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Procura generale: cos’è e a cosa serve

Gli articoli del Codice civile che regolano la procura generale: come funzionano il conferimento e l'estinzione e il caso particolare di sopravvenuta incapacità.

procura generale

La procura generale fa parte del contesto giuridico della rappresentanza, istituito che fa sì che alcuni atti compiuti da un soggetto, chiamato rappresentante, rientrino nella sfera giuridica di un soggetto terzo, chiamato rappresentato. 

La procura è la manifestazione della rappresentanza volontaria da parte del rappresentato, ovvero l’atto che unisce rappresentante e rappresentato. L’atto è di tipo unilaterale recettizio ed è rivolto a terzi. 

Tramite tale atto il rappresentante è chiamato a compiere uno o più atti giuridici in nome e nell’interesse del rappresentato. Nel caso della procura speciale, invece, si agisce solo per un affare ben preciso. 

L’oggetto della procura generale

La procura generale dà il diritto al rappresentante di disporre di un ampio potere per agire per conto del rappresentato, che in genere rientra all’interno degli atti di ordinaria amministrazione. 

La procura generale potrebbe, dunque, anche non avere limiti. Tuttavia, si può verificare il caso nel quale un soggetto agisca come rappresentante di un soggetto terzo, senza averne i poteri, oppure superando i limiti che gli sono stati conferiti.

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Procura generale: chi è il falsus procurator

In questa ipotesi si parla di falsus procurator, i cui atti potranno avere effetto soltanto nel caso in cui il soggetto falsamente rappresentato li ratifichi, sulla base di quanto riportato nell’articolo 1.399 c.c. 

Qualora ciò non dovesse accedere, è possibile rivolgersi al falsus procurator per ottenere il risarcimento del danno procurato per aver agito senza averne la facoltà, ai sensi dell’articolo 1398 c.c. 

In particolare, in tale articolo si legge che: “Colui che ha contrattato come rappresentante senza averne i poteri o eccedendo i limiti delle facoltà conferitegli, è responsabile del danno che il terzo contraente ha sofferto per avere confidato senza sua colpa nella validità del contratto”.

Leggi anche Qual è la differenza tra procura generale e procura della Repubblica

Procura generale: come funziona la ratifica

Nell’articolo 1399 c.c. viene stabilito che: 

“Nell’ipotesi prevista dall’articolo precedente, il contratto può essere ratificato dall’interessato, con l’osservanza delle forme prescritte per la conclusione di esso.

La ratifica ha effetto retroattivo, ma sono salvi i diritti dei terzi.

Il terzo e colui che ha contrattato come rappresentante possono d’accordo sciogliere il contratto prima della ratifica.

Il terzo contraente può invitare l’interessato a pronunciarsi sulla ratifica assegnandogli un termine, scaduto il quale, nel silenzio, la ratifica s’intende negata.

La facoltà di ratifica si trasmette agli eredi”.

Conferimento della procura generale

La procura generale deve essere conferita. Questo passaggio può avvenire:

  • in forma orale;
  • tramite un atto scritto;
  • per mezzo di un conferimento indiretto, come per esempio nei casi in cui risulti da un comportamento inconcludente. 

In generale, l’articolo 1392 c.c. prevede che la procura debba rispettare i requisiti di forma che sono previsti per l’atto che si dovrà compiere. In caso contrario, la procura non potrebbe avere effetto. 

Leggi anche: “Falso in atto notarile: conseguenze“.

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Estinzione della procura generale

L’articolo 1396 c.c. disciplina l’estinzione della procura generale, che può prevedere:

  1. la rinuncia da parte del rappresentante;
  2. la revoca da parte del rappresentato. 

Nell’articolo viene stabilito che: 

“Le modificazioni e la revoca della procura devono essere portate a conoscenza dei terzi con mezzi idonei. In mancanza, esse non sono opponibili ai terzi, se non si prova che questi le conoscevano al momento della conclusione del contratto.

Le altre cause di estinzione del potere di rappresentanza conferito dall’interessato non sono opponibili ai terzi che le hanno senza colpa ignorate”.

In alternativa, l’estinzione può verificarsi anche nel caso di:

  • morte del rappresentante o del rappresentato;
  • fallimento del rappresentato. 

Leggi anche Procura notarile: cos’è

Procura generale e sopravvenuta incapacità 

Un caso che si verifica con una certa frequenza è quello in cui si scelga di conferire la procura generale dei propri beni immobili al fine di evitare che nell’ipotesi di sopravvenuta incapacità di intendere e di volere:

  • il patrimonio immobiliare rimanga incustodito;
  • non vengano compiuti degli atti che erano stati programmati. 

Il procuratore scelto è, in genere, una persona di fiducia, alla quale si potranno dare tutte le indicazioni per la corretta gestione dei propri immobili.

Nel caso in cui la sopravvenuta incapacità di intendere e di volere dovesse verificarsi veramente, è possibile che tale condizione invalidi la procura generale. 

Ciò accade qualora abbia luogo un procedimento che porti alla nomina giudiziale di un tutore, un curatore o un amministratore di sostegno, figure che avranno proprio il compito di occuparsi della gestione del patrimonio immobiliare. 

Per questo motivo, in circostanze simili, è consigliabile indicare, in via preventiva, la persona che dovrebbe diventare il proprio amministratore di sostegno, ipotesi prevista dall’articolo 408 c.c., in modo tale da evitare di incappare in questo inconveniente.

Leggi anche Che differenza c’è tra Procura e tribunale

Procura generale – Domande frequenti

Cosa si può fare con la procura generale?

La procura generale permette di nominare un procuratore che si occuperà di compiere gli atti amministrativi per conto di un soggetto terzo: scopri come funziona. 

Quando decade la Procura generale?

La procura generale può decadere per i motivi indicati nell’articolo 1396 del Codice Civile: ecco quali sono. 

Quanto costa fare una procura generale?


Il costo di una procura generale può variare tra gli 800 e 1.000 euro, IVA inclusa.

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Gregorio Gentile
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Appassionato di scrittura per il web e di diritti dei lavoratori, collabora con la redazione di deQuo per alimentare il suo desiderio di giustizia nel mondo.
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