonome

Domanda maternità/paternità autonomi

La presentazione della domanda per ricevere le nuove indennità di maternità o paternità può avvenire:

  1. telematicamente, dal sito dell’INPS, al quale si potrà accedere con credenziali SPID, CIE o CNS;
  2. chiamando il numero verde del Contact Center INPS da rete fissa, 803.164, o il numero 06 164.164 da rete mobile (a pagamento);
  3. mediante il supporto di un patronato

Si consiglia di effettuarla dopo il parto, oppure in anticipo, nel caso in cui la gravidanza dovesse essere caratterizzata da gravi complicanze.

Per eventuali dubbi in materia, ti suggeriamo di rivolgerti a un avvocato esperto in diritto del lavoro, valutando i profili dei professionisti iscritti su deQuo.

Maternità lavoratrici autonome – Domande frequenti

Come funziona la maternità per gli autonomi?

La maternità/paternità per i lavoratori autonomi viene erogata dall’INPS e viene riconosciuta due mesi prima del parto e nei 3 mesi successivi. 

Chi ha la partita IVA ha diritto alla maternità?

Le lavoratrici in partita IVA hanno diritto a ricevere un trattamento economico di maternità di 5 mesi, ma non all’astensione dal lavoro.

Come è calcolata l’indennità di maternità per le lavoratrici autonome?

L’indennità di maternità prevista per le lavoratrici e i lavoratori autonomi corrisponde all’80% della retribuzione media giornaliera.

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Maria Saia
Esperta di diritti delle donne
Ha respirato per più di 20 anni la stessa aria di Falcone e Borsellino e ne condivide, ancora oggi, il sogno utopico di un mondo senza mafie e ingiustizie. Non a caso, “È la giustizia, non la carità, che manca nel mondo” è una delle sue citazioni preferite. Su deQuo, scrive di bonus e agevolazioni statali e di diritti della persona - in particolare, di diritti delle donne.
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