02 lug 2021
Diritto Penale

Reato di atti persecutori: esempi, prescrizione, procedibilità

Cosa si intende per atti persecutori, come viene punito il relativo reato nel Codice penale, quali sono la sua procedibilità e la i termini di prescrizione e quali i suoi elementi costituitivi.

L’espressione atti persecutori viene utilizzata per indicare una condotta che modifica le abitudini di vita di chi ne è vittima, per il fatto di provocare uno stato di ansia o paura

Il reato di atti persecutori, chiamato anche stalking, viene punito dell’articolo 612 bis del Codice penale

In questa guida spiegheremo quali sono i casi in cui si configura, qual è la pena prevista, quali sono gli elementi costitutivi del reato, la sua procedibilità e quando si prescrive. 


Pena


Il reato di atti persecutori, o reato di stalking, è stato introdotto nell’ordinamento penale italiano per mezzo del d.l. n. 11/2009, convertito nella legge n. 38/2009, con l’inserimento dell’articolo 612 bis del Codice penale

Più in particolare, l’articolo 612 c.p. stabilisce che:

“Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione alla persona offesa ovvero se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici (3).

La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata”. 

reato di atti persecutori

Procedibilità e prescrizione


Sulla base di quanto previsto dal Codice penale, il reato di atti persecutori:


La querela è irrevocabile nei casi in cui il fatto sia stato commesso per mezzo di minacce reiterate. Nei casi in cui gli atti persecutori vengano commessi contro un minore o un soggetto con disabilità, il reato è perseguibile d’ufficio, così come nei casi in cui sia connesso a un altro delitto. 

Elementi costitutivi del reato


Il reato di atti persecutori non tutela soltanto il soggetto che ne è stato vittima in prima persona, ma anche le persone legate a quest’ultimo da vincoli di parentela o da relazioni affettive

Il bene giuridico tutelato è la libertà morale, ovvero la capacità di ogni individuo di autodeterminarsi. Vengono tutelate, inoltre, anche l’incolumità individuale e della salute, la tranquillità psichica e la riservatezza dell’individuo. 

Il reato ha la funzione di proteggere la vittima dai tutti quei comportamenti reiterati che possano provocare ansie, paure e preoccupazioni.

Il reato si configura se le condotte persecutorie sono reiterate (sono sufficienti anche due sole condotte) e provochino nella vittima uno stato perenne di ansia o di paura dal quale deriva un “fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva”, che la porta a modificare le proprie abitudini di vita. 

Esempi


Tra gli esempi di atti persecutori dei quali si può essere vittima, ci sono:

  1. il danneggiamento della propria auto;
  2. le aggressioni verbali in presenza di testimoni;
  3. l’invio di baci e sguardi insistenti, non desiderati e minacciosi;
  4. lo stalking telefonico;
  5. la pubblicazione di post o video a contenuto sessuale, minaccioso o ingiurioso su un social network;
  6. lo stalking su WhatsApp o quello sul lavoro

Leggi anche: “Reato di stalking condominiale“.

reato di atti persecutori

Elemento soggettivo del reato


L’elemento soggettivo del reato di atti persecutori è il dolo generico: è sufficiente, dunque, la volontà da parte del colpevole di mettere in atto le condotte di minaccia o molestia e di farlo con la consapevolezza di incutere timore nella vittima. 

Non si tratta di un reato di mera condotta, ma un reato abituale di evento, a struttura causale, nel quale viene generato un evento di danno. Si configura anche in assenza di accertamento di uno stato patologico. 

Misure cautelari


Nel momento in cui si verifica un reato di atti persecutori, il giudice ha la possibilità di applicare alcune misure cautelari coercitive, quali per esempio il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa

Potrà dunque imporre che non solo l’imputato stia lontano dai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima, ma anche da quelli frequentati abitualmente dai parenti congiunti, da persone con essa conviventi e a lei legate da relazione affettiva. 

In aggiunta, la persona offesa, prima di fare querela per atti persecutori, potrà scegliere di procedere con l’ammonimento al questore. Questa procedura consiste in un invito, che si rivolge allo stalker, a porre fine alla sua condotta persecutoria. 

L’ammonimento:


Il soggetto ammonito che non dovesse rispettare l’ammonizione ricevuta potrà andare incontro a conseguenze quali la sospensione delle autorizzazioni per la detenzione di armi e munizioni, l’aumento della pena e il fatto che il reato diventerà procedibile d’ufficio

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